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"sindone"
Questione di tempi, di date, di orari, di circostanze fortuite, di casualità sottili e benevolmente beffarde.
Nei giorni dedicati all’Ostensione del sacro lino all’interno del Duomo di Torino, qualcos’altro ostenta la sua presenza.
I venticinque anni del Festival da Sodoma a Hollywood. Uno dei tre più importanti festival nel mondo del cinema con tematiche omosessuali. Anche lì i pellegrini non mancano. Giungono da varie città italiane, dall’estero. Soggiornano talvolta negli stessi alberghi, vi partecipano personaggi famosi e no. Mangiano nelle stesse trattorie, vagano per la città curiosi, contenti. Turismi diversi, lusinghe all’aria rabbuiata di quest’epoca inaridita.

Una bella sensazione la città colma di turisti. L’Ostensione chiama comitive di ogni tipo: giovani, ragazzi, scuole, anziani, a vederli decisamente meno anziani del solito. Tutti a vedere la Sindone e la città. Qualcuno anche al Festival. Difficile però che si scambino gli interessi. Difficile allo stesso modo che si sappia uno dell’altro.
Anche se la Claudia Cardinale, vera diva, partecipando alla presentazione di un suo film intitolato “Le fil”, con una serata dedicata al suo fascino, alla sua carriera, alla sua voce roca ammette candidamente che una visita al sacro lino la farà certamente.
Icona consapevole e irregolare, può permettersi di sbertucciare le cadute di stile di Bertone, Cardinale solo nel titolo, e poi attraversare il “white carpet”, mirabile percorso che guida i visitatori al cospetto della Sindone, con la stessa acclamata eleganza. La tipica ritrosia sabauda, mette in sordina ogni clamore, nemmeno ve ne fossero, e con magnanima lungimiranza da grande capitale europea governa il sacro e il profano evitando di far risuonare per le strade uno scontato refrain di De Andrè.

"claudiaSe il lenzuolo con impressa l’effige di Gesù sia vero pare non essere essenziale. Per quanto verosimile e toccante, possiede vera forza nella storia travagliata che porta con se. Una bacheca costruita ad hoc lo protegge da ogni temperie: dall’umana incuria, dagli incendi, dal tempo, dai flash dei fotografi, dall’avidità povera dei telefonini, dalle telecamere televisive. Non lo protegge altresì dai commenti, dalle opinioni, dai troppi libri a tema. Una teca che non protegge dai bookshop, dall’inqualificabile miseria dei gadget che lo rappresentano, dai rivoltanti souvenir simboli amari di un desiderio di possesso che rinnova quanto, con bruciante forza, il messaggio del cristianesimo non trovi albergo; più che mai in una società consumista di ogni aspetto. Nemmeno la fede se ne distacca. Ma da sempre le reliquie sono come un pane, da spezzare, dividere, moltiplicare. Per quella fame d’infinito che il finito non può saziare. Non lo si dovrebbe nemmeno condannare; ma il cattivo gusto, manda cattivo odore, e si finisce per lamentarsene.
A guardare oltre troviamo occasione di festa; mantelli colorati, abiti tradizionali, insegne, stemmi, simboli antichi: nella giornata delle Confraternite in pellegrinaggio. Provenienti da tutta Italia Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana e Sicilia e da alcune località della Francia, hanno sfilato in Duomo in un solo giorno circa 2.500 persone, in rappresentanza di 156 Confraternite. E forza trascinante e trasversale della Sindone una notte bianca non di bagordi ma di contemplazione, a partire dalla lettura integrale della Passione secondo l’evangelista Luca curata da personalità e artisti di spicco tra cui: il vicedirettore de “La Stampa” Massimo Gramellini, il procuratore capo della Corte d’Appello di Torino Marcello Maddalena, il direttore della Casa Circondariale di Torino, un comico, un arbitro di calcio, il cantautore Amedeo Minghi e la cantante jazz Emma Re.
Visitatori del lino sindonico anche Liliana Cavani e James Ivory.
La sera prima la regista del “Portiere di notte” durante il Festival da Sodoma a Hollywood aveva consegnato nelle mani di Ivory il premio “Dorian Gray” realizzato da Ugo Nespolo, per il film “The city of your final destination”, tratto dal romanzo di Peter Cameron.
Non si può dire che qualche interscambio tra i due mondi non ci sia. Solerte l’ufficio stampa della Sindone nel segnalare personalità note in visita, decisamente meno quello del Festival nel comunicare la presenza di prelati in sala.