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"Leonardo“Sui passi di Leonardo”, una passeggiata dove delle “figure” incontrate per la strada cercheranno di restituire ai camminatori quel mondo fatto di relazioni sociali, codici, comportamenti nel quale Leonardo crebbe e si formò. Un linguaggio teatrale dove il pensiero diventa carne e cosa viva, dove le figure cercheranno di traslare aridi atti notarili, appunti, pensieri, regole, consuetudini, dal piano della formazione a quello del gioco.
Al godimento della dell’aria, della luce, del paesaggio, del teatro, del cibo si unisce il richiamo emotivo a un mondo le cui tracce sono ben riconoscibili allo sguardo attento di quanto hanno la ventura di camminare in questi luoghi.
Questo il percorso tematico organizzato dall’associazione culturale Terra Felix di Vinci fra le testimonianze del Medioevo nel Montalbano è ricco di monumenti che testimoniano le intricate vicende di cui fu teatro la zona. L’impronta di tutto il territorio, sia nel suo versante occidentale sia in quello orientale, è storicamente medievale. Al di là di una toponomastica riconducibile all’epoca etrusca e romana (lo stesso toponimo del Montalbano deriverebbe da un idioma preindoeuropeo alba-alpa, con significato di “monte” e Lamporecchio da “lama” nel senso di “acqua”), le architetture sono essenzialmente castelli e borghi fortificati, numerosi soprattutto verso la Val di Nievole, e pievi, frequenti, viceversa, soprattutto sul versante orientale, verso Pistoia. Per quanto riguarda il periodo preistorico, alcuni reperti di pietre scheggiate fanno supporre la presenza di cacciatori e pescatori nell’area meridionale del Montalbano, mentre la rimanente parte, acquitrinosa in pianura e coperta da foreste sui colli, non sarebbe stata abitata in modo stanziale. Rilevanti sono invece le testimonianze etrusche, la maggior parte delle quali è concentrata nella zona di Carmignano. Dall’antichità attraverso il Medioevo il Montalbano ha visto l’avvicendarsi di Romani, Longobardi, Carolingi, dell’Impero degli Ottoni, sino alla rinascita dell’anno Mille, e, poi, ancora, è stato teatro di lotte fra Pistoia, Firenze e Lucca, con un culmine di scontri armati nei primi decenni del Trecento. Soltanto la sottomissione di Pistoia a Firenze (1306) portò un periodo di relativa tranquillità.
Si trova allestito nella Palazzina Uzielli e nel Castello dei Conti Guidi. Raccoglie una delle più complete riproduzioni dei modelli progettati da Leonardo. Al primo piano della Palazzina Uzielli, all’inizio del percorso museale, si trovano due importanti sezioni, che raccolgo rispettivamente la macchine da cantiere e la tecnologia tessile. I modelli sono commentati da una storia per immagini, documenti e ricostruzioni di funzionamento virtuali. Sono previste attività didattiche sia per le scuole che per gli studiosi. Il Castello dei Conti Guidi ospita più di 6 modelli di macchine pensate da Leonardo, ciascuno dei quali accompagnato da copie di disegni e annotazioni dell’artista. Un pannello di grandi dimensioni, collocato al pianterreno del castello, illustra la biografia di Leonardo e le tappe più rappresentative della sua attività, nel contesto degli avvenimenti storici coevi. Particolarmente interessanti i modelli delle macchine militari, scientifiche e per il volo. Tra i modelli che non mancheranno di suscitare curiosità, quello del “carro automotore” o “automobile”, vero e proprio prototipo di future (e attuali) applicazioni, l’ala battente e il modello in scala 1:2 funzionante della gru utilizzata per la cuspide della cupola di Santa Maria del Fiore in Firenze. Nella sala proiezioni è possibile vedere filmati su documenti di Leonardo artista, studioso e ingegnere. Ad attestare la nascita di Leonardo ad Anchiano sono studi storici, soprattutto quelli condotti da Emanuele Repetti. La casa, di stile colonico toscano, ospita un’esposizione didattica permanente con riproduzione di disegni e vedute paesaggistiche leonardesche. L’edificio, passato a diverse proprietari nel corso dei secoli, fu donato al Comune nel 195 dal conte Rasini di Castelcampo e fu restaurato pochi anni dopo, nel 1952, in occasione del quinto Centenario della nascita di Leonardo. Il restauro evidenziò alcuni arredi d’epoca, quali il camino, l’acquaio e la piattaia.
Il nome di Quarrata sembra derivare dal latino “Centuria Quadrata”; l’abitato originario nacque come luogo di sosta per i viandanti. Significativa del ruolo essenziale svolto da Quarrata su un importante asse viario è la testimonianza documentaria di un “ospedale”, luogo di accoglienza dei viandanti, dedicato a Sant’Ambrogio ed esistente nel XII sec. in dipendenza della pieve di Santa Maria Assunta.
Tra i vini prodotti nel Montalbano, la prima menzione va al Chianti Montalbano Docg. L’elevata qualità di tale vino è nota sin dal Duecento, quando giungeva ogni anno alle tavole dei Vescovi di Pistoia come tributo. L’estensione del territorio vitato nell’area di produzione del Chianti Montalbano è di circa 500 ettari, per un totale di 180 aziende e una produzione annua di 25.000 ettolitri. L’uvaggio del Chianti Montalbano è quello tipico del Chianti: Sangiovese, Canaiolo, Trebbiano toscano e/o Malvasia del Chianti. Si abbina preferibilmente con secondi di carne e cacciagione, formaggi tipici e legumi. Info: www.terrafelix.org.