Tempo di lettura: 2 minuti

"Copertina-Giuliani"Essence”. L’album del pianista e compositore pugliese Michele Giuliani rivela finalmente che fare jazz non è uno stile (anche se ci vuole stile), ma è una cultura di vita, è l’esperienza stessa della vita che ti porta a suonare in modo cosi personale, e pensare di scrivere musica con originalità, pur con una pesante tradizione pianistica e jazzistica.
Dieci composizioni originali e un brano di Duke EllingtonAfrican Flower” rivisitato con semplicità e armonia (il tema è cantato due volte per intero senza nessun solo) che è l’omaggio del pianista barese a questo grande maestro, oltre che un omaggio alla Poesia in generale.
Essence” è essenzialmente un viaggio per l’ascoltatore attraverso i paesaggi disegnati dall’autore, e sono paesaggi veri che l’autore ci ha voluto raccontare attraverso il filtro della sua mente e gli occhi della sua anima, attraverso i colori e i sapori dell’Africa, ma anche fortemente suggestionati dal luogo in cui è cresciuto, il sud dell’Europa, l’Italia e la Puglia nella sua forma inconsueta (e segreta) di vivaio di ispirazioni, le più diverse, per chi sa come coglierle.
Un fiore nuovo” apre il disco, portandoci immediatamente in un alone di misticità, fatta di incroci e metriche accattivanti e ci prepara al brano successivo chiamato “Tsigereda” e ci sembra di attraversare a nuoto il mediterraneo fino al deserto e ancora oltre con “God bless the people” dove si incontra la voce nera del subsahara di Gabin Dabirè, artista del Burkina Faso che ha condiviso questa esperienza con Michele Giuliani e con generosità ha prestato le sue doti su quattro brani del compact, rendendo il lavoro ancor più completo e comunicativo.
Insomma, l’Album “Essence” nasce dall’esperienza del viaggio (ed è un viaggio individuale), pensando al viaggio come quotidianità trovando nella propria terra lo stupore di un mondo nuovo.
Oltre Gabin Dabirè, come ospite, il trio è tutto pugliese: i due musicisti che accompagnano (si fa per dire) e colorano della loro personalità la musica del disco: Giorgio Vendola al contrabbasso e Pippo D’ambrosio alla batteria e percussioni.
In breve, la ricerca del pianista pugliese è (per fortuna) capace di delizie e di serenità evocative attraverso il linguaggio dell’improvvisazione, del jazz, della musica africana ed etnica, attraverso il linguaggio spirituale delle melodie intime e capaci di incantare e portare alla luce uno stile pianistico e compositivo “puro” ed “essenziale”, forgiato proprio dalla contaminazione.

 

Info: www.myspace.com/mickgiuliani