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"ClemenzaDopo l’inaugurazione del 27 gennaio scorso, suggellata dalla prestigiosa presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, “La Clemenza di Tito” di Mozart che ha segnato ufficialmente la riapertura del Teatro San Carlo di Napoli dopo tre anni di intensi lavori di restauro, ha mietuto ulteriori successi anche nelle quattro recite successive, ed in particolare a quella finale del 4 febbraio scorso a cui chi scrive ha assistito con sommo godimento.
La “Clemenza di Tito”, come è noto, è l’ultima opera composta da Mozart prima della prematura morte a soli 35 anni; si tratta di un autentico capolavoro, anche se per anni in molti tra studiosi, musicologi e critici l’hanno spesso ingiustamente relegata tra i lavori meno riusciti del “divin” salisburghese. E’ un opera cosiddetta seria e dunque lontana dalle atmosfere apparentemente giocose di “Don Giovanni”, “Nozze di Figaro” e “Così fan tutte”, eppure vi si respira a pieni polmoni la bellezza dell’Arte dei Suoni nelle sue coniugazioni più felici.

A Napoli, la regia del grande Luca Ronconi (foto), supportata dalla nuda essenzialità dell’impianto scenografico (con fondali in giallo tessuto capitonnè attraversati da feritoie che ricordano le facciate architettoniche dell’EUR) di Margherita Palli e dai costumi meta temporali di Emanuel Ungaro, ha reso finalmente giustizia alla “Clemenza” mozartiana facendo risaltare la tragica teatralità, le passioni, i sentimenti e soprattutto le fini doti attoriali dei bravi cantanti in scena.
Straordinaria la direzione di Jeffrey Tate, coadiuvato dall’ottima Orchestra del San Carlo, che ha esaltato tutte le sublimi delizie della partitura musicale mozartiana riaprendo anche gli usuali tagli di alcuni meravigliosi recitativi. Eccellente, infine, nella sua significativa omogeneità, la compagnia di canto che vedeva nel Tito di Gregory Kunde (un timbro vocale di rara bellezza e dall’incantevole fraseggio) e nel Sesto di Monica Bacelli (una delle nostre cantanti più amate nel mondo) le punte di diamante di uno spettacolo riuscitissimo. Una menzione meritano anche l’appassionata Vitellia di Teresa Romano, la delicata Servilia di Elena Monti e l’ottimo Annio di Francesca Russo Ermolli. Successo calorosissimo e meritatissimo.