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"vibrazioni"Superati i 10 anni di vita professionale, le Vibrazioni cominciano a fare i conti con la maturità. Così Francesco Sarcina, Stefano Verderi, Alessandro Deidda, insieme al nuovo bassista Emanuele Gardossi (un amico di sempre che ha sostituito Marco Garrincha Castellani) si sono presi un anno di tempo per realizzare il quarto album, Le strade del tempo, un album compatto, che poggia sulla consueta passionalità della band ma che, alla amatissime atmosfere vintage, aggiunge una nuova consapevolezza e un’apertura verso sonorità più attuali.
«Abbiamo avuto più tempo che in passato e abbiamo lavorato in modo più corale, ascoltando le idee di tutti. In passato per i nostri album eravamo sempre sotto pressione, lavoravamo in fretta e inevitabilmente si finiva per incidere solo materiale scritto da me» racconta Francesco Sarcina che insieme a Stefano Verderi ha presentato l’album a Roma qualche giorno fa.

Oltre che per la coralità della composizione degli 11 brani, Le strade del tempo si distingue dai tre dischi precedenti per gli arrangiamenti degli archi, curati da Davide Rossi, già arrangiatore dei Coldplay, per l’intervento dell’arpa di Cecilia Chailly nel brano Le sirene del mare e Come ieri e l’utilizzo del pianoforte e del synth da parte di Verderi. «Prima lo strimpellavo. Ho cominciato a studiarlo seriamente dopo che ho preso una stecca durante un collegamento con il Tg4 da Sanremo. Da allora ho deciso di fare sul serio», racconta divertito per poi aggiungere: «La sicurezza che trasmettiamo attraverso questo album deriva dal fatto che abbiamo preso coscienza che il nostro lavoro, oltre ai concerti, è anche incidere dischi».

«Finalmente mi sono liberato dall’ansia da singolo – aggiunge Sarcina – per la prima ho lavorato senza sentire la pressione di dover incidere un’altra Dedicato a te. Quella resta il classico esempio di evento giusto arrivato al momento giusto. Ma non si può passare la vita a fare le stesse cose o a inseguire gli stessi suoni. È bello anche pensare di registrare canzoni che in un modo o in un altro siano in grado di accompagnare la nostra vita e quella di chi ci ascolta. E in più ho anche scoperto il gusto dell’autoironia, come si può capire dal modo in cui canto».

«Credo che questo sia un album che ci avvicina a un sound contemporaneo – spiega Verderi -. Non abbiamo intenzione di tradire il nostro amore per il rock classico ma pensiamo sia giusto non essere troppo vincolati al vintage».

In marzo le Vibrazioni faranno un piccolo tour nei club per presentare dal vivo Le strade del tempo: il 18 saranno a Torino, il 19 a Trezzo (Mi), il 20 a Cesena, il 25 a Firenze, il 26 a Roncade (Tv), il due aprile a Reggio Emilia. «Ma in estate – dicono Sarcina e Verderi – faremo un bel giro e suoneremo nei festival».