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"semantic"Una nuova stagione potrebbe aprirsi per i motori di ricerca, quella che conduce al web semantico. Per comprendere meglio il senso della novità consistente nel motore di ricerca Walfram Alpha, bisogna riportare alla memoria il mitico Hal 9000 di "2001: Odissea nello spazio", l’onniscente computer capace di fornire risposte intelliggenti e mirate a qualsiasi domanda gli venga proposta o informazione richiesta.
Ciò può rendersi possibile grazie all’evoluzioni nel campo dell’ interazione sito-utente portate dal nuovo Web 2.0, che potrebbe appunto permettere la semantizzazione della rete:con il termine "web semantico", si intende la trasformazione del World Wide Web in un ambiente dove i documenti pubblicati (pagine HTML, file, immagini, e così via) siano associati ad informazioni e dati che ne specifichino il contesto semantico in un formato adatto all’interrogazione, all’interpretazione e, più in generale, all’elaborazione automatica. L’obiettivo è un sistema di ricerca capace di interpretare il linguaggio naturale, di analizzarlo e di fornire come risposta una frase altrettanto coerente, o un documento che contenga le informazioni richieste dall’utente piuttosto che un elenco sterminato di link ipertestuali, ove spesso è impossibile trovare davvero ciò che si è cercato.
In questa direzione si mouve Wolfram Alpha (dal nome del suo creatore, Stephen Wolfram), un motore di ricerca che riesce acapire le richiesta fatte dagli utenti e a offrire risposte specifiche, su misura, come farebbe un essere umano Wolfram interpreta la domanda e cerca di trovare una risposta coerente, fornendo i dati richiesti sottoforma di tabelle, testi e grafici. Ma le sue funzioni vanno oltre il semplice reperimento di informazioni: la vera innovazione che porterà questo nuovo motore di ricerca, sarà la capacità di trovare soluzioni a domande complesse in tempo reale. Si potrà per esempio chiedergli di comparare il Pil della Francia con quello dell’Italia, oppure di mettere a confronto l’altezza, o il numero di piani dell’Empire State Building con quello del Burj Dubai.
Naturalmente siamo ancora in una fase di sperimentazione e il suo limite più grande è proprio quello di operare le ricerche solo all’interno del suo database, fornendo, a volte, dati non proprio dell’ultim’ora. Una soluzione di nicchia, per ora: 100 milioni di queries in poco più di una settimana di vita, per quanto possano sembrare tante, sono veramente poche se confrontate a quelle generate da Google nello stesso arco di tempo.
Nel dettaglio, la creazione di un’intelligenza artificiale semantica può trovare diverse applicazioni soprattutto in campo aziendale. E’ il caso di, che dal 1989 ha perseguito l’obiettivo di sviluppare software semantici in grado di ricavare conoscenza dai testi in modo simile a quanto fatto dalle persone.
Il risultato si chiama “Cogito”: una tecnologia che legge e interpreta tutta la conoscenza potenzialmente interessante di documenti elettronici, identifica in automatico le relazioni fra le varie informazioni, rendendo più semplici ed efficaci le attività legate alla gestione della conoscenza.
Consigliata da Expert System a chi si occupi di Knowledge Management, Customer Care e Corporate Intelligence, ma non dovrebbe dispiacere nemmeno alle pubbliche amministrazioni.