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"edifici-stampati"‘Con il d_shape permetteremo agli architetti di realizzare gli edifici che disegnano utilizzando un macchinario robotico adoperante la tecnologia CAD-CAM. Ciò permetterà un livello di precisione ed una libertà di disegno che la tradizione costruttiva non ostacolerà più.’Enrico Dini descrive così le potenzialità del suo progetto stereolitografico che potrebbe portare alla prossima ‘stampa’ di edifici. Si chiama d_shape ed è il primo esempio di stampa 3d applicato agli edifici ottenuto con un macchinario sofisticato, forte e preciso, ma dall’uso semplice. Il macchinario rende possibile che vengano costruiti edifici in pietra senza alcun intervento da parte dell’uomo usando la stampa 3d che richiede solo sabbia e uno speciale legante inorganico, il cosiddetto inchiostro strutturale.

Dopo 4 anni di ricerca Dini ha testato recentemente e con successo il prototipo di 6×6 m, il Radiolaria Pavilion che sarà completato per la primavera del prossimo anno. Il padiglione, disegnato dall’architetto londinese Andrea Morgante, si ispira ad un microrganismo chiamato appunto radiolaria ed appare come una struttura monolitica alta 2 m e composta da 200 strati di 10 mm. Radiolaria sorgerà a Pontedera in Toscana ed il materiale (sabbia e legante) avrà un costo di sole £ 60.
Guardando le prime immagini di questo progetto è davvero facile intuire le potenzialità formali di d_shape. Gli edifici saranno stampati strato dopo strato non incontrando mai gli usuali limiti e confini dei tradizionali metodi costruttivi.

"edifici-stampati"d_shape è una struttura di alluminio di 6×6 m, espandibile, costituita da 4 pilastri angolari, anch’essi espandibili, ed un piano che sale lungo questi. Sul piano è montato un ponte lungo il quale scorre il vero nucleo della macchina, la testa di stampa fatta di 300 ugelli. Gli ugelli rilasciano l’inchiostro strutturale come fosse una traccia di stampa la cui ampiezza è regolata dalla velocità di stampa, dalla pressione e dal diametro degli ugelli stessi. L’inchiostro viene stirato su uno strato di sabbia, esattamente come fa una stampante su un foglio.
Il processo di costruzione è continuo e parte dalle fondazioni fino alla copertura comprendendo scale, partizioni interne ed esterne, decorazioni, bassorilievi, statue…tutto ciò che compone l’edificio. Il processo di solidificazione dura 24 ore. La stampa parte dal basso e cresce di sezioni di 5-10 mm. Con il contatto tra i layer inizia il processo di solidificazione.
A dispetto della grandezza la struttura è molto leggera, può essere facilmente trasportata montata e smontata in poche ore da 2 uomini. Il tutto è governato da un software che gestisce il disegno CAD e comanda la stampa.
Il padre del progetto, Enrico Dini è il fondatore di d_shape; nato a Pisa e laureato in ingegneria civile all’Università di Pisa, con l’aiuto di chimici ha elaborato l’inchiostro strutturale  costituito da una componente liquida e 1 solida. L’inchiostro ha bassa viscosità, alta tensione superficiale e capacità di costituire un reticolo come un catalizzatore. La componente solida ha una sottile granulometria in grado di riempire perfettamente gli spazi tra gli inerti, conferendo forza al conglomerato.
Il conglomerato finale ha caratteristiche diverse dal comune cemento e vantaggi quasi inaspettati: gli inerti risultano legati più saldamente in una struttura microcristallina e l’aspetto e la resistenza sono quelli tipici di una pietra minerale; inoltre l’azione catalizzante è molto più veloce. Questo processo non fa altro che riportare i materiali usati, come sabbia e ghiaia, al loro stato originario di pietre compatte, infatti la pietra finale è molto simile al marmo.
"edifici-stampati"Altre ancora le caratteristiche più che positive di d_shape: il macchinario ha un settaggio elettronico veloce, è leggero e facile da assemblare e ha un basso costo di manutenzione. L’impatto ambientale è ridotto grazie all’uso di materiali locali economici ed ecologici. Il macchinario rende possibile la stampa di edifici piccoli ed enormi. La tecnologia mette insieme sostenibilità, bellezza e costi abbordabili.
Enrico Dini sostiene che questa tecnologia rivoluzionerà l’industria delle costruzioni ed il modo in cui gli architetti concepiscono gli edifici. Afferma  che ‘La questione non è SE, ma QUANDO questa tecnologia entrerà nell’edilizia’. http://d-shape.com/