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"Daniele
Il riferimento allo spazio siderale è presente in più di una mostra di Daniele D’Acquisto. Anche in questa, già il titolo allude al cosmo. Tuttavia l’ artista, fondamentalmente concettuale, offre differenti letture della sua opera, essenzialmente fondata sul colore bianco. Bianco come presenza-assenza, come incontro di opposti, come simbolo del nulla, dei fantasmi o della paura. Colore della luce dal quale emergono, appena identificabili, serie di immagini come “Waiting for” o “Deserts”.La prima è ottenuta accostando immagini realizzate con strati di carta bianca sovrapposti, volti che guardano verso l’alto in attesa di qualcosa che può essere la salvezza, ma anche una catastrofe, e che alludono anche alla contemplazione del divino e all’estasi dei santi.

La seconda realizzata per mezzo della sovrapposizione di fogli di plexiglass a rendere la scagliosità di una terra inaridita (prefigurazione del futuro che ci attende), ma anche della superficie lunare. La ricerca di assoluto rappresentata dalla predilezione per il bianco, (White Icons”) è ottenuta per mezzo dell’intaglio manuale di carta bianca, volto a far emergere, a malapena visibili, ritratti da “Star Treck” o, in un’altra serie, “Flowers”, teste dalle quali spuntano fiori. Un altro metodo, che sottolinea l’importanza che per l’artista hanno i materiali usati e gli strumenti di produzione, entro una logica meccanica che dà luogo alla fluidità e all’organicità dell’immagine, è l’uso di tavole di compensato sbiancate.

"PermanentIn “Permanent Eclipse”, altro riferimento allo spazio, un ramo di eucalipto è stato tagliato in sezioni, (probabile quanto forse involontaria citazione della “Ricostruzione del dinosauro “ di Pascali). Esse sono collegate per mezzo di giunti magnetici snodati, a formare un verme o un serpente costretto a strisciare in orizzontale là dove il ramo originario tendeva verso l’alto.
“Out of Time” è una installazione formata da secchi di plastica dove l’acqua viene resa da cilindri di legno torniti in superficie con rilievi simili a onde concentriche.
Tutte le opere “bianche” di D’Acquisto, sono volte a provocare nel fruitore una sensazione di straniamento. Si può dire che attraverso il banale l’artista ci consente di vedere le cose da una prospettiva fuori dall’usuale.

DANIELE D’ACQUISTO: “PERMANENT ECLIPSE”
9 gennaio-3 marzo 2010
La mostra è curata da Lia De Venere

Galleria MURATCENTOVENTIDUE
Orari: dal martedì al sabato dalle 17.00 alle 20.00 e per appuntamento
www.muratcentoventidue.com