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"Tavolo
Il Mediterraneo e l’Europa, ieri e oggi. Il Pensiero meridiano o mediterraneo come dir si voglia si incrociano e si confrontano a Bari grazie all’incontro con lo scrittore di origini bosniache, (ma barese d’adozione), Predrag Matvejevic, faro delle riflessioni intorno alla questione mediterranea (il suo Breviario Mediterraneo è giunto ormai alla decima edizione e migliaia sono gli studenti che in tutta Europa e non solo prendono questo testo come riferimento) e oppositore di tutte le moderne “democrature”, quei regimi a metà strada tra democrazia e dittatura che caratterizzano molti Paesi dell’Est Europa. Già docente all’università di Zagabria e alla Sorbona, Matevejevic attualmente insegna Slavistica alla Sapienza di Roma.
Ed è stata questa la lezione che il professore ha tenuto ieri mattina negli spazi di Villa Camilla, (una meravigliosa struttura che si inaugurerà i primi giorni del nuovo anno) attraverso un discorso che ha spaziato dalla necessità di affrontare con serietà la prospettiva di una “Unione per il Mediterraneo”, al ruolo di Italia e Europa nei tempi della “nuova globalizzazione che arriva dall’oriente”. Introdotto da Anna Ferrara, Matvejevic ha poi conversato col sociologo barese Franco Cassano e con Cosimo Lacirignola, direttore dello IAM (Istituto Agronomico Mediterraneo) e presidente della Fiera del Levante.
"Predrag
Lo scrittore, ha puntato l’accento sul “principio di collaborazione” che dovrebbe guidare le scelte politiche, sociali, economiche e culturali dei paesi sulle sponde del mare nostrum. “La mediterraneità è un sentimento sovranazionale – continua – ma il problema reale è che l’identità del fare non sostiene l’identità dell’essere”. Occorre trovare un politica comune sui temi degli scambi commerciali, dell’inquinamento, della sicurezza, dell’immigrazione, ma – come ha ammesso Matvejevic – “dopo la seconda guerra mondiale l’Italia non ha avuto tra le sue priorità la questione mediterranea”. E ha aggiunto: “Siamo stati in pochi a difendere il nostro Sud”. E tra questi pochi c’è sicuramente Franco Cassano, col suo “Pensiero meridiano”, che ha detto: “Noi del sud dobbiamo inventarci una prospettiva in cui l’essere qui diventi un vantaggio, e combattere il nostro principale nemico, che è l’individualismo”. Poi, riferendosi allo scrittore bosniaco, lo ha definito: “Il grande testimone di una speranza, perché ha proposto l’idea di una fraternità larga, che per noi italiani, soprattutto meridionali, rappresenta un’occasione straordinaria”.
Un Sud che è ormai diventato il Nord del mondo, che ha abbandonato il suo ruolo periferico e dove esistono realtà come quelle dello IAM, in Puglia, come ha ricordato Lacirignola: “Che concretizzano i processi di condivisone delle diversità”, essenziali nella prospettiva del Mediterraneo al centro del mondo e che però ancora pochi conoscono.
L’incontro mattutino ha preceduto il secondo appuntamento con i Mercoledì Letterari, che hanno visto Matvejevc relazionare sul tema: “Il Mediterraneo e l’Europa. Ieri e oggi”, con l’introduzione di Giuseppe Colucci. Durante l’incontro è stato proiettato anche il film-documentario “Verso Est” della regista napoletana Laura Angiulli, un viaggio nel conflitto balcanico, di cui Matvejevic è ispiratore e protagonista.