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"Mattia
Un brano scritto con Francesco Tricarico e prodotto dal chitarrista Phil Palmer. Titolo: Non parlare più ufficialmente in gara al 60esimo Festival di Sanremo. In più un album che uscirà il 19 febbraio, Dreamers, che immette sul mercato discografico un giovane preparato cantautore romano, è Mattia De Luca. Mattia compone in inglese, da sempre, e per l’etichetta Sugar ha riscritto alcune canzoni in questo nuovissimo ed originale cd, dove si sente che è tangibile l’influenza delle sonorità americane. Album preparato in 8 mesi (segnaliamo tra i brani più interessanti Running e le due bonus track), in cui si alternano in un’avvolgente atmosfera brani inglesi e italiani con incluso Non parlare più in arrivo sul palco sanremese. “Che parla di un sentimento intenso, profondo e intimo – afferma il cantante – un sentimento che non ha bisogno di essere spiegato a parole… basta solo uno sguardo tra due persone che si amano”. La stessa emozione provata, che non può essere spiegata sicuramente a parole, quando da bambino De Luca inizia ad avvicinarsi alla musica: decide così di percorrere questa strada fin da ragazzino e lo fa prima diplomandosi alla Marymount school of Rome e in seguito prosegue la preparazione a Boston frequentando il Berklee College of Music. Ora si avvera il sogno di una carriera come cantautore e compositore.

"MattiaMattia, vogliamo parlare di questa esperienza americana?

Sì, certo, sono entrato nella scuola americana a 18 anni, inizialmente come cantante, ma poi man mano che seguivo gli studi ho deciso di specializzarmi in altro; quindi ho finito per laurearmi in composizione. Non solo, dopo 4 anni di Università, mi è stato di grande aiuto anche girare insieme ad altri artisti tra Los Angeles e New York, dove ho avuto modo di confrontarmi, di crescere sempre più. E se non fosse stato per il visto scaduto, sarei rimasto a vita negli States!

Dopo che è successo? E soprattutto com’è nato l’incontro con Caterina Caselli.

Dopo il rientro in Italia per forza maggiore, come ho detto, mi sono messo a preparare l’album, Caterina Caselli l’ha ascoltato in realtà già pronto con tutte le tracce scritte in inglese. Suggerendomi di tradurle alcune in italiano. E qui un grande apporto me l’hanno dato due importanti professionisti Tricarico e Pacifico.

Come ti sei trovato con loro?

Benissimo con ambedue. Pur essendo diversi. Tricarico è un poeta, ha dato la sua impronta surreale, comunque affascinante. Pacifico invece è decisamente più strutturale, ma anche lui è un incredibile artista.

Inevitabile domanda, per Sanremo come ci stiamo preparando?

Ammetto non voglio farmi prendere dall’emozione e quindi mi sto concentrando vedendo questo impegno come un lavoro. Anche perché Sanremo per me significa inizio di quello che ho sempre voluto fare, no?

E Non parlare più, rispecchia un po’ quello che si ascolta nell’intero cd dove l’energia è predominante?

L’ho molto amato questo pezzo, anche perché è nato da “solo”, mai modificato, mia cambiato. In questo lo ritengo speciale. Forse diverso dagli altri presenti nel cd, più orecchiabile e adatto ad un pubblico più vasto. E davvero spero che arrivi alla gente.