Tempo di lettura: 2 minuti

"GerdaUna valigia con quattromila scatti, in buona parte inediti, che documentano la guerra civile spagnola vista da Robert Capa, Gerda Taro e David Seymour, inventori del giornalismo fotografico di guerra. È il tesoro scoperto dagli studiosi dell’International Center of Photography di Manhattan, che hanno ottenuto e stampato i negativi scomparsi nel 1939 e ritrovati qualche anno fa a Città del Messico.
La valigia (in realtà tre scatole di cartone), era stata abbandonata da Capa al momento del suo trasferimento da Parigi a New York. I negativi erano nelle mani del generale Francisco Gonzales, un diplomatico messicano impegnato ad aiutare gli antifranchisti spagnoli che volevano emigrare nel suo Paese. Portate a Città del Messico, le scatole finirono poi nelle mani di un produttore cinematografico, che solo nel 2007 ha accettato di cederle all’International Center of Photography, fondato da Cornell Capa, fratello di Robert.
Gli scatoloni erano arrivati a New York un anno fa, ma sono stati necessari vari mesi per realizzare un processo di scannerizzazione digitale che non danneggiasse i negativi. Le foto mostrano centinaia di scene del conflitto, visto dalla parte degli anti-fascisti. I fotografi erano liberi di girare liberamente tra i combattenti, ripresi nei momenti di riposo, mentre dormono sdraiati a terra, cercano un pò di riparo all’ombra di un albero o si occupano dei feriti.

"RobertLa scoperta è significativa soprattutto perché i negativi sono ordinati cronologicamente. Fino ad oggi le foto di Capa e della Taro sulla guerra di Spagna risultavano difficili da datare, e anche l’attribuzione dei singoli scatti era incerta. Nel caso della Taro la scoperta è ancor più importante, perché quasi tutta la sua carriera si limitò al periodo della guerra civile. La compagna di Capa morì nel 1937 a soli 26 anni, colpita da un carro armato nei pressi di Madrid. Ma gli studiosi sono rimasti affascinati soprattutto dalle foto di Seymour, tutte quante inedite.
«Le immagini ci permettono una più profonda conoscenza di come Capa, Taro e Seymour lavorarono durante il breve periodo in cui hanno collettivamente creato l’archetipo del moderno fotogiornalismo di guerra», ha spiegato Cynthia Young, curatrice della collezione Capa per il Centro: «Ora possiamo vedere come i loro occhi lavoravano mentre raccontavano queste storie con la macchina fotografica».
Il Centro ha intenzione di mostrare le foto al pubblico con una mostra in programma nel 2010. Una scelta obbligata per quella che è, secondo il curatore Brian Wallis, «una delle più importanti scoperte del lavoro fotografico del XX secolo».