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"FestivalCrocevia di vacanze marittime, Hammamet va fiera non solamente del suo mare cristallino, della medina affacciata sul porticciolo e dei rinomati villaggi turistici, ma anche di un piccolo gioiello, il Centro Culturale Internazionale, promotore e organizzatore da decenni del Festival International de Hammamet, la manifestazione giunta alla sua 46° edizione in questa estate 2010.
Luogo di creatività, di incontri e scambi artistici, il Centro Culturale Internazionale e il Festival che vi si svolge sono ospitati dalla Villa Sebastian, e dal 2007 sono posti sotto la direzione di Lassaad Ben Abdallah, uomo di teatro e di grande apertura culturale, che abbiamo incontrato alla vigilia della Inaugurazione.
Dal 13 Luglio al 21 Agosto il 46° Festival incrocia quest’anno il mese del Ramadan e Lassaad Ben Abdallah ci spiega come ha voluto tenerne conto nella sua programmazione.
“Questa edizione si declina su tre sezioni, "Scène de théâtre", "World Music" et "Nuits Ramadanesques": come tutti i grandi festival, anche questo resta fedele ai suoi orientamenti, quest’anno con un’attenzione specifica per le culture urbane (hip-hop, rap, slam etc.) e una digressione verso il circo, con uno spettacolo nello spazio del giardini de la Méditerranée.
Ad aprire il festival è il teatro, come tradizione, e nel rispetto della sua vocazione primaria, che negli ultimi tre anni segue progetti partecipando alla produzione di creazioni tunisine, per le quali offre le sue scene e un pubblico internazionale e selezionato”.
Presa di coscienza, appello alla tolleranza, rispetto verso gli altri sono i temi dominanti nelle pièces in programma, per rispondere ai quesiti della nostra società, e in particolare alle società del mondo arabo. Testi adattati o liberamente tratti da grandi poeti drammaturghi o pensatori (Jarry, Sartre, Darwich, Ibn Rochd, Ferré, Ezzedine Madani) o nuove creazioni, ma sempre con l’idea che l’arte drammatica sia specchio di un’epoca, la nostra.
C’è poi la sezione World Music, con una grande varietà di proposte: concerti, balletti, varietà, opere, sia nuove creazioni, sia riprese e omaggi, un calendario pensato per tutte le generazioni.
“Si potranno ascoltare canzoni orientali , canzoni magrebine, in tutte le loro componenti: incroci di culture, versioni jazz o folk, ispirazioni dell’estremo oriente o ritmi africani, mescolanze di classico e di tradizione popolare. Il Festival è incontro di culture, nello spazio e nel tempo e ha fermato questi artisti per lo più in esclusiva per il nostro programma. Inoltre il Festival sostiene la creatività dei gioveni, in particolare quest’anno (anno della gioventù, per la Tunisia), che abbiamo riunito gli artisti tunisini che vivono tra la Tunisia e l’Europa”.
Quest’anno poi, in particolare, il mese del ramadan coincide con le ultime settimane del Festival (dal 10 Agosto), che ha quindi voluto consacrare i suoi ultimi spettacoli alle “NUITS RADAMANESQUES”, una occasione unica anche per il pubblico europeo e italiano per avvicinarsi alla spiritualità e all’atmosfera di questo momento fondamentale per il mondo islamico.
“Per queste veglie e serate, che sono nel contempo familiari, conviviali e momenti di raccoglimento, noi abbiamo alternato spettacoli che si rifanno al nostro sfondo culturale e musicale sacro, spettacoli della tradizione europea a noi vicina, come il flamenco, e momenti molto attesi, con le nostre più belle voci in recital.
Il Festival d’Hammamet è parte della storia culturale della Tunisia da decenni ormai, ha costruito la memoria culturale e teatrale di alcuni di noi, si sforza di “fabbricare” quella delle generazioni future. E vorrei anche dire che, soprattutto per il pubblico straniero, il Festival resta indissociabile dal Centro Culturale e da Dar Sebastian (il complesso costruito negli anni Venti, luogo cosmopolita di ospitalità, da Giacometti, a Schiaparelli, a Paul Klee, André Gide, il Maresciallo Rommel – al crepuscolo del suo sogno africano- e Winston Churchill, qui autore di parte delle sue memorie) , dalla immensa e splendida villa e dal teatro all’aperto, costruito nel cuore dei giardini, in riva al mare e con lo sfondo della medina, sul modello dell’anfiteatro romano. Bisogna trascorrere una serata ad Hammamet, per comprendere tutto questo e perché, ogni estate, il Festival porta qui artisti e pubblico da tutto il mondo”.