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"fender"Una mostra dedicata all’universo Fender e al mito della casa di produzione di strumenti musicali fondata nel 1946 da Leo Fender, che dopo aver accompagnato e segnato le rivoluzioni in seno al rock’n’roll ha saputo evolversi costantemente entrando nella storia e nell’immaginario collettivo del 20/o secolo. È – richiamandosi a un celebre brano di Elvis Presley – Love me Fender mostra di arti visive curata da Luca Beatrice e promossa da Casale Bauer, che dal 12 dicembre al 31 gennaio si svilupperà lungo le sale del Museo internazionale e biblioteca della musica a Bologna (palazzo Sanguinetti, strada Maggiore 34).

L’esposizione, a ingresso gratuito, presenta una selezione di lavori inediti prodotti da più di venti artisti con diversi linguaggi espressivi, dalla pittura alla scultura, dal disegno alla fotografia all’installazione, per comporre un mosaico multidisciplinare giocato sulle interconnessioni tra arte e musica. Una sezione è dedicata ai ‘memorabilià provenienti dalla collezione Fender e da altre collezioni private: foto, strumenti musicali, riviste, manoscritti, manifesti, Lp, 45 giri e altri oggetti unici datati a partire dagli anni Cinquanta.

Il ruolo di icona fu consacrato nel 1969 quando oltre 400.000 giovani radunati a Woodstock per lo storico festival di cultura hippy trovarono sul palco Jimi Hendrix e la sua ‘white Stratò: un modello, la Stratocaster, destinato di lì a poco a entrare nell’immaginario collettivo come la chitarra elettrica per eccellenza. Fender ha poi continuato a scrivere la storia della musica attraverso i propri strumenti, scelti da musicisti come George Harrison e John Lennon, Eric Clapton, Kurt Cobain e Frank Zappa fra i tanti. Dal rock’n’roll al punk, dal pop al metal, dal funk alla discomusic, dal grunge alla leggera, la scelta di strumenti Fender ha coinciso con uno stile di vita che ha accompagnato un numero sempre crescente di appassionati.