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"HermanCambio della guardia, con l’inizio del nuovo anno, alla guida delle organizzazioni dei Grandi della terra con avvicendamenti di routine, nuove sfide e qualche incognita.
E se la rotazione alla testa del G8, con il Canada che da oggi sostituisce l’Italia, si inserisce in binari ben rodati, la nuova Europa a doppia guida – presidenza di turno spagnola e presidenza permanente – è tutta da costruire. Anche il Kazakhstan, che dalla Grecia prende il testimone alla testa dell’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), ed è il primo Paese della ex Unione Sovietica a guidare l’organizzazione, intende far pesare la novità con nuove iniziative.

Il premier spagnolo Josè Luis Zapatero, che da un semestre europeo zeppo di vertici e appuntamenti si aspetta anche qualche ritorno sul piano della popolarità interna messa a dura prova da un anno non brillante, dovrà convivere con il nuovo presidente permanente dell’Ue, Herman Van Rompuy (nella foto). Il quasi sconosciuto ex premier belga, che da oggi ricopre la carica istituita dal Trattato di Lisbona appena entrato in vigore, si è detto convinto che il suo sarà un «grande lavoro»: anche perché deve far rapidamente dimenticare la definizione di ‘Mr Nobody‘ affibbiatagli dalla stampa insieme a ‘Mrs Nobody’ Catherine Ashton, la baronessa inglese che da oggi è ministro degli Esteri europeo. Zapatero ha promesso di dargli una mano, riconoscendo la preminenza del presidente permanente, ma riservandosi comunque un «ruolo importante».
Sul fronte Osce, il Kazakhstan di Nursultan Nazarbaiev ha già fatto sapere al mondo che si impegnerà «a rafforzare il ruolo dell’Osce per sviluppare la sicurezza e la cooperazione da Vancouver a Vladivostock». Astana, criticata da più parti per lo scarso impegno sulla questione diritti umani, vuole lasciare un segno. E sta già lavorando a un maxi vertice, sul suo territorio, dei 56 capi di stato e di governo. Sarà il primo di questo genere dal 1999, e avrà la crisi afghana come tema centrale. L’occasione saranno tre anniversari chiave:il 65/mo della fine della seconda guerra mondiale e della vittoria sul nazifascismo, il 35/mo della firma dell’Atto finale di Helsinki e il 20/mo della Carta di Parigi per la nuova Europa.

Intanto in Canada, che rileva dall’Italia la presidenza del G8, i riflettori sono già puntanti su Huntsville, la città a 300 chilometri da Toronto, che dal 25 al 27 giugno ospiterà il vertice degli otto Grandi. Il premier conservatore Stephen Harper ha un compito non facilissimo. Accusato dall’opposizione liberale di scarsa sensibilità e ancor più scarso impegno ambientale, con il Wwf che ha assegnato al Paese la maglia nera tra i membri del G8 per la lotta all’effetto serra, Harper deve «riscattare» un’immagine un po’ appannata e far sì che la leadership canadese sia credibile. Magari concentrando gli sforzi sul tema degli aiuti all’Africa, dossier chiave dell’appena conclusa presidenza italiana.