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"ClaraFino al 28 febbraio sarà visitabile nella Pinacoteca provinciale di Bari la mostra su Achille Mauri, fotografo attivo a Napoli fra gli anni Sessanta dell’Ottocento e il 1909. La mostra pone in rilievo l’attività di Mauri come reportage fotografico della costruzione di ferrovie, ponti, viadotti, gallerie e stazioni spesso in costruzione, non solo nel Meridione, ma anche nell’Italia del Nord. Questa attività lo diversifica dai fotografi vedutisti e ritrattisti suoi contemporanei. Naturalmente, una esposizione dedicata all’opera di Achille Mauri comporta una panoramica sul contesto della fotografia da poco inventata, contemporanea all’invenzione della ferrovia nella prima metà dell’Ottocento e sui mutamenti che recò alla società là dove viaggiare non era più appannaggio solo degli intellettuali, ma anche di una borghesia ormai abbastanza facoltosa.

La mostra è stata allestita col fondamentale apporto dell’archivio fotografico di Alinari 24 Ore. Abbiamo affrontato i diversi aspetti dell’attività di fotografo di Achille Mauri in una conversazione con Clara Gelao, direttrice della Pinacoteca e curatrice della mostra:

Direttrice, in quante e quali sezioni è divisa la mostra?

Principalmente in due sezioni, la prima riguardante il mondo delle ferrovie nella seconda metà dell’Ottocento, la seconda su Achille Mauri vedutista e “fotoreporter”. Quest’ultimo termine potrà sembrare azzardato, se si considera l’entità delle poco maneggevoli attrezzature fotografiche dell’epoca, ma non dimentichiamo che Mauri testimoniò con la sua opera il terremoto di Casamicciola, a Ischia, avvenuto nel 1883.

Qual era il mondo della prima fotografia, a cominciare dal dagherrotipo?

La fotografia nasce dalla riproduzione pittorica, dall’acquerello e dalla litografia, ed è una loro evoluzione nel periodo in cui la borghesia può permettersi di viaggiare e vuole un souvenir da portare a casa o intende conservare il ricordo di un dato momento Questo passaggio può dirsi avvenuto senza soluzione di continuità. Ovviamente non si può non tener conto del fatto che la fotografia è contemporanea al passaggio dalla diligenza al treno. La prima, obbligando a soste forzate in piccoli centri, permetteva al viaggiatore di scoprire angoli “romantici” o siti archeologici, tanto cari ai pittori dell’epoca. Il treno d’altro canto, se permette di dare solo una occhiata”mordi e fuggi” ai luoghi, consente però una vera predisposizione di”pacchetti di viaggio”, come diremmo oggi, col conseguente sviluppo di guide turistiche.. In ciò Mauri non si discosta dalla maggior parte dei fotografi del suo tempo. Nel primo periodo della sua diffusione, la fotografia aveva per soggetto il vedutismo e i”mestieri”, che sono una “democratizzazione” del Grand Tour ad uso borghese. In tal senso Mauri non si discosta dal diffuso vedutismo.

"ClaraSappiamo che da un certo momento in poi Achille Mauri cominciò a vendere le foto “ferroviarie” per abbonamento.

Questa iniziativa incontrava il favore dei collezionisti. Esiste, come già accennato, anche un Mauri vedutista: pensiamo alle foto di panorami napoletani e romani da lui vendute grazie anche al rilevamento dello studio di Alphonse Bernaud, fotografo in Napoli, con tutto il materiale in esso contenuto. Materiale che da quel momento acquisì la dicitura “Achille Mauri fotografo di Sua Maestà”.

Oltre all’Archivio Alinari e al contributo degli eredi, esiste qualche altra fonte da cui avete attinto materiale?

Per il momento no, ma c’è da considerare che la nostra ricerca è tutt’altro che conclusa con questa mostra, data l’esistenza di materiale fotografico relativo a Mauri nella Biblioteca Reale di Torino.

Di dove era originario Achille Mauri?

Questo cognome è riscontrabile a Monza, tuttavia i discendenti del fotografo ignorano le sue origini, se si escludono testimonianze della sua attività fino al 1909, data dopo la quale di lui si perdono le tracce. Sappiamo però di un tracollo finanziario dello studio napoletano nel 1907. A prescindere dalle sue origini la sua campagna fotografica sul mondo delle ferrovie rimane tutt’ora un unicum nell’ambito della fotografia ottocentesca.

La presenza di vedute pugliesi o panorami delle isole della Campania costituisce per il pubblico meridionale un’importante
testimonianza storica arricchendo questo lavoro monografico su Achille Mauri, che ci auguriamo abbia presto un seguito.

Achille Mauri – Fotografo di Sua Maestà
28 novembre 2009- 28 febbraio 2010
Pinacoteca Provinciale “Corrado Giaquinto”
Info: 080 5422421- 080 5412338