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"MarioIl ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi ha deciso: per i musei italiani arriva un Super manager, colui che gestirà i circa 400 luoghi della cultura italiani (musei, gallerie, siti archeologici e dimore storiche) appartenenti allo Stato. Si tratta di Mario Resca, capo di McDonald’s Italia, che dunque guiderà la “Direzione generale per i musei, le gallerie e la valorizzazione”.
Quali saranno i compiti del super-manager? Dovrà autorizzare i prestiti dei beni pertinenti alle raccolte per mostre ed esposizioni in Italia e all’estero; dichiarare il rilevante interesse culturale e scientifico delle mostre a cui verranno prestate le opere; stabilire un giudizio sul pagamento delle imposte mediante cessione di opere d’arte, anche contemporanea.
La nomina di questa nuova carica è stata però annunciata senza chiarire che la nuova  Direzione verrà introdotta nell’ambito di un’ennesima riforma dell’organizzazione generale del Ministero per i Beni Culturali. Le ultime riforme generali sono della fine del 2007, mentre interventi precedenti risalgono al 2004, 1998 e 1999.
E non manca chi denuncia il disegno consapevole di smantellare il sistema delle soprintendenze, ma non attraverso un progetto organico, bensì lasciando morire di stenti il sistema della tutela del patrimonio culturale, quasi una fenice che invece di rinascere muore soffocata nelle sue stesse ceneri.
Basta considerare che nelle soprintendenze storico-artistiche non è ancora arrivata la circolare per la  programmazione annuale e triennale dei restauri, passaggio burocratico indispensabile, che di solito avviene a luglio e che non è avvenuto. Previste nel prossimo triennio solo spese di manutenzione per le soprintendenze archeologiche; pochissimo destinato ai restauri e ancora meno per gli scavi, ormai affidati al fato delle opere infrastrutturali che tirano fuori qua e là qualche pezzo di storia sotterranea.

Senza soldi non si fa nulla, ma anche senza uomini. E le assunzioni sono un miraggio, basta riflettere sul fatto che fra il 2011 e il 2015 andranno in pensione tutti i funzionari assunti fra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta. I concorsi si sono diradati, fin quasi a scomparire. L’ultimo è del 2008, ma è solo una goccia nel mare di un personale invecchiato (la media è intorno ai 55 anni) e infiacchito.
Si assiste inoltre a spostamenti continui di funzionari da una soprintendenza all’altra come in nessun’ altra amministrazione pubblica e che porterebbe al collasso qualunque istituzione: i tempi di permanenza a dirigere un ufficio sono, in molti casi, di pochi mesi e nel frattempo le poltrone restano vacanti o coperte da reggenze.
In sostanza la nomina di Mario Resca è il primo passo verso una complessiva riorganizzazione del Ministero, di cui si sa troppo poco e che ancora non si sa dove potrà portare.