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"Franco«Siamo abituati a considerare la storia quale storia dei potenti: attraverso la biografia di un uomo vediamo l’altra faccia della medaglia. Di qui l’importanza del romanzo e della poesia, della testimonianza dell’arte» afferma Franco Loi che a 80 anni appena compiuti manda in libreria una sua autobiografia intitolata Da bambino il cielo con allegato un Dvd con la conversazione poetica ‘Il canto della vita’ realizzata dal regista Marco Manzoni con al collaborazione di Iolanda Stocchi.

‘Da bambino il cielo’ è il romanzo di una vita: perchè la biografia di Franco Loi è un racconto che scorre come un fiume, dagli anni Trenta a oggi, passando per il fascismo, la guerra e la liberazione, le profonde trasformazioni sociali e tecniche, il passaggio dall’industria meccanica alla tecnologia, il Sessantotto e la nascita del terrorismo, con la convinzione che «in ogni individuo ci sia tutto un universo. Gli avvenimenti sono distinti, e fanno parte dell’esperienza individuale, ma hanno ripercussioni anche negli altri uomini, nella natura e persino sulle cose, così come gli avvenimenti esterni hanno un influsso sull’uomo». Così la memoria s’intreccia con la storia e illumina il presente, i destini individuali, a cominciare da quello del narratore-protagonista, si riverberano in un percorso collettivo, nelle speranze e nelle delusioni di una famiglia, di una città, di un popolo.

Franco Loi, nato a Genova il 21 gennaio 1930 di famiglia sarda, poeta, saggista e critico, vive dal 1937 a Milano. Operaio e poi impiegato all’ufficio stampa della Mondadori, attualmente collabora al domenicale del Sole-24 Ore. Esordisce come poeta nel 1971 e da allora la sua fama comincia a girare anche oltre i nostri confini. I suoi versi utilizzano il dialetto milanese, arricchito da originali contaminazioni, col risultato di una lirica dolente dai toni dolcemente aspri. Tra le sue opere, ‘Strolegh’ del 1975, ‘Teater’ del 1978, Liber (1988), L’Angel (1981-1994) e nel 2005 è uscita un’antologia di tuta la sua produzione, ‘Aria de la memorià, cui è seguita la raccolta ‘Voci d’osteria’ nel 2007.

Nelle parole del poeta milanese, i ricordi diventano la chiave per capire il mondo. In questa autobiografia spesso si condensano in immagini esemplari, a volte tragiche a volte buffe ma sempre vere: la madre sdraiata sul tavolo da cucina con le sanguisughe sulla schiena, oppure i giocatori del Genoa che corrono sull’erba, là sotto, lontani. O, ancora, il pugile che trova un libro di Niezstche su una bancarella, lo compra e abbandona la boxe per diventare poeta…

Sono tanti i personaggi che s’incontrano in questo libro: gli umili e i potenti, i vincitori e i vinti, i poeti e i calciatori, la portinaia e il filosofo… E sono mille le immagini di folgorante forza poetica che Franco Loi, eterno ingenuo costantemente mosso dal bisogno di giustizia e di verità, condensa in questo autoritratto ricco di emozioni, pensieri e avvenimenti. Al centro ci sono, naturalmente, la parola e la poesia, la politica e gli affetti familiari, la storia e la psicologia, la religione e il lavoro. Ma al cuore di questa esperienza di lettura c’è un’idea vera e profonda della cultura, che emerge attraverso tutte le esperienze e le unifica: una cultura che fa crescere l’uomo e lo educa al rispetto e all’amore per la vita e per il mistero della creazione.