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"Moda"
“Di Bari mi ha colpito l’atmosfera vivace, aperta, fresca. Mi ha ricordato la Milano degli anni ’80: ora invece la mia Milano è così plumbea..” Dora Giannetti parla a voce bassa e gentile. E’ minuta, quasi non la trovi tra i carrelli dei suoi abiti d’ogni foggia, epoca, colore che hanno invaso Leccisi Collection, lo showroom di design, nel cuore del capoluogo pugliese, che per una settimana ha reinventato i propri spazi trasformandosi in temporary store per “Elizabeth the First”, la collezione della stilista milanese. Giornalista e fotografa di moda per venticinque anni, “ho smesso di scrivere quando non mi divertiva più – racconta Giannetti – e sono tornata al mio primo grande amore: la moda, il vintage”. Nasce così Elizabeth the First, una linea preziosa e particolare che affianca pezzi unici occidentali di eccellente fattura a capi tribali della metà dell’Ottocento. Una ricerca non facile, sicuramente mai banale, quella della Giannetti, che la porta a girare il mondo per proporre un’autentica tribal vintage collection proveniente da Afghanistan, Uzbekistan, villaggi del Triangolo d’Oro, Libano: spolverini, cappotti antichi, capi sempre aperti a nuove contaminazioni.

"Moda"“Questo abito – spiega mostrando una sorta di caftano esposto al piano terra di Leccisi, lo showroom trasformato per l’occasione in un souk dai sapori etnici – arriva dalla valle dello Swat, nel Pakistan. Sono tra le poche donne, in quelle terre, a non indossare il burka, e possiedono un unico abito che tramandano di madre in figlia, arricchendolo volta a volta con un ricamo diverso, un nastro, una decorazione. Il risultato è quello che vedi, di un’eleganza imbarazzante. Quando le mie clienti si scherniscono dicendo che non saprebbero in quale circostanza indossare un capo del genere – continua – spiego loro che le proprietarie lo indossano per pascolare le capre. Perché l’eleganza non ha bisogno dell’occasione”.

Accanto ad articoli così difficili da reperire – che diventano patrimoni stilistici di forte ispirazione per molti creatori di moda – Dora affianca una mini collezione da lei disegnata con tessuti e ricami provenienti dai diversi Paesi della sua ricerca e rarissimi capi vintage classico, firmati e sartoriali, dagli anni 20 ai primi 80: abiti cocktail, tubini neri stile Audrey, abiti Pucci, Gucci e Prada anni ’70. “E’ una passione che ho da sempre. – racconta la Giannetti – Poi, undici anni fa, apro il primo corner vintage nel triangolo della moda milanese, a piazza san Babila. Un successo e una sorpresa. Poi un corner da Fiorucci, e quindi il negozio tutto mio, da quattro anni, sull’Alzaia del Naviglio Grande”. Ma Dora non si ferma mai: così come mischia e sovrappone culture diverse in un mix di vintage e abiti pret à porter realizzati con tessuti pregiati acquistati in giro per il mondo, alla stessa maniera si muove su e giù per l’Italia.

"Moda"Un altro negozio a Roma, mostre, sfilate e temporary store come questo primo appuntamento barese, da Leccisi Collection. Nello showroom di design, che ha mutato connotazione per la circostanza, l’occhio cade su due chicche per estimatori: un paltò arancio vitaminico della stilista Elsa Schiaparelli, storica rivale di Coco Chanel, ed un robe-manteau nero, Pierre Cardin dall’impeccabile taglio sartoriale, con sbuffi di pelo di scimmia ai polsi. “Quello è appartenuto a Wallis Simpson, la duchessa di Windsor”. D’altronde non c’è da stupirsi: Elizabeth the First, il nome della collezione, “l’ho scelto perché Elisabetta I Tudor d’Inghilterra era una donna che amava la moda e, cosa insolita per quei tempi, si faceva arrivare abiti dall’estero, dalla Francia, dall’Italia. Ma l’ho scelto anche perché ogni donna è una regina e come tale deve vivere”. Se il profumo d’antan vi affascina e incuriosisce, Dora Giannetti e la sua Elizabeth the First torneranno a Bari a febbraio.

Le foto sono di  Daniele Raspanti.