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"Abbazia_Kalena"Fermiamo la dissolvenza. Perché il movimento sarà stato pure falso, come quello della locomotiva che i fratelli Lumière lanciarono su una platea di spettatori a bocca aperta, terrorizzati e senza fiato. Ma gli effetti sonori, scenici e culturali, in una città pigra e apatica come Foggia, hanno lasciato il segno marcato della qualità, dell’innovazione e talvolta anche quello più pungente della sana provocazione.

Il “Falso Movimento” di Mauro Palma, nel capoluogo dauno, è stato a lungo il canto del grillo serale, nel coro assordante e sonnacchioso di un mare di cicale. L’occhio di bue acceso su un palcoscenico cittadino, che ha visto spegnersi ad una ad una le luci di una ribalta cinematografica, che dal Flagella al Capitol e dal Dante al Garibaldi aveva acceso l’immaginazione, alimentato speranze e regalato emozioni ad intere generazioni di appassionati del grande schermo.

Poco importa se a dare lo sfratto al Falso Movimento sia il parroco della Cattedrale, nella sua qualità di legittimo proprietario dell’immobile. Magari animato dalla lodevole intenzione di farne spazio ricreativo per la comunità parrocchiale. Ciò che sorprende è la concentrazione di attenzioni verso le quinte di via Campanile, mentre in piazza inesorabilmente va in scena il dramma di una Cattedrale senza futuro. Chiusa da troppo tempo, il cui improbo restauro è diventato il manifesto a cielo aperto di un rosario di distrazioni a tutto campo. Testimonianza inquietante di un degrado sociale, culturale ed amministrativo diffuso, che avvolge e soffoca l’intera città.

Non è la prima sala cinematografica, né sarà l’ultima, ad essere attraversata dal vento minaccioso della chiusura. Ma in un tempo in cui si spengono i fasci di luce dei proiettori, per accendere quelle colorate ed intermittenti delle salette video-game, dei centri scommesse e delle poker e slot machine, non conforta affatto rilevare scarsa sensibilità, proprio tra i banchi di chi ha più a cuore la tenuta dei sentieri morali e la ricchezza espressiva della speculazione intellettuale.

Il riscatto di Foggia ad ogni livello, oggi più che mai, passa anche da un approccio più coraggioso, più innovativo e decisamente meno egoistico di ognuno, oltre che dal senso di responsabilità più intimo e più autentico di ciascuno. Combinare in un’azione complementare il salvataggio di Falso Movimento e il percorso di recupero e di restauro della Cattedrale di Foggia, non potrà che portare stimoli utili e rinnovato orgoglio comunitario ad una città che vuole tener vivo il fuoco della speranza.

Istituzioni, sodalizi, movimenti d’opinione, cittadini, fedeli e semplici appassionati facciano tutti la propria parte, per riaccendere il piacere di ritrovarsi insieme e frequentare spazi condivisi. Tornare a coltivare la pratica della mutualità. Riappropriarsi della funzione di difesa e valorizzazione di quell’immenso bene comune, costituito dai simboli di un’identità territoriale che sembra smarrita.

L’Abbazia di Kalena a Peschici, S. Leonardo a Siponto, la Cattedra della diocesi di Foggia-Bovino, così come il patrimonio dei cantori di Carpino, il Falso Movimento di Mauro Palma o Torre Guevara ad Orsara di Puglia, sono solo alcuni frammenti di una Capitanata che va a pezzi. Tessere di un mosaico che vuole essere ricomposto in fretta e con cura, per tornare a mostrare con orgoglio tutta la sua bellezza e testimoniare con decisione talento e capacità creativa. Un film che per essere visto ha bisogno di ogni fotogramma, ma soprattutto che la pellicola scorra al passo giusto, proiettata su uno schermo che ne faccia risaltare definizione, armonia dei movimenti e qualità recitative degli attori. Protagonisti o comparse che siano.