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"Brian Il fatto che figuri soltanto al 39° posto della classifica dei migliori chitarristi di tutti i tempi, redatta dalla rivista Rolling Stone, è uno scandalo piuttosto noto, ma che Brian May, oltre ad essere un fantasmagorico chitarrista, sia un geniale "liutaio" -nonché un professore laureato in fisica ed astronomia- pochi lo sanno. Difatti la sua migliore impresa non è tanto la creazione di brani come Who Wants to Live Forever o The Show Must Go On, e nemmeno quella di aver fondato di fatto i Queen (fu lui e un certo Tim Staffel -altro carneade del rock- a dar vita agli Smile, primo nucleo storico dei Queen), la sua impresa più grande è stata la costruzione dell’eccezