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"MonaLa professoressa Mona Siddiqui, voce femminile molto considerata tra gli studiosi islamici, ha dedicato gran parte della sua illustre carriera alle problematiche interreligiose. La sua posizione imparziale sulla teologia islamica storica e contemporanea ne hanno fatto un’oratrice estremamente ricercata e un nome di straordinario prestigio. Una donna musulmana, considerata una delle voci più autorevoli nei circoli accademici islamici e nella vita pubblica,
parlerà alle leadership cattoliche ed ebraiche  indicando la via di una “nuova” teologia islamica, audace e originale.

Mona Siddiqui dirige il “Center for the Study of Islam” dell’università di Glasgow ed è ospite abituale della BBC in qualità di commentatore.
Il 20 aprile terrà una conferenza presso l’Università Pontificia San Tommaso d’Aquino (Angelicum) a Roma, organizzata dallo stesso Angelicum e dalla Russell Berrie Foundation, da anni impegnata sui temi del dialogo e dell’incontro interreligioso.

Nel suo discorso sulle prospettive della teologia islamica sull’ebraismo e il cristianesimo, Mona Siddiqui parlerà all’Angelicum ad un’audience ebrea, cattolica e musulmana composta sia di studenti che di alti prelati. Al centro del suo intervento il problema che l’Islam ha affrontato sin dalle sue origini, e cioè quello dell’ebraismo e del cristianesimo quali rivelazioni corrotte divine e corrotte.
Considerata l’attuale forte interconnessione tra tensioni politiche e teologiche, Mona Siddiqui richiamerà l’attenzione sulla necessità di una più solida teologia islamica dell’inclusione dove il punto di partenza sia la compassione, non la salvezza.
Il Rabbino Jack Bemporad, direttore del Centro per il Dialogo Interreligioso e docente presso l’Angelicum afferma: “Mona Siddiqui indica una strada nuova e audace ai Musulmani. Con il suo lavoro teologicamente onesto dimostra che il tradizionale punto di vista musulmano – secondo il quale le Scritture ebraiche e cristiane sono corrotte – può essere reinterpretato, ed Ebraismo e Cristianesimo possono essere apprezzati e valutati senza condanna.”

L’influenza di Mona Siddiqui, ben al di là del mondo accademico, si estende ai principali media: alla BBC la studiosa anglo-pakistana presiede la Commissione Consultiva Religiosa (Religious Advisory Committee) ed è anche ospite fissa quale commentatore in Scozia e Gran Bretagna. Collabora inoltre con Radio Free Europe in Asia centrale. Oltre alle numerose pubblicazioni di carattere accademico, scrive per la stampa nazionale e internazionale: per il Times, The Scotsman, Guardian e The Herald ed è anche la prima corsivista musulmana per il settimanale cattolico The Tablet.

La conferenza di Roma arriva dopo tre anni dall’istituzione di un Insegnamento universitario di Studi Interreligiosi (e relative Borse di Studio di due anni) presso l’Università Pontificia Angelicum, insegnamento che ha lo scopo di costruire ponti di comprensione tra Cattolicesimo, Ebraismo e altre tradizioni religiose formando una nuova generazione di capi religiosi al confronto, alla tolleranza e al dialogo nel rispetto delle differenze.
L’auspicio è che tratti unificatori delle religioni del mondo possano costituire la base per un terreno comune e siano i principi di un sincero pluralismo nella ricerca di un sostanziale terreno etico comune.
In questo senso l’incontro del 20 aprile rappresenta anche un’occasione per fare un primo bilancio e valutazione del lavoro svolto presso l’Angelicum finora.

In foto la professoressa  Mona Siddiqui