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Buon giorno Mondo, possiamo annunciare senza alcun timore che l’era del cambiamento è iniziata: Obama Presidente.

ore 5,58: Il quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti d’America sale sul palco di Chicago. "Se c’è qualcuno la fuori che ancora dubita della grandezza della nostra democrazia,  che si chiede se esista ancora il sogno dei padri fondatori […] oggi ha avuto una grande risposta dalla gente che per ore ha fatto la fila per poter esprimere la propria voce: democratici, repubblicani, bianchi, neri, ispanici, omosessuali, eterosessuali, tutti con un solo colorem siamo stati uniti, gli Stati Uniti d’America. […] Ora il cambiamento è arrivato!" Parole d’elogio per il senatore McCain, per il contributo che ha dato nel rendere migliore la nazione. Ringraziamenti al vice presidente e alla "roccia" della sua famiglia, Michelle Obama. Un saluto doveroso alla nonna morta da poche ore e a tutta la sua famiglia. Infine i ringraziamenti al suo staff e soprattutto agli elettori, i veri "proprietari" di questa vittoria, "questa vittoria non è nata nei corridoi di Washington, non aveva grande sostegno, nè tanti soldi. Questa vittoria è frutto di tutti quei volontari che hanno bussato porta a porta per sostenerla. So che non l’avete fatto solo per vincere, so che l’avete fatto per rispondere al difficile momento che attraversiamo: due guerre, la crisi economica, la disoccupazione. […] Se qualcosa ci ha insegnato questa crisi economica è che non può esistere una Wall Street ricca e il resto della nazione povera, che dobbiamo superare insieme le immaturità che hanno contaddistinto questi ultimi anni." L’appello all’unità ha poi coinvolto gli elettori repubblicani nel progetto di una nuova nazione promettendo l’ascolto delle nuove istanze. Infine ha ripercorso le grandi vittorie americane citando l’esempio di Alison Cooper, una donna di 106 anni di colore, che ha dispetto dell’età oggi ha votato come ogni volta che le è stato permesso, testimone del nuovo ed unico credo americano: "yes, we can".

ore 5,56: Dai voti scrutinati e raccolti dal New York Times, Obama raggiunge i 334 voti elettorali.

ore 5,18: John McCain parla da Phoenix ai suoi sostenitori, "poco fa ho chiamato il senatore Obama per congratularmi con lui […]. Ha vinto ispirando milioni di americani che non credeveno di poter contare, perciò l’ammiro." Infine conclude crongatulandosi con un America cresciuta e che ha dimostrato la sua grandezza eleggendo contro ogni pregiudizio un presidente di colore. Poco confortanti i fischi della platea all’appello all’unità della nazione per aiutare il nuovo presidente nel suo arduo compito, più confortanti quelli alla Palin.

ore 5,12: Secondo fonti sicure, John McCain avrebbe chiamato a Barack Obama per congratularsi per la sua imminente elezione.

ore 5,10: Sui voti scrutinati fino a questo momento (quindi escludendo la California) i voti elettorali ad appannaggio di Obama superano la fatidica soglia di 270.

ore 5,06: Nessuna emittente, nessuna testata, nessuna agenzia ha più dubbi: Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti.

ore 5,02: La Cnn annuncia,"Obama ha vinto in Florida, è presidente!"

ore 5: Chiudono i seggi in California, Idaho, Washington, Oregon e Hawai.

ore 4,43: La Fox, emittente molto vicina ai repubblicani, attribuisce la Virginia a Barack Obama.

ore 4,38: Nel quartier generale repubblicano a Phoenix si annuncia l’imminente dichiarazione di sconfitta di John McCain. Sarà davvero la resa per il vecchio eroe americano?

ore 4,31: Il 10% degli scrutini in Minnesota mostra una netta tendenza verso l’elezione del primo presidente nero della storia. Situazione voti elettorali: 192 a 58 (in base ai voti effettivamente scrutinati-fonte New York Times.

