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Torna in Canton Ticino la festa più divertente di fine inverno: il Carnevale! Musica di bande (dette Guggen), balli in maschera, coriandoli, cortei colorati e fracassoni con i carri che mettono alla berlina politici e VIP. L’allegria si sposa alla trasgressione e per qualche ora si dimenticano problemi e guai. Sovrani dai nomi altisonanti o assai improbabili prendono possesso delle cittadine e, chiavi del regno in mano, invitano al divertimento. Il re dei Carnevali ticinesi è senza dubbi il Rabadan di Bellinzona; seguono a ruota la Stranociada di Locarno, Nebiopoli a Chiasso e la coda ambrosiana che vede i suoi momenti d’oro a Biasca e Tesserete. Ma non sono solo i centri a tingersi dei colori del carnevale: ogni paese, ogni località festeggia a modo suo!

Dal 16 febbraio a Bellinzona il Rabadan, un grande appuntamento per trascorrere nella capitale del Canton Ticino i giorni più divertenti dell’anno. Il carnevale comincia il giovedì con la consegna delle chiavi a Re Rabadan. Venerdì le sfilate mascherate dei bambini. Sabato l’esibizione musicale delle allegre Guggen ticinesi e di oltre San Gottardo. La domenica Bellinzona ospita il consueto "Grande Corteo Mascherato", al quale partecipano duemila comparse, che animano una sfilata umoristica di musiche, carri e gruppi. Il tutto accompagnato da molte altre animazioni come il concorso per la migliore maschera, spettacoli teatrali, tiro alla fune e decine di "tendine" dove mangiare, bere e ballare tutta la notte.

"carnevaleIl 13 febbraio, un appuntamento da non perdere per trascorrere nella Città Vecchia di Locarno momenti all’insegna del divertimento. Il carnevale inizia venerdì, con la consegna delle chiavi della città, seguita da concerti delle Guggen Anfrigola & Gatt, Sguaraorec, Percussband e Budeiband. Alla 1 di notte avviene la premiazione con ricchi premi e la sfilata di tutti i partecipanti in piazza Sant Antonio. Durante tutto il carnevale visita libera alle tendine della Stranociada. Sabato distribuzione di risotto e luganighe in piazza Sant Antonio, a seguire giochi ed animazioni per i più piccoli.

A Chiasso il 16 febbraio, l’apertura del Carnevale le autorità comunali di Chiasso cedono le redini della città al Primo Ministro (re del carnevale) che, per l’occasione, trasforma la città in Libera Repubblica Nebiopoli. Il Martedì Grasso, lungo le vie cittadine, sfila il famoso Corteo mascherato Nebiopoli. Bande e Guggen, gruppi mascherati e carri rappresentano – in modo satirico ed ironico – eventi avvenuti durante l’anno trascorso. I festeggiamenti proseguono con grande festa nei capannoni e per le vie cittadine sino alle prime del ore del mercoledì.

Carnevale a tavola in Canton Ticino.

Il piatto tipico del Carnevale in Ticino? Risotto e luganighe, distribuito un po’ ovunque a riscaldare le fredde giornate invernali. Ma non mancano le variazioni: ed ecco la trippa, gli gnocchi, la polenta con la mortadella, lo spezzatino o il merluzzo… e per finire in bellezza i dolci tortelli. Mangiati in piazza, sui grandi tavoli che invitano a socializzare: perché Carnevale è la festa della compagnia per eccellenza!

Il carnevale è tradizionalmente legato al divertimento e sinonimo di sregolatezza, trasgressione e di eccessi. In una società contadina quale era quella ticinese fino alla metà circa del XX secolo, questo si traduceva soprattutto in un’alimentazione più abbondante, anche perché il periodo precedeva la Quaresima, tempo di grande rigore e austerità anche a tavola. Il piatto tradizionale del Carnevale come detto era il risotto accompagnato dai prodotti della mazza, specialmente le luganighe. Si mangiavano pure le castagne con la panna. Carnevale era anche una delle rare occasioni d’incontro festoso; la musica e il ballo favorivano il contatto tra i giovani. Si giocava a tombola e si tentava di arrivare in cima al "palo della cuccagna" dove erano appesi doni e cibarie. Nei borghi e nelle cittadine il carnevale era caratterizzato da rappresentazioni teatrali, feste da ballo in maschera e dall’apparizione di giornaletti satirici. La fine del Carnevale era annunciata da una campana e in qualche località da un falò. Nelle zone di rito romano l’ultimo giorno di festa era il martedì grasso; in quelle di rito ambrosiano (Leventina, Blenio, Riviera, Tesserete e Brissago) i festeggiamenti continuavano fino alle piccole ore della domenica successiva.
Info: www.ticino.ch.