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"io“ […] Il che ci riporta a oggi. È la pioggia che va? Ritornerà il sereno? […] Oggi mi sembra impossibile non andare avanti a sognare. Uno potrebbe dirmi: “Hai sessantasei anni Shel, che cazzo sogni a fare?” Sì ho sessantasei anni. Ma se uno mi chiedesse: “Che cosa vuoi ancora dalla vita?”, gli risponderei: “Vorrei fare la rockstar”. “Sei scemo?” potrebbe a quel punto domandarmi la persona che mi sta interrogando. “Sì, sono scemo” […] Potrei tingermi i capelli, come fanno tanti, ma mi prenderei per il culo da solo…”

Tra le pagine di “Io sono immortale”, Shel racconta con un sorprendente senso della storia e con accattivante ironia la sua vita, che è la vita di una generazione: dal grigiore della Londra del dopoguerra, ai primi approcci con il rock’n’roll, alla magia degli anni ’60 con il loro carico di splendore e contraddizioni. Mentre l’incubo del nucleare lascia il posto all’inferno del Vietnam, mentre Bob Dylan annuncia in America il tempo nuovo e una moltitudine di ragazzi urla “peace and love” nel fango di Woodstock, per Shel nascono e muoiono amori, amicizie e anche qualche sogno. In mezzo a tutto questo la Swinging London, la nebbia, il freddo di Amburgo tra il porto e la strada delle puttane, a suonare dieci ore di fila negli stessi locali dove si esibivano anche i Beatles. E poi l’Italia vista da Milano – quando i taxi erano la Seicento multipla – e da Roma, quella di Fellini e della Dolce vita, un Belpaese ancora in bianco e nero e bigotto, dove per una sconfitta a Sanremo ci si poteva anche giocare la carriera. E ancora il Piper, il successo, il divismo, il sesso, il “tutto”…
Ma tra le righe di questo libro, non c’è spazio solo per la memoria: c’è l’idea di futuro, ci sono sogni e progetti ancora da realizzare, c’è quell’energia vitale e creativa che rende Shel “immortale”. Non un semplice racconto della vita di una rockstar quindi, ma le parole di un uomo e di un artista che ha ancora molto da dire.
La foto di copertina rimanda alla trasgressione propria del rock, ma è anche un’ulteriore dimostrazione dell’autoironia di quest’uomo: lo spirito ribelle e provocatorio che si può avere a 15 o 20 anni, è ancora più ribelle – sorprendentemente, e più divertente a 66 anni. Inoltre, l’immagine di Shel (quasi) nudo, è concreta e metaforica al tempo stesso: nel libro infatti si mette letteralmente a nudo, raccontando sogni, sentimenti, speranze, emozioni, gioie e dolori della sua vita.

"shel“[…] Per fortuna l’incoscienza sopravvive ancora […] Nulla è cambiato dunque, salvo aver perso l’innocenza. La cosa terribile è che anche i ragazzi, oggi, superati i cinque anni d’età, perdono l’innocenza. Sono in buona compagnia, dunque…”

Shel Shapiro, anima e voce degli indimenticabili Rokes, è tornato prepotentemente alla ribalta dello spettacolo in Italia in questi ultimi anni come icona culturale, musicale ed intellettuale di “quegli anni lì”. Ma non solo. Shel è la dimostrazione che l’età non è un limite alla creatività “in tutti i sensi”, e continua infatti a cimentarsi con esperienze sempre nuove: si diverte girare con il concerto live “Acoustic Circus” divenuto un vero e proprio cult; con Edmondo Berselli ha scritto (e interpretato) lo spettacolo teatrale musicale “Sarà una bella società”; con Moni Ovadia è attualmente protagonista di “Shylock – il mercante di Venezia in prova”, ispirato all’opera di Shakespeare; infine è tra i protagonisti della nuova serie di “Capri 3” su Rai 1, interpretando il magnetico principe indiano Rajiv.

Sito web ufficiale: www.shelshapiro.com