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"fidelLa foto più simbolica è forse quella del profilo barbuto di Fidel Castro in controluce sull’oblò di un Tupolev 114 dal quale si intravedono i Mig sovietici con la stella rossa, la scorta del suo primo viaggio in Urss nel 1963. Un’icona di una storica alleanza tra Mosca e L’Avana che sta rinascendo e che la nuova Russia di Putin e Medvedev rievoca nella mostra fotografica della capitale per celebrare il 50/mo anniversario della rivoluzione cubana.
Una galleria di 80 scatti, in gran parte inediti, che arriva dalla collezione personale di Nikolai Chigir, il primo corrispondente dell’agenzia Tass a Cuba. Vi arrivò nel 1959, l’anno in cui scoppiò la rivoluzione, e vi rimase per quattro anni, ritornandoci per un periodo analogo nel 1975: ebbe così modo di mettere insieme centinaia di foto, anche scambiandole con colleghi, come si usava all’allora. Così nella mostra trovano spazio scatti memorabili non solo dell’agenzia cubana ‘Prensa Latina ma anche del leggendario Alberto Korda, autore delle «icone» più popolari di Che Guevara, a partire da quella del Guerrillero Heroico».
Tra i click più suggestivi, c’è un Fidel disteso nello stesso Tupolev 114 con il libro «Historia del partido comunista de la Union Sovietica». La più divertente è forse quella del leader maximo che gioca a ping pong con il sigaro in bocca, la più struggente quella che lo ritrae nella Sierra Maestra in un momento di intimità, mentre ricorda i successi della rivoluzione con i compagni d’armi. Di grande impatto le foto che immortalano i suoi incontri con un sorridente Iuri Gagarin e con un Sartre meditabondo. Non mancano scatti più ufficiali, come Fidel che firma la riforma agraria, o in mezzo alla gioventù cubana o, ancora, con l’ambasciatore sovietico Aleksander Alekseev intento a discutere di cooperazione militare.

Momenti istituzionali in cui Chighir ha saputo cogliere anche istanti particolari, come Castro che beve un bicchierino di vodka. Da propaganda, ma ugualmente efficace, la foto che lo immortala mentre taglia la canna da zucchero con un cappello di paglia e maglietta a righine chiare. La passerella rende omaggio anche al Che, al comandante Camillo Cienfuegos, all’argentino Josè Ricardo Masetti – fondatore di Prensa Latina – alle folle in festa e in lutto. Anche quello finto per i funerali dell’Organizzazione degli Stati americani dopo l’espulsione di Cuna nel 1962. Quattro le foto dedicate al fratello di Fidel e attuale presidente di Cuba, Raul, che nella sua recente visita a Mosca ha speso oltre tre ore ad ammirare una mostra particolarmente ‘amarcord’, che lo ritrae giovanissimo. L’iniziativa è accompagnata dall’esposizioni di pubblicazioni su Fidel e dalla trasmissione di un video di un’ora che rievoca in spagnolo, con rari filmati d’epoca, i 50 anni della rivoluzione, anno per anno: dai combattimenti del ’59 alla crisi di Cuba, dagli interventi del Che e di Fidel all’Onu fino alla storica visita di Papa Giovanni Paolo II, passando per i successi culturali, medici, sportivi ma tacendo sul fenomeno della dissidenza.

In ogni caso un grande omaggio, per di più nella patria della prima rivoluzione comunista del novecento, che ha invece preferito dimenticare la sua anche nel 90/mo anniversario, cancellandola dal calendario delle festività.