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"Teatro
La Musica incompresa e inascoltata nelle alte sfere ma anche in quelle locali ( Regioni, Comuni e Province) della politica? E allora ecco che scendono in campo, nell’imminente confronto elettorale qui a Bari, proprio loro, musicisti "Doc",  pronti a raccogliere e rappresentare il malessere di un settore ormai in crisi da decenni, a cominciare dalla situazione a dir poco kafkiana dei Conservatori che ogni anno sfornano centinaia di diplomati destinati nel migliore dei casi alla precarietà permanente, se non alla disoccupazione più disperata.

Di questo e di molto altro si è parlato ieri a Bari, a Casa Giannini, con alcuni dei protagonisti di questa curiosa Crociata per la Musica : Onofrio Sisto (candidato alla Provincia di Bari per il PD, nonché attuale vicepresidente della Fondazione Petruzzelli) e i maestri Paolo Lepore (candidato al Comune per il PdL), Gioacchino De Padova e Fabio Losito (entrambi candidati nella lista “Sinistra per Bari”).

Mancava Pino Buzzanca (candidato al Comune per la lista “La Puglia prima di tutto”), che aveva in un primo momento dato la sua adesione a partecipare all’incontro. Tanti gli argomenti sul tappeto: dalla situazione difficile delle associazioni musicali, alla carenza di progettazione per mancanza di fondi nell’ambito della didattica.

"TetroHa introdotto e moderato l’incontro il critico Nicola Sbisà, osservatore della realtà musicale barese da oltre cinquant’anni, che ha subito evidenziato come di musica a Bari se ne faccia  tanta, troppa, ma senza un auspicabile coordinamento che prima di ogni stagione possa evitare sovrapposizioni nella stessa serata di due, tre spesso anche quattro concerti, costringendo in primis proprio l’appassionato che si abbona a più manifestazioni a fare veri e propri salti mortali. Secondo lo stesso Sbisà la musica non ha un suo colore politico e non può dunque essere etichettata in un’ideologia ben precisa.

Al contrario, Gioacchino De Padova, che è intervenuto immediatamente dopo, ha proprio evidenziato la valenza sociale e politica della Musica. “Per dirla con Claudio Abbado la musica non solo è vita ma qualche volta salva la vita. Basti pensare ai ragazzi strappati dalla strada, dalla delinquenza in uno stato come il Venezuela grazie ai progetti musicali che l’ illuminato ministro Abreu attuò alcuni decenni or sono. Oggi in quel paese esistono centinaia di orchestre di eccellente livello tecnico formate esclusivamente da ragazzi.”

Il problema, va detto, è quello di un’offerta a cui deve corrispondere una domanda. Ma non si può basare il discorso musicale come si trattasse di beni materiali pur primari come il pane, il latte e la pasta, bensì è necessario investire risorse importanti nella musica, perché queste sapranno poi, se ben utilizzate, creare reddito e ricchezza, anche in tempi meno lunghi di quanto si pensi.

Onofrio Sisto non ha mancato di apprezzare il discorso di De Padova, ma ha anche sottolineato come siano proprio le risorse finanziare a mancare, oltre ad un immobilismo della politica su questi temi. L’esempio eclatante è sotto gli occhi di tutti: le fondazioni lirico sinfoniche urgono di una legge di riforma che razionalizzi al più presto il settore, altrimenti il rischio è la loro scomparsa definitiva. La Fondazione Petruzzelli, cenerentola incolpevole di questa crisi ne paga comunque le conseguenze con un teatro pronto da mesi, ma che non si può ancora riaprire al pubblico per svariati motivi, tra cui la mancanza del certificato antincendio per il foyer. “Eppure per mesi abbiamo tranquillamente organizzato incontri proprio nel foyer alla presenza di centinaia di persone, senza che nessuno venisse a dirci un bel nulla.” Polemico e arrembante l’intervento di Paolo Lepore: alle spalle un’intensa esperienza a tutto campo nel jazz, in campo lirico e sinfonico. “Qui i soldi, quando ci sono si spendono troppo e male. Basti pensare allo scandalo dei 7 milioni di euro spesi dalla Regione Puglia per le Notti Bianche con cachet stellari dati solo ad artisti di fama internazionale venuti da lontano. Qui in Puglia non è rimasto nulla. Nè  mi pare che gli alberghi si siano riempiti, anzi, per dirla tutta, sono rimasti praticamente vuoti. E’ stato un flop colossale. D’altro canto, la musica non è mai troppa, perché c’è ne in giro una domanda straordinaria. Probabilmente, sono i giornalisti e i loro giornali che devono essere più attenti nell’enfatizzare alcune iniziative invece di altre.”

"TeatroBari nel suo prossimo futuro potrà comunque contare su almeno tre teatri (Petruzzelli, Piccinni e Margherita), su un Auditorium, il Nino Rota, completamente ristrutturato e di altri spazi-contenitori che nel frattempo stanno per nascere e nasceranno: si pensi al restyling della Caserma Rossani o all’enorme Centro Congressi della Fiera del Levante. Senza dimenticare la data fondamentale del 2015 con l’Expo e la Citta Metropolitana come ambiziosi obiettivi di medio termine.

Tra i progetti musicali che sono emersi: la costituzione a Bari di due orchestre in Conservatorio, una barocca l’altra classica, che possa essere  volano per la formazione di tanti giovani musicisti, di volta ion volta diretti da nomi importanti della musica mondiale e la nascita in ambito scolstico di numerosi cori di voci bianche ed entro due anni di altrettante orchestre infantili. Il Sultano dell’Oman esattamente un anno fa donò ben 3 milioni di euro in borse di studio al conservatorio di Bari. Fu un segnale sorprendente ed al contempo impegnativo. Ci si aspetta che quelle risorse ed altre che verranno vengano utilizzate tutte e bene e non lasciate languire magari nell’interesse dei soliti noti.

L’incontro di ieri a Casa Giannini ha visto una partecipazione folta e qualificata; può, deve essere, secondo noi, il primo di una lunga serie su questi temi. E’ necessario cioè creare a Bari e in Puglia, come ha giustamente evidenziato Fabio Losito, una Rete, se non un vero e proprio "Sistema Musica" che sappia utilizzare al meglio non solo le risorse disponibili, ma anche e soprattutto le intelligenze e i talenti presenti sul territorio unitamente alle nuove tecnologie, indispensabili per creare opportunità e valore aggiunto alla vita artistica, culturale e musicale della nostra terra.