Tempo di lettura: 3 minuti

"ChristianImitare le eleganti strutture della natura attraverso sistemi inusuali e reinventati ed usare questi nuovi metodi di comunicazione per esprimere idee e pensieri in modo che il mezzo di espressione ed il messaggio risultino una sola cosa. Questo è il pensiero che muove la vita artistica di Christian J Faur e che lo ha portato a sperimentare l’uso dei materiali in nuove vesti ed a spingerlo oltre i limiti noti del materiale stesso.

La tappa attuale della sua ricerca in continua evoluzione è fatta di pastelli a cera e brandelli di carta, codifica di un nuovo mezzo artistico del tutto personale e dall’inaspettato realismo. Gallerie e mostre in Ohio, California, Massachusetts, New York e Chicago hanno già avuto il piacere di ospitare le opere di questo artista che speriamo arrivi presto anche in Europa.

Christian Faur compone ritratti utilizzando migliaia di pastelli a cera come fossero pixel e brandelli di carta ricoperti di parole come pennellate calibrate tratto dopo tratto. Ci spiega che "a causa della tridimensionalità dei pastelli, la superficie del quadro sembra cambiare a seconda dei movimenti di chi lo guarda. Se viste da vicino le immagini spariscono completamente lasciando sequenze di pastelli". E’ curioso pensare a quello che ci racconta l’artista: “I miei primi ricordi di fare arte implicano l’uso dei pastelli a cera. Mi ricordo il piacere di aprire una nuova scatola di pastelli: l’odore distinto della cera, le bellissime punte colorate, tutto era perfetto. Quando utilizzavo il primo pastello di una nuova scatola provavo un leggero dolore. Attraverso lo sviluppo di questa nuova tecnica mi sono ritrovato a lavorare con questo mezzo a me così famigliare”.

"ChristianGli studi di Faur sconfinano però in una vera e propria ricerca sulla comunicatività del colore concentrandosi sulla natura semiotica del colore. Faur codifica così un alfabeto del colore dove i colori sono utilizzati come lettere. Tra i primi esperimenti c’è la creazione di un’ironica giacca da uomo dove le righe colorate sono vere e proprie frasi di incoraggiamento che incitano l’indossatore ad essere macho e sicuro della sua virilità. Ma l’uso di questo alfabeto ha un significato molto più profondo che affonda le radici nei ricordi e nei pensieri più intimi di Faur: Nei Bambini dimenticati, serie di ritratti fotorealistici in scala di grigi di bambini, le immagini sono composte da migliaia di pastelli singolarmente accatastati secondo il Color-alphabet. L’ordine dei colori scrive i nomi di centinaia di bambini all’interno di ciascun pannello. Diversi artisti si stanno ispirando al Color-alphabet utilizzandolo per disegnare gioielli o scrivere libri.

L’uso della logica e la comprensione delle regole più o meno celate della natura sono alla base anche delle precedenti tecniche artistiche utilizzate da Faur, la pittura ad olio e l’encausto. Anche nella pittura elabora una tecnica molto personale, mescola i colori ad olio con le vernici ed unisce pittura ed incisione. Il procedimento è molto meticoloso e laborioso e consiste in una sovrapposizione di molti strati dipinti in modo indipendente l’uno dall’altro ed uniti a testi e numeri. Ne viene fuori una pittura ricca, luminosa e dal forte impatto emotivo.
Per alcuni anni Faur ha lavorato anche con la tecnica dell’encausto, attratto dalla trama, dall’organicità e dalla superficie scultorea che ne veniva fuori. Durante questi anni sono nati gli elementi che definiscono il suo stile: matematica, formule scientifiche e biologiche ed elementi estetici. Racconta Faur: “Tutto ciò che mi ispira nella creazione, è sepolto all’interno, nella parte più profonda delle struttura e dei sistemi che costituiscono la base del nostro mondo naturale. I miei studi in scienze naturali mi hanno reso consapevole dell’esistenza di questi strati nascosti presenti anche negli oggetti più semplici. Questi strati invisibili si vedono più chiaramente attraverso la lente della logica, che viene utilizzata per decifrare le regole di base che governano il mondo fisico.”

"ChristianAncora una volta matematica e arte vengono unite e se ne sperimenta il risultato. Durante il secolo scorso grandi artisti ne hanno esplorato il rapporto nella musica, nella pittura e spesso nel connubio tra queste. Il padre della musica elettronica K. Stockhausen componeva usando la serie numerica di Fibonacci; W. Kandinsky aveva sviluppato una sorta di grammatica delle forme e di corrispondenza tra forma e colore, pittura e musica seguendo le logiche cosmiche che regolano la vita; P. Klee studiava la struttura originaria che sta alla base di ogni cosa in natura sviluppando anch’egli un linguaggio pittorico fatto di corrispondenza tra linee e forme.Oggi C. Faur accosta colori e parole, matematica e logica, regole intrinseche e vita.