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"Antonio
E’ terminata lo scorso week end la rassegna "Il libro possibile" a Polignano e rispetto a qualche giorno addietro fa ancora caldo. In Piazza dell’orologio per quasi un’ora, si è tenuta la presentazione dell’ultimo libro del direttore Antonio Caprarica dal titolo "I Granduchi di Soldonia". Inviato per la Rai in buona parte del globo, è cronista nella prima guerra del Golfo, ma anche nella prima Guerra in Afghanistan, dove assiste alla disfatta sovietica; poi è inviato a Mosca, a Londra ed a Parigi. E’ stato direttore di Radio Rai. Nelle nostre memorie sono le sue giacche, le sue coloratissime cravatte, ed il suo viso adornato da una barba sale&pepe che ci aiutano a riconoscere e ad inquadrare facilmente il famoso inviato un pò dandy. Elargisce simpatici sorrisi disegnando svolazzanti autografi; si concede anche al rito delle foto ricordo. Quando arriva il mio turno, gli chiedo un intervista per LSDmagazine e lui sempre con
fare cordiale accetta di buon grado.

Direttore, nel suo ultimo libro "I Granduchi di Soldonia", lei racconta al lettore gli sfarzi, le stravaganze, le curiosità sui paperoni della Terra; come e quando è nata l’idea di questo libro?

L’idea è nata moltissimi anni fa quando ero ancora a Mosca, corrispondente dalla Russia che nasceva in quegli anni dalle rovine dell’Unione Sovietica, precisamente quando mi è capitato di intervistare il primo russo diventato multimilonario in dollari dal nome Konstantin Borovoj, fondatore della borsa di Mosca. Gli ho chiesto come si facesse a diventare così ricchi in così poco tempo, lui incerto se cacciarmi o ridere, mi ha risposto: "Non ho mai sentito di nessuno che ci sia riuscito onestamente". Sicuramente la più onesta delle risposte che si possa dare, e su questa base mi è parso opportuno indagare sull’origine, sulla nascita di queste grandi ricchezze che si differenziano da quelle del passato per la rapidità con cui si sono costruite, e perché sono germinate in luoghi della terra dove fino a pochi lustri addietro la parola dominante non era "ricchezza" ma "povertà".

Favoleggiando di tesori da "Le Mille e una notte", potrebbe descriverci una giornata tipo di un multimiliardario?

La giornata tipo di un multimiliardario comincia sicuramente nella sua palestra personale da 10 milioni di dollari, continua con una doccia sotto un rubinetto d’oro massiccio. L’appartamento in cui vive a Londra consta in almeno 500 metriquadri in quella che si chiama "The billionaire Road", il vicolo dei miliardari; è una casa che costa non meno di 250 milioni di sterline. Dopo di che esce con la sua Rolls Royce del costo di 1 milione e mezzo di sterline. E’ circondato da guardie del corpo che gli costano non meno di 15mila sterline al mese, solamente le sue, poi naturalmente ci sono quelle della moglie dei figli e quelle dell’amante, perché ogni miliardario che si rispetti ha sempre un’amante (può essere che ne abbia perfino due) a cui ha comperato un’appartamentino o una villetta, dipende dalle esigienze della signora. Prenota il suo fine settimana in Costa Azzurra dove ha una villa di almeno 500 milioni di euro; lo aspetta ormeggiato a Saint Tropes uno yatch tra i 100 e i 200 milioni di euro, con un equipaggio che costa almeno altri 10 milioni di euro all’anno. Insomma la vita di un multimiliardario è una vita molto, molto faticosa come lei può ben capire…

"Antonio799 super ricchi possiedono un patrimonio medio pro capite di 3 miliardi di dollari. Nonostante la crisi del 2008 sia stata particolarmente grave, questi stessi super ricchi continuano a taglieggiare e comandare i mercati globali, invece l’uomo medio assiste impotente allo smantellamento del "Walfare state". Cosa ne pensa?

Penso che in questo ventennio abbiamo assistito all’impoverimento della classe media in occidente, mentre il decennio
precedente è stato il decennio in cui molte delle conquiste e del benessere della classe operaia sono state spazzate via. Invece tra il ’90 e il 2010 è stata la volta della classe media, che in tutto il mondo ha perso molta parte del suo potere d’acquisto, compresi i vantaggi del "Walfare state" a favore di una classe di super privilegiati che per l’uomo comune sono l’equivalente della faccia oscura della Luna: un posto che non vedremo mai e dove non andremo mai. Non so se esista un modo per invertire questa rotta: dipende molto dai governi e dalla volontà dei governi di riprestinare una corretta dialettica democratica nelle nostre società.

Buona parte dei fondi per sostenere la campagna elettorale del nuovo presidente U.S.A. Barack Obama, che ricordiamo essere stata la più costosa della storia con cinquecento milioni di dollari spesi, derivano da donazioni private, non tutte frutto di collette di quartiere; cosa significa "politica" o "stato" per un miliardario della lista di Forbes? Forse un’alternativa tipologia di investimento?

In alcuni casi lo è evidentemente. Ci sono alcuni miliardari che considerano la politica come un’estensione della loro forma di potere, e talvolta anche funzionale all’esercizio di un potere economico, adesso non vorrei entrare in discorsi più dettagliati che ci possono riguardare più da vicino, ma non c’è dubbio che oggi il rapporto tra grande ricchezza e potere sia un rapporto molto più stretto di quello che vi era agli inizi del secolo scorso.
D’altro canto proprio la deriva populistico-televisiva di gran parte delle democrazie occidentali, impone costi crescenti alla politica. Lei citava la campagna elettorale di Obama, è chiaro che i 500 milioni di dollari raccolti da Obama non vengono tutti da sottoscrizioni degli studenti neri delle università del Mississipi e dell’Alabama, ma vengono dai grandi capitalisti, vengono dai grandi ricchi che hanno ritenuto di fare una scelta politicamente ed economicamente più conveniente. E’ il problema vero, è il problema della democrazia del ventunesimo secolo: come ridare un senso al voto del singolo cittadino quando non sia accompagnato da un portafogli pieno di banconote da millle euro.

Infine cos’è la famigerata organizzazione segreta chiamata "Commissione Trilaterale", capace di spostare-condizionare anche le politiche statali?

Non è un’organizzazione, in realtà non c’è bisogno di organizzazioni segrete. Vi sono degli interessi oggettivi e convergenti, è chiaro che ci sono terreni comuni di intesa e di discussione tra persone che condividono lo stesso orizzonte di attività; se lei fosse un multimiliardario in dollari da Gates a Ted Turner è del tutto evidente che la misura della sua attività è il pianeta, ed è del tutto chiaro che cerca di confrontarsi su questi terreni con persone che hanno lo stesso orizzonte. Da questo punto di vista non c’è niente di segreto, il punto vero è di capire fino a che punto le decisioni che sortiscono da questi incontri sono poi sottoposte al vaglio democratico, oppure informano le decisioni dei nostri governi a nostra insaputa. That is the point.

La ridente Poligniano a mare è nota per le sue ottime gelaterie, così, per una volta, ho deciso di non badare a spese: un cono doppia panna per favore! Mentre lappavo l’ottimo ice-cream ho pensato "Ma questi super ricchi, per ostentare, mangeranno solo gelato al caviale con panna fatta con latte di panda?"