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"tiziana&dante"Pochi ingredienti, ma di effetto: un bar, il cui titolare è sfigato doc, scarsa offerta nelle consumazioni, ma – attenzione – in compenso di bevande surrogate cinesi se ne trovano a gogò; “avventori” di tutti i tipi che passano, si siedono, ovviamente senza avere un euro in tasca, e danno spettacolo. E nel bel mezzo del gran “tran-tran”a sorpresa arriva pure la rivelazione di una maledizione che incombe sul proprietario. Per non rivelare il finale, tra lampi e tuoni, tutto divino. Qui si gode! La premiata ditta Tiziana Schiavarelli e Dante Marmone ha fatto di nuovo centro: inaugurata ufficialmente solo da poche settimane la stagione del Teatro dell’Anonima con lo scoppiettante Bar. Qui si gode (regia di Dante Marmone), ogni sabato e domenica è “sold out”. Tutto esaurito. In scena insieme a due attori gli ottimi Mimmo Pesole e Gianni Vezzoso, una miriade di personaggi stravaganti, ma con un’interessante doppia lettura (che va aldilà dell’apparenza istrionica di scena), Tiziana&Dante strepitosi. Con i loro inconfondibili tempi comici esaltati da trovate davvero uniche.

Parliamo subito dei personaggi. Ma come sono stati costruiti?

Molti dei personaggi che interpretiamo negli anni sono diventati maschere teatrali, quindi succede che alcuni di questi vengono ripresi in spettacoli diversi, un po’ come si faceva nella Commedia dell’Arte. Inoltre c’è da dire che nei personaggi che man mano creiamo, c’è l’esasperazione di una realtà che ci appare già di per sé straordinaria e folle. Il risultato? Quello di creare una caratterizzazione comica.

E com’è nata la stesura di “Bar. Qui si gode”?

Molti, ma soprattutto i ragazzi, ci conoscono per le ultime produzioni teatrali e per Catene. E con questo spettacolo siamo andati a recuperare un repertorio di personaggi e quadri teatrali di anni fa, chiaramente riadattati ai tempi e alla nuova filosofia dello spettacolo, proprio per far conoscere il percorso della nostra creatività e quali sono state le basi del nostro sviluppo artistico.

L’abbiamo già detto, ma di fatto quanto poi dalla vita reale si è attinto per trasportare ed enfatizzare le figure?

Tutto ha a che fare con la vita reale, per esempio anche i due personaggi della Cicoriella e del Verme, forse i più estremi dello spettacolo, rappresentano le diversità. Nella nostra epoca possono essere identificati come extracomunitari che chiedono più diritti. Stesso discorso valido per il quadro della televisione: anche qui rispecchia ciò a cui assistiamo, tra la decadenza e l’autoironia. E poi c’è anche il sogno nostalgico di un regista smarrito dalle banalità che il mondo gli offre.

Inutile sottolineare che la presenza della “nonna”, interpretata da Dante, riscuote sempre successo. Un caso la presenza nello spettacolo?

La nonna è un personaggio che Dante interpreta dal 1974, anno in cui nacque l’Anonima G.R. Ed è una maschera che è stata utilizzata in vari spettacoli prima di approdare in televisione. Ma c’è da aggiungere che con lei tutti i nostri personaggi si evolvono, si plasmano insomma in base a ciò che la realtà di tutti i giorni ci comunica. E ciò è successo con la nonna.

In Bar, qui si gode ci sono Mimmo Pesole e Gianni Vezzoso, tra l’altro molto presenti sul palco: è forse la nascita di un nuovo connubio per i prossimi spettacoli?

Per la verità il connubio c’è già da qualche anno. Pesole lavora con noi da una decina d’anni, mentre Vezzoso da tre, quattro. Ed è anche vero che è difficile trovare attori o attrici con i quali trovare un buon feeling; però quando li si incontra è utile e divertente percorrere una strada assieme.

E’ molto ben riuscita “la rubrica televisiva”: il pubblico vi ha applaudito a scena aperta, qualche aneddoto?

Eccome! Quando Tiziana fa il personaggio della ragazza che ha problemi di salivazione, tutte le sputacchiate che il pubblico vede schizzare in faccia a me non sono una finzione scenica, sono vere. Nell’ultima replica Tiziana, dimenticando di avere i denti posticci, prima di entrare in scena ha bevuto un bel sorso d’acqua che le ha riempito la dentiera. Così quando è entrata in scena, non erano più sputi…. ma fontane!

Dopo questo debutto, qualche anticipazione sulle prossime recite al Teatro dell’Anonima?

Da metà gennaio ospiteremo Renzo De Andri con lo spettacolo “Il malato immaginario”. Da metà febbraio invece torneremo noi con un classico di Molière, cioè “L’Avaro”, già rappresentato circa otto anni fa, ma questa volta con un nuovo cast.