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"occhio"Negli ultimi decenni molti progressi sono stati fatti nella ricerca scientifica dell´occhio per la preservazione di uno dei sensi più importanti che tutti noi abbiamo: la vista.
E’ il caso di alcuni studiosi del Nuovo Galles del Sud, in Australia, i quali hanno utilizzato una lente a contatto rivestita da cellule staminali per trattare gravi danni alla cornea presentati da più pazienti australiani.
Si è notato che nel giro di poche settimane, la vista di tre pazienti tra i tanti trattati, dai quali erano state prelevate dagli occhi le staminali coltivate, poi, sulla superficie interna di una lente a contatto, è notevolmente migliorata.
La lente a contatto applicata sulla cornea danneggiata ha realizzato un vero e proprio trapianto di cellule rigenerative. "La tecnica è molto semplice e soprattutto molto economica" – affermano i ricercatori. Non sono necessarie suture; tutto quello che serve è coltivare una minima quantità di tessuto, circa 1mm., prelevato dalla superficie oculare, sulla superficie interna della lente. La lente viene posizionata sulla cornea per circa dieci giorni, il che consente alle staminali di cambiare forma, colonizzare e riparare la cornea.
Un caso particolare e straordinario è stato quello di un paziente affetto da un’ anomalia congenita ad entrambi gli occhi. Il tessuto è stato, in questo caso, prelevato da un punto diverso dall’occhio, cioè dalla congiuntiva, anch’essa provvista di cellule staminali. Le cellule staminali presenti in questa parte di tessuto sono riuscite a modificare il proprio "fenotipo" da congiuntivale a corneale.

Questa è la straordinaria caratteristica delle staminali. I ricercatori australiani sperano, nel tempo, di migliorare ancora le loro tecniche applicative e di portare la loro esperienza anche nei centri di ricerca del Terzo Mondo e delle strutture dotate di un laboratorio per le colture cellulari.
I risultati del primo esperimento realizzato in Australia sono stati pubblicati sulla rivista Transplantation. Questa nuova tecnica è riconosciuta assolutamente valida dal professore Loane Skene, esimio esponente della ricerca embrionale e della clonazione umana e vicepresidente della Lockhart Committee. "Da un punto di vista etico – afferma lo stesso – l´uso di cellule staminali proprie è paragonabile ad un trapianto di pelle, a condizione che i pazienti siano informati della sperimentalità dell´ intervento".