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"Ecotium"La chiamava in modo diverso, ma anche il filosofo e sociologo tedesco, Ralf Dahrendorf, era un convinto sostenitore di una definita forma di decrescita: “Il capitalismo è ormai fondato sul debito”, ripeteva negli ultimi tempi, piuttosto che sul lavoro e lo spirito d’iniziativa. “Per uscire da questo pasticcio avremmo dovuto tutti ridimensionare i nostri standard di vita”.

Una sorta di riconoscimento alle intuizioni di Serge Latouche, tradotte nel moderno messaggio di benessere: “Vivere con meno è facile. Persino divertente”. In pratica, rallentare per offrire alternative credibili alla tirannia dello spreco forsennato. Che non vuol dire votarsi alla tristezza di un’infinita quaresima, bensì esaltarsi nella convivialità di un’austerità intelligente.

La corsa indiscriminata ai consumi e la conseguente follia dell’usa e getta vedono passare direttamente nella spazzatura il trenta per cento della carne dei supermercati. Solo in Italia si scartano sei milioni di tonnellate di cibo all’anno (il fabbisogno per sfamare tre milioni di persone). In quarant’anni l’impatto negativo sulla biosfera è triplicato, e continua a crescere. Eppure non mangiamo il triplo, non viaggiamo il triplo, non siamo il triplo di persone al mondo. Quaranta litri di acqua al giorno sono la quantità vitale per un essere umano. Ma un europeo medio ne consuma 200 e un africano sette.

Rallentare, allora, diventa la scelta virtuosa per crescere meglio e fare della sobrietà un elemento qualificante del tenore di vita. Rallentare per dar modo all’immaginario di emergere, per restituire sapore, senso e ritrovati orizzonti alle abitudini quotidiane di ognuno di noi. Usare la bici, per esempio, non perché si deve, ma solo perché è bello. Perché è divertente ed anche perché una vita a bassa energia genera alta comunicazione e moltiplica gli incontri tra le persone.

Serge Latouche, professore emerito di Scienze economiche all’Università di Parigi XI e all’ Institut d’études du devoloppement économique et social (IEDS), lo predica da tempo. E con chiara e risoluta convinzione lo ribadirà nel suo giro di incontri in Puglia, sul tema: “Crescere ad ogni costo?” che dopo Lucera, ospite del Distretto Culturale Daunia Vetus,prosegue verso la Murgia, nel ricco cartellone dei Dialoghi di Trani (domenica 27 ore 18.00 – Cortile Centrale del Castello).

La schiera di seguaci ed interpreti delle tesi di Latouche si allarga giorno per giorno. Le sue esortazioni fanno breccia nei comportamenti di molti consumatori italiani, come di quelli europei. Tra loro anche Amartya Sen, premio Nobel per l’Economia che, insieme a un altro premio Nobel Joseph Stiglitz e al francese Jean-Paul Fitoussi, è nella commissione voluta dal presidente Nicolas Sarkozy, intesa a ridefinire i parametri del benessere. Sua l’affermazione che se il mercato è motore della crescita, puntare sulla sostenibilità della decrescita è anche pretendere “che sia accompagnato da buone regole”.

Con “Ecotium” Daunia Vetus propone un ciclo di incontri dedicati all’Economia dell’Ozio. Un invito a coltivare la capacità alla rinuncia, a favore dell’allargamento di uno spazio d’azione della mente e del sentire comune. Un’occasione per discutere e riflettere su un nuovo modello di vita sociale, che porti alla riscoperta del senso della misura, del vivere secondo parametri più umani e meno economici. Più salutari, più sobri e decisamente rivolti alla salvaguardia del creato, piuttosto che al suo vorace ed inclemente consumo.