Tempo di lettura: 3 minuti

"africa"L’ Africa, terra di conquista per multinazionali e politici corrotti, defraudata della propria identità e dei propri valori, devastata da guerre fratricide e malattie, può ancora sperare in un riscatto, e il tempo della riconciliazione potrebbe non essere lontano, benchè richieda «una giustizia più che umana» e «una pace più profonda delle guerre e del silenzio delle armi».
Non è solo un augurio, quello che emerge dall’’Instrumentum laboris’, documento preparatorio al secondo Sinodo speciale per il continente consegnato oggi simbolicamente dal Papa ai vescovi africani a Yaoundè, ma, come suggerisce la definizione latina, un programma di lavoro dal marcato accento politico, che parte da una impietosa denuncia di quelli che la Chiesa cattolica ritiene essere i principali responsabili del disastro africano.
Ecco i passaggi principali dell’Instrumentum laboris che sarà il testo base di discussione alla Seconda assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei vescovi convocata dal Papa, a quindici anni dalla precedente, dal 4 al 25 ottobre in Vaticano.

Passaggi in cui si ritrovano alcuni temi toccati dal Papa in questi giorni in Africa:

LE MULTINAZIONALI – «Continuano a invadere gradualmente il territorio per appropriarsi delle risorse naturali», «schiacciano le compagnie locali», danneggiano l’ambiente deturpando «il creato». E le campagne di semina degli OGM, con le quali si «pretende di assicurare la sicurezza alimentare» finiscono per «rovinare i piccoli coltivatori» indotti a «sopprimere le loro semine tradizionali».

LA POLITICA CORROTTA – Alcuni dirigenti politici perseguono interessi personali, confondono il ‘serviziò con il ‘poterè, «violano senza scrupolo i diritti umani e strumentalizzano la religione». Ciò facendo, diventano anche facile preda di «forze internazionali» e «fomentano le guerre per vendere le armi». «Alcune società sono state portate alla rovina dai loro dirigenti politici» e «abissi» li separano.

LE ISTITUZIONI INTERNAZIONALI – Quelle finanziarie hanno finora proposto programmi «funesti», indebolito il tessuto economico e favorito il degrado invece di ridurre il debito dei Paesi poveri. Il continente, fatta eccezione per il Sudafrica, è escluso dalla ricerca di risposte all’attuale crisi globale, per la quale la Chiesa invoca soluzioni «etiche».

L’AIDS – Gli organismi caritativi della Chiesa assistono i malati, non solo quelli di Aids. E raccomanda soprattutto prevenzione: nel caso dell’Hiv, con l’educazione ad una «buona condotta di vita». Per tutti i malati poveri, non solo quelli di Aids, si auspica l’accesso gratis alle cure.

ISLAM – La convivenza con i cristiani in Africa «è sana e buona», ma il Vaticano mostra preoccupazione per «le posizioni dottrinali di alcune correnti a proposito della Jihad’’. È aperto il confronto con la Religione tradizionale africana, mentre è difficile quello con le sette cristiane, dalle quali arriva una «virulenta aggressione» alla Chiesa cattolica.

LE DONNE – Da promuovere la loro dignità. Subiscono le tradizioni: dall’eredità ai riti di vedovanza, dalla mutilazione sessuale al matrimonio forzato alla poligamia.

LA CULTURA – Salvare gli «autentici valori africani» come il rispetto degli anziani e la maternità,messi oggi in pericolo dal secolarismo. Con «il pretesto della modernità» si attua un processo organizzato di distruzione dell’identità africana». L’analfabetismo dilaga, come – nei Paesi più segnati dalla violenza – «il mito del guerriero eroe». E «la stregoneria lacera le società» ovunque.

LA CHIESA – Chiede aiuto ai Padri sinodali per poter «parlare con autorità ai dirigenti politici», rivela la fatica, in qualche caso, di escludere dal proprio interno «divisioni etniche o tribali» e xenofobia, forme di occultismo o residui di riti ancestrali incompatibili con la liturgia cattolica.