ore 4,30: Gli exit poll preliminari delle elezioni presidenziali statunitensi indicano che Barack Obama è il preferito tra l’elettorato femminile (oltre la metà), nero (quasi la totalità dei votanti) ed ispanico (i due terzi). Obama gode inoltre del sostegno dei "nuovi" elettori, coloro che si sono recati alle urne per la prima volta nella loro vita.
Sempre in base ai primi exit poll, il candidato repubblicano McCain ha il sostegno della metà degli elettori bianchi e di oltre la metà degli elettori senior (anziani) così come della classe media.

ore 04,20: Dai dati scrutinati in buona percentuale, secondo il New York Times vanno a Obama i seguenti stati: Michigan, Illinois, Ohio, Pennsylvania, New York, New Jersey, Connecticut, Massachusetts, Maine, New Hampshire, Vermont, Rode Island, Maryland. Sempre secondo questi dati la situazione dei voti elettorali è la seguente: Obama 159, McCaine 58.

ore 02,09: Prima proiezione "voti elettorali": Obama 77 – McCain 34.

ore 02: Da ogni dato (exit-poll, proiezioni e dati reali), si evince che la Virginia sia ad appannaggio di Barack Obama. La Virginia è uno stato fondamentale, soprattuto nel caso in cui la Pennsylvania dovesse, come appare, passare al senatore democratico, le speranze di McCain si ridurrebbero al lumicino.

ore 01,37: Le proiezioni sull’ Ohio ribaltano provvisoriamente gli exit-poll, sarebbe infatti un incredibile testa a testa a decidere il risultato dello stato che diede a Bush la presidenza nel 2004. Le proiezioni continuano ad essere contradditorie al punto che il dato stesso della Florida potrebbe essere ribaltato.

ore 01,26: Proiezioni Cnn, netto vantaggio di McCain in Florida.

ore 01,10: Gli exit-poll della Fox danno Obama vincente in Virginia con il 58% mentre l’Ohio rimarrebbe repubblicano (51%).

ore 01,02: Si trasforma in un testa a testa la sfida in Indiana (stato decisivo con 11 "grandi elettori"), le proiezioni danno il 50% a Obama e il  49% a McCain. Definitiva appare ormai la vittoria di McCain in Kentucky e di Obama in Vermont.

ore 00,40: Il New Hampshire ad Obama secondo le prime proiezioni con un netto vantaggio (67% a 33%).

ore 00,24: Secondo i primi dati elettorali (reali) in arrivo dal Kentucky, il senatore McCain ha il 60 % dei voti, Obama ha il 38 %, in Indiana invece le proiezioni danno Obama in testa con il 55 % (dal 1964 l’Indiana non elegge un presidente democratico).

ore 00,07: Chiusi i primi seggi: le città più a est di Kentucky e Indiana hanno esaurito le operazioni di voto, inizia lo spoglio.

ore 00,00: Primo exit poll nazionale Cnn: il 72% dei nuovi elettori ha preferito Obama. Il sito web Drudgereport indicano un vantaggio del 15 per cento in Pennsylvania, uno degli Stati chiave.

ore 23,50: Il primo exit-poll dell’emittente Fox news dà la Virginia a Barack Obama e l’Ohio a John McCain.

ore 23: Gli elettori americani hanno scelto il nuovo presidente pensando all’economia. I primi exit poll diffusi dalla Cnn evidenziano come il 62% degli intervistati ha detto che l’economia è stato il primo fattore che ha pesato nel voto, l’Iraq segue al 10, mentre il nove per cento ha indicato la guerra al terrorismo la riforma della mutua.

ore 22,24: Primi dati sull’affluenza alle urne, record in Ohio e in Virginia, due stati entrambi solidamente repubblicani che potrebbero essere decisivi nella sfida tra John McCain e Barack Obama. Le autorità di Columbus prevedono che circa l’80% degli elettori registrati si recherà ai seggi. Affluenza "fenomenale" anche in Virginia, che dal 1964 non vota per un candidato democratico alla Casa Bianca. Alle 10 di questa mattina, circa il 40% degli elettori registrati aveva già votato, hanno riferito le autorità elettorali dello stato, secondo cui in molti seggi, ancora prima dell’apertura, c’erano già centinaia di persone in fila.

