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Intellettuale, rassicurante, luminoso, intenso, chic, declinato in svariate tonalità, il blu è il colore degli abiti delle feste. Inchiostro, zaffiro, royal, cobalto, polveroso, metallico, il blu è anche il colore di punta che la moda ha rilanciato per le prossime stagioni. Scelto da sempre per l’uomo Giorgio Armani, nel 2010 lo prediligono anche Alberta Ferretti, Dolce&Gabbana, Roberto Cavalli, Miu Miu, Blumarine, Versace, Gucci, John Galliano per Christian Dior, che già ne ha fatto testimonial la first lady francese Carla Bruni Sarkozy.

Il blu ha soppiantato senza grida il nero nelle mise più eleganti e per le feste s’illumina di decori sfavillanti. Tanto che la petite robe di Coco Chanel, nella versione dei nostri giorni, tradisce il nero per un blu deciso. Il blu è il colore della rinascita. Tuttavia, non più simbolo del lusso, diventa nuance per mise aristocraticamente popolari, pur conservando le sue origini di colore borghese per eccellenza, amato da principi e regine.

Il blu è un colore costoso e preziosissimo, che un tempo si otteneva mescolando olio di lino e polvere di lapislazzulo. Picasso ne fece il suo colore prediletto. Nella civiltà Maya era legato alla divinità, ai sacrifici umani. Un colore resistente, risultato di un mix d’indaco, opale e argilla era l’ultimo flash, accecante, che le vittime erano costrette a vedere prima che venissero sacrificate.

Ma il blu è anche il colore dell’armonia, della pace interiore, della spiritualità, della malinconia dei poeti tardo-romantici. Nella cromoterapia è il colore della profondità, rappresenta in psicologia l’intelletto, la fedeltà, la costanza.

Nella moda dei nostri giorni il blu passa a colore della notte, dopo aver soppiantato il viola. È il preferito di Carla Bruni Sarkozy, ma anche di Carolina di Monaco. È chic e versatile e si abbina facilmente agli accessori, prestandosi ad infinite combinazioni con l’argento, l’oro, il nero, il grigio, il rosso e il fuxia.