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"Caixa"La sfida di Patrick Blanc: integrare piante ed architettura in un tutt’uno, tingere di verde parcheggi, stazioni ferroviarie e metropolitane facendoli diventare GIARDINI VERTICALI.Patrick Blanc, parigino classe ‘53 e laureato in Scienze, svolge attività di ricerca per il CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique) sin dal 1982 e collabora con alcune delle Archistar del momento come Herzog & de Meuron e Nouvel.Secondo l’affascinante teoria di Blanc  i luoghi che non hanno un’usuale vocazione ad ospitare il verde urbano possono essere ricoperti, integrati, e non semplicemente decorati da piante, fino ad entrare in simbiosi con esse per costituire un involucro organico per gli edifici. Nascono così dei veri giardini verticali posati sulle facciate degli edifici che costituiscono rilassanti e rigeneranti scorci urbani.

Il sistema è costituito da strati di feltro racchiusi in involucri di PVC fissati a telai metallici opportunamente distanziati dalla parete; all’interno del feltro, secondo un sistema di irrigazione a goccia, è conservata l’acqua in cui vengono disciolti i sali minerali. Nella parte inferiore della facciata è collocato un impianto che raccoglie i residui del giardino.L’idea a Patrick Blanc è venuta dopo anni di ricerca  nelle giungle e foreste del mondo. Qui Blanc, osservando la vegetazione che cresce facilmente su tronchi e rocce,  ha capito che il terreno è sostanzialmente un supporto meccanico per le piante perché i veri elementi che rendono possibile la vita verde in luoghi anche impervi sono l’acqua e i sali minerali. Di conseguenza le specie chiamate in causa nei giardini verticali sono piante che hanno radici superficiali.E’ facile immaginare i vantaggi delle pareti verdi: i giardini verticali purificano l’aria assorbendo anidride carbonica, attutiscono i consumi degli edifici perché ne migliorano l’efficienza energetica  fungendo da isolamento tra ambiente esterno ed interno, fungono da barriera acustica e sono sicuramente molto belli da vedere nelle città.I giardini verticali sono assolutamente supportati dalle facciate in termini di peso, e possono essere realizzati in qualunque parte del mondo ci si trovi.

L’unico svantaggio è il costo elevato: circa 600 € al mq per le grandi superfici, costo che sale le superfici diminuiscono.Il sistema è brevettato e l’autore non si preoccupa delle imitazioni, anzi dice di esserne lusingato.Due magnifici esempi di giardini verticali:CAIXA FORUM, Madrid – Herzog & de Meuron: il centro culturale spagnolo, inaugurato a Febbraio 2008, ha adiacente ad esso, sulla facciata dell’edificio confinante, 600 mq di giardino verticale che fa da sfondo alla piazza antistante il centro.Musèe du quai BRANLY, Parigi – Jean Nouvel.Il fronte principale del museo parigino è costituito da un alternarsi di cubi colorati che si susseguono lungo la facciata e l’intero fronte è chiuso da un giardino verticale di 800 mq con 15.000 piante di 150 differenti specie provenienti dal Giappone, Cina, Europa centrale e USA. Il giardino incornicia finestre quadrate che hanno senz’altro un affaccio privilegiato.Il sito di Patrick Blanc:www.verticalgardenpatrickblanc.com
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