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"donSi terrà venerdì 16 aprile, alle 21,30, al Nuovo Teatro Palazzo di Bari (Corso Sonnino 142/d), l’atteso concerto dal vivo di Don Backy, inserito nel progetto "Nottedautore", organizzato dalla Zanini Management e dalla PubliCoMark. Il cantautore toscano proporrà i suoi più grandi successi e festeggerà i 50 anni di carriera presentando anche “Il mestiere delle Canzoni”, l’ultimo disco uscito nel gennaio 2010.

Aldo Capone, conosciuto da tutti con il nome d’arte di Don Backy, è sicuramente tra i più apprezzati autori di musica italiana degli ultimi 50 anni. Il ragazzo esuberante e fantasioso di Santa Croce sull’Arno (Pisa), affascinato da Bill Haley nel film "Senza tregua il rock and roll" (1957), dal Marlon Brando di "Bulli & Pupe" e dal James Dean di "Gioventù bruciata", trovò spazio per esprimere tutta la vulcanica voglia e l’impetuosa ispirazione che premeva dentro, scrivendo e cantando l’esuberante e gestuale musica rock, al dancing "La Sirenetta" (1959).

Incise – a sue spese – i primi dischi, nel 1960 con il nome d’arte di Agaton. E qualche anno dopo entrò a far parte del Clan Celentano, con il quale il rapporto finirà poi nei tribunali e con diverse polemiche. “L’immensità” è la prima canzone che viene in mente pensando agli immortali successi di questo grande artista, ma non è l’unica. “Casa Bianca”, “Poesia”, “L’Amore” sono altri tra i numerosi brani che hanno segnato un’epoca e hanno raggiunto le vette della classifica, vendendo milioni di copie.

Ma la carriera di Don Backy non si è fermata a questi primi grandi successi. Da personaggio schivo e riservato qual è ha continuato a scrivere fino ad oggi, privilegiando un’attività live che lo ha visto calcare i palchi di tutto il mondo, piuttosto che un’attività radio-televisiva a livello italiano. Pochi sanno anche che Don Backy si è dedicato con ottimo successo anche ad altre attività: nel 1980 ha pubblicato a fumetti il suo personale "Inferno" dantesco in 12 cerchi e 3.200 versi in quartine dalle rime alternate. Nel 1980 è stato protagonista nella commedia musicale "Teomedio" di Fabio Storelli, e in "Marco Polo", di Conte e Luzzati, per le quali ha scritto le musiche e le canzoni. Nel 1984 ha disegnato "Clanyricon", storia del Clan Celentano a fumetti (pubblicata però solo nel 2002). Per non parlare anche di una nutrita carriera da attore cinematografico, svoltasi soprattutto a cavallo tra gli anni ’60 e ’70.

"donNel gennaio 2010 ha pubblicato il suo ultimo disco dal titolo “Il mestiere delle Canzoni”. Così lo descrive lo stesso artista toscano: “Da poco ho compiuto 70 anni all’anagrafe e – anche senza voler abusare di frasi fatte – fortunatamente non li ho compiuti nello spirito, che mantiene ancora l’entusiasmo di un ventenne verso la mia professione. Il buon Dio ha fatto anche in modo che conservassi una voce integra e una fresca “creatività istintiva”, le quali mi hanno permesso – e ancora mi permettono – di elaborare e cantare canzoni senza altri aggettivi che le sviino dalla loro
naturale funzione: Emozionare!

Ho amato e amo tuttora quelle della mia gioventù – brani che in qualche modo hanno segnato la mia storia musicale – e i cantanti che le eseguivano, i quali indirettamente sono stati miei maestri. Ancora oggi le porto nel cuore con affetto e proprio a loro ho dedicato “Il mestiere delle Canzoni”. In qualcuna delle presenti, “avvertirete” riferimenti che conducono a quegli “antichi” brani. Sono citazioni assolutamente volute su mia personale richiesta, inserite nel contesto di melodie del tutto originali.
E’ un Cd un po’ “sui generis”, con brani che – in gran parte – ruotano intorno a uno stesso concetto: Brevi suggestioni rimaste impresse nella mia memoria, vissute durante i 50 anni di attività professionistica – traguardo tagliato nel gennaio 2010 – e che oggi sono diventate canzoni.

Mi definisco Cantainventore – che si differenzia dal più paludato “Cantautore” – dal momento che lo strumento (chitarra), a me serve semplicemente per formulare un breve “letto” di scarni accordi (quasi sempre un giro armonico) sul quale appoggiare una melodia nata spontaneamente, insieme a un concetto estratto da un momento di vita vissuta, che ne è stato la sorgente. E a proposito delle mie melodie, ho sempre apprezzato i pareri – che ovviamente condivido in pieno – espressi da Renzo Arbore e dal regista Alberto Bevilacqua molto tempo fa e che le riguardano. Mi fa piacere riportarli in parte, a conclusione di questa breve nota: «…Le melodie di Don Backy sono, per me, tipicamente italiane e questo va tutto a suo onore: Comporre cose non banali con vecchi accordi dei nostri canti folcloristici, con la vecchia vena fatta di pochi accordi non complicati, è senza dubbio perlomeno inconsueto. Si vede che Don Backy, la melodia ce l’ha proprio dentro come, se permettete, ha dentro anche una sua semplice ma genuina vena poetica». (Renzo Arbore)

«…Le canzoni di Don Backy sono fini, risentono degli umili cantori delle antiche corti, delle romanze, delle melodie degli erratici. Stimmate che troviamo anche nel viso dell’autore: perfettamente intonato alle sue melodie, aguzzo e trasognato, da bardo e da stradaiolo». (Alberto Bevilacqua)

I biglietti sono in vendita al Box Office di Feltrinelli (infotel: 080.524.04.64, prezzi dei tre settori del Nuovo Palazzo: 35, 24 e 20 euro).