ore 19,59: Lo staff del candidato repubblicano alla Casa Bianca John McCain ha fatto causa in New Hampshire contestando l’accesso al voto e in Virginia, che ha una forte concentrazione di basi militari: la campagna di McCain ha chiesto a un tribunale federale una proroga di dieci giorni della scadenza del voto per i militari all’estero.

ore 17,31: Il candidato repubblicano John McCain ha votato a Phoenix, in Arizona, accompagnato dalla moglie Cindy.

ore 17,31: Crescono sempre di più, le code davanti ai seggi elettorali di molti Stati. E così cresce l’allarme su eventuali ritardi.

ore 17,02: Il presidente George W. Bush è rimasto alla Casa Bianca oggi, in attesa del risultato del voto, continuando a evitare di comparire in pubblico.

ore 17: Una comunità di nudisti in Florida ha chiesto alle autorità elettorali se sia possibile costituire un seggio apposito per poter votare nudi. Nella sua richiesta la comunità Caliente Resorts domanda se ci sia qualcosa in contrario ad aprire un seggio in cui "i vestiti sono un optional". La legge dello Stato non prevede in modo esplicito nulla in contrario. Ma il responsabile locale alle elezioni si è opposto, sottolineando che non è prevista l’apertura di nuovi seggi.

ore 16,45: Va in tilt la macchina elettorale americana in Virginia. Nel seggio di Galax North le macchine del voto, attivate alle 6 di mattina, si sono rotte quasi subito costringendo gli elettori a ritornare al voto sulla scheda di carta. Inoltre solo tre seggi nello Stato su 2349 totali hanno aperto nei tempi previsti, per tutti gli altri è stato un susseguirsi di imprevisti tecnici e di macchine andate in panne per via di "errori umani" come riportato da alcuni giornali locali.

ore 16,27: Barack Obama, è avanti di oltre 7 punti, rispetto al suo avversario repubblicano John McCain: lo sostiene un sondaggio appena pubblicato dall’Investor’s Business Daily insieme con l’istituto Tipp. Anche lo stratega della campagna elettorare di Bush nel 2004, Carl Rove, prevede una larga vittoria del democratico. 

ore 15: Barack Obama e la moglie Michelle hanno votato alle 7:40 locali in una scuola elementare di Chicago. Gli Obama erano accompagnati al seggio vicino alla loro casa di Hyde Park dalle figlie Sasha e Malia. Il numero due democratico Joe Biden ha votato con la moglie Jill e la madre Catherine in un seggio di Wilmington nel Delaware.

ore 14,06: Dichiarazioni dei due candidati: McCain, "E’ stata una delle più incredibili esperienze che una persona può avere", il candidato repubblicano si è detto sicuro della vittoria in un intervista alla Abc; Obama,"Sarà divertente vedere come andrà a finire".

ore 14,03: Primi intoppi ai seggi in Virginia, Stato cruciale dell’Election Day: a Richmond, la capitale, oltre 700 macchine elettorali si sono rotte fermando in alcuni seggi le operazioni di voto e costringendo al ritorno alla scheda su carta. La Virginia è uno dei barometri del voto di oggi. I seggi chiudono alle 19 locali, l’una di notte in Italia.

ore 13,26: Un numero altissimo di elettori americani ha scelto di votare in anticipo, ricorrendo alla possibilità offerta in 32 stati di esprimere il voto per posta o personalmente prima del 4 novembre. Stando alle stime degli esperti citati oggi dal Los Angeles Times, ha già votato il 30 per cento circa di quello che sarà il numero complessivo dei votanti.

ore 13: Barack Obama si e’ aggiudicato la corsa elettorale a Hart’s Location e a Dixville Notch nel New Hampshire, dove tradizionalmente si vota alla mezzanotte locale e dove i risultati si conoscono subito dopo. A Hart’s Location, tradizionalmente in quota repubblicana, il candidato democratico ha ottenuto 17 voti contro i 10 del rivale repubblicano John McCain. A Dixville Notch, anch’esso solitamente a prevalenza repubblicana, Obama ha invece avuto 15 voti contro i 6 di McCain. E’ la prima volta che qui vince un candidato democratico dal 1968.

ore 12 (ore 6 Usa): si sono aperte ufficialmente le elezioni presidenziali statunitensi, lunghe file ai seggi.