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Un frammento di creta di pochi centimetri sta destando forte emozione fra gli archeologi israeliani perché potrebbe dimostrare che quattro secoli prima del biblico re Davide, ossia nel XIV secolo a.C., nella zona di Gerusalemme c’era già una influente città-stato che intratteneva relazioni con il faraone egiziano Akhenaton (Amenofi IV), noto anche come ‘il re eretico.

Il frammento è scritto in caratteri cuneiformi e in lingua accadica, e ricorda i testi dell’epoca recuperati a Tell al-Amarna (Egitto). Nell’archivio di Tell al-Amarna furono reperiti fra l’altro messaggi inoltrati da Abed-Haba, ‘re di Urushalem’. La assonanza con il termine ebraico di Gerusalemme (Yerushalaym) era comunque nota da tempo: ora il frammento di creta recuperato a ridosso delle mura della Città Vecchia ha scatenato la fantasia degli archeologi israeliani.

«Questo raffinato frammento – ha spiegato la ricercatrice Eilat Mazar, dell’Università ebraica di Gerusalemme – dimostra innanzi tutto che è stato prodotto da uno scriba di grande livello. Personaggi di tale calibro si trovavano all’epoca solo nella corte del Faraone o in quella di un monarca alla guida di una città fortificata».

In passato gli studiosi hanno discusso a lungo se Abed-Haba fosse davvero vissuto nella zona di Gerusalemme. A quanto si sa desiderava restare nell’orbita di influenza del Faraone, ma doveva confrontarsi con la crescente ostilità dei monarchi di Nablus e di Ashqelon. Per resistere, necessitava aiuti.

Secondo Mazar, il frammento appartiene a un testo indirizzato al Faraone; forse era solo una copia custodita da chi l’aveva concepito. Adesso, ha aggiunto, è lecito supporre che da qualche parte a Gerusalemme esista un «archivio reale» del 14.mo secolo a.C.. «Per noi archeologi – ha detto alla radio – è stato come ricevere di sorpresa un cioccolatino. È un evento davvero grande».

In foto l’archeologa Eilat Mazar