Tempo di lettura: 2 minuti

"museoIl Museo Egizio, pur con i suoi oltre 4.000 visitatori al giorno (in aprile, in piena Ostensione Sindone sono stati staccati 97.000 biglietti, record assoluto per il Museo dopo gli 81.000 dell’aprile 2006, anno olimpico) è un cantiere a pieno ritmo. Si lavora soprattutto nella cura e restauro dei 4.000 reperti (sarcofaghi, oggetti di uso quotidiano e molto altro) recentemente conferiti dallo Stato alla Fondazione Museo Egizio, e negli scavi del cortile interno per realizzare l’imponente e nuovissima hall ipogea che diventerà il punto d’arrivo e di partenza di visita.

Lo stato dei lavori, la cui fine è prevista nel 2013 (ma già per il 2011, per il 150/o dell’Unità d’Italia, ci sarà una prima consegna di nuove parti del Museo) è stato presentato oggi dal direttore Eleni Vassilka in un museo pieno di visitatori e di scolaresche.

Il clou dei lavori, legati al trasferimento delle opere della Galleria Sabauda a Palazzo Reale e a Palazzo Madama (già predisposto secondo quanto dichiarato alcuni mesi fa dal ministro Bondi) entrerà nel vivo dopo il bando che verrà reso noto a giorni. Bando che il Museo aveva già pronto, ma che ha dovuto cambiare in quanto è recentemente cambiata la normativa in materia di lavori pubblici oltre una certa soglia di spesa. Il restauro complessivo del Museo Egizio presenta infatti un preventivo di costo di oltre 50 milioni di euro. Intanto gli uffici della Fondazione sono stati provvisoriamente spostati al primo piano, grazie alla chiusura della sala delle steli, mentre la Biblioteca è ospitata nella Biblioteca Nazionale. La Tomba di Kha, uno dei reperti più importanti, è stata riallestita temporaneamente al piano terra, diventando così la prima tappa del percorso. Prima era costretta in una piccola stanza di 30 metri quadrati già a percorso inoltrato.

Tra i primi scopi che si prefigge il direttore Vassilika c’è rendere molto più piacevole la visita e in questo senso vanno anche l’idea di continuare a limitare l’afflusso dei visitatori (per ora si parla di un massimo di 720 entrate all’ora, limite inaugurato per contenere le folle arrivate per l’Ostensione) e l’ordinamento dei reperti in senso cronologico «che aiuta molto a capire la meravigliosa storia di questa cultura». «Una cultura – ci tiene a dire Vassilika – che non è solo fatta di mummie, pur essenziali, ma di grandissimi capacità tecniche e intellettuali, conoscenze scientifiche e sanitarie, intelligenze antiche la cui conoscenza aiuta a capire tutto quello che è venuto dopo». Inoltre, è stato reso noto oggi, verrà presentato on line l’immenso materiale di reperti non esposti, ma custoditi nei magazzini «per dare modo agli appassionati di conoscere l’immenso patrimonio del museo».