Tempo di lettura: 2 minuti

"Laura-Hastings-Smith"Qual è il futuro della produzione cinematografica indipendente? Quali mezzi possono incrementare la cooperazione nel settore dell’audiovisivo? "Il cinema indipendente europeo è affamato di finanziamento – ha esordito Igor Uboldi durante il seminario promosso da `Roma Indipendet Film Festival‘ (Riff) – Per fronteggiare ciò abbiamo cercato di dar voce ai giovani produttori indipendenti e alle categorie professionali del settore per operare un confronto. Servono nuovi modi innovativi che aiutino la produzione cinematografica".
Il convegno, dal titolo `I nuovi profili della produzione cinematografica indipendente europea, ha visto come interlocutori cinque giovani produttori come Oana Giorgiu della Romania, Laura Hastings-Smith proveniente dal Regno Unito, Marko Skop della Slovacchia, Reiner Selen del The Netherlands, e Daniela Marzocca per l’Italia.

Le loro storie, o meglio le loro esperienze da produttori, hanno avuto come comune denominatore la parola difficoltà. "Il più delle volte mancano i soldi – ha spiegato Oana Giorgiu – oggi come oggi è difficile realizzare una pellicola. Però alla fine si raggiunge l’obiettivo e non mancano le soddisfazioni. Ad esempio la critica il più delle volte apprezza i film indipendenti, che vengono poi promossi in diversi paesi". L’appoggio della critica è la testimonianza che anche il cosiddetto `cinema minorè è ricco di vitalità e di forza espressiva, per questo motivo dovrebbe essere promosso di più nelle sale. Non è un caso che anche quest’anno ci sia il `Roma Indipendet Film Festival’: fino al 27 Marzo la rassegna cinematografica, giunta all’ottava edizione, porta nella capitale lungometraggi, documentari e cortometraggi di produzione indipendente fra cui molte opere prime del cinema italiano ed internazionale non ancora distribuite in sala. Il Riff rappresenta così un modo per dare visibilità ad un cinema molto spesso invisibile e quasi dimenticato.
Purtroppo nonostante ciò in Italia la produzione indipendente rimane un tema delicato e complesso. Il problema di fondo, come hanno sottolineato le categorie del settore, è la mancanza di un mercato italiano. Le major statunitensi hanno un ruolo predominante e gli stessi prodotti audio-visivi europei faticano ad affermarsi con scarsi risultati. In più in Italia c’è la questione dei fondi pubblici legati al cinema. A questo riguardo che ruolo hanno i fondi regionali? Tina Bianchi di `Film Commission di Roma, delle Province e del Lazio, ha ricordato come ad esempio "Roma e Lazio Film Commission è partner di `Crc’ Capital Regions for Cinema, network delle Film Commission delle Regioni Capitali Europee di Ile de France – Parigi, Lazio – Roma, Berlin-Brandenburg – Berlino, Comunidad de Madrid-Madrid.

L’obiettivo è quello di creare un fondo comune europeo. In più si sta lavorando per dar vita ad una serie di incontri, una sorta di circuito, dove i produttori si possano incontrare e confrontarsi".