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"Aliante"Primi anni ’70. Il movimento “flower power” celebra i suoi ideali non-violenti e l’arte si rinnova a colpi di rivoluzione culturale. La musica ne è parte trainante e si trasforma da mero intrattenimento a ragion d’essere di una generazione. Crosby Stills Nash & Young, Joni Mitchell e James Taylor, non sono solo musicisti universalmente apprezzati, ma profeti acclamati da milioni di giovani nel mondo. Anche in Italia giungono echi del nuovo corso e proliferano gruppi di amici accomunati dalla stessa voglia di suonare insieme. Sulla scia di queste pulsioni, a Milano, prende forma la band Come le foglie di Giancarlo Galli (voce, chitarre), Attilio Zanchi (voce, contrabbasso, basso elettrico) e Claudio Lugli (voce, chitarre). La peculiarità di questa band è che, nonostante vari demo incisi, le attenzioni della critica, il numeroso seguito (soprattutto nell’area milanese) e i live, non viene mai pubblicato nulla. A rimanere inciso, ma nella memoria, è solo il ricordo di chi ha assistito a quei concerti.
Armonie west coast, toni folk e canto italiano spezzano il tiro di un rock che i Come le foglie portano in giro per il nord Italia (opener per Franco Battiato, Curved Air, Osanna, PFM e Banco) e addirittura in Inghilterra (con i Magna Carta).
A metà degli anni ’70 la band cessa la sua attività e fa perdere le tracce anche se due componenti continuano a fare musica: Zanchi nell’ambito jazz e Galli come arrangiatore e turnista per Massimo Priviero. Coincidenze li riavvicinano ben trent’anni dopo lo scioglimento e li riportano a suonare insieme. L’affiatamento è ancora quello di una volta e la voglia di riproporre la musica di quel fortunato periodo sempre più pressante. Brani rimessi a nuovo, melodie e liriche scritte ai tempi plasmano Aliante, opera prima dei Come le foglie.Il disco, dai due volti, affianca al materiale inedito (Ali) un’antologia di brani e suoni storici degli anni ’70 (Ante), in cui spiccano il pregevole omaggio a Neil Young, nume tutelare evocato con la cover di Birds, la jazzata L’aliante e la riflessiva Gloria e il pilota.
L’innegabile stoffa dei tre musicisti non elude il pensiero che questa sia solo un’operazione nostalgica, ma la cura e la passione profusa nel progetto non fanno gridare allo scandalo. Del resto, che male c’è a nel rievocare l’epoca tutta "peace and love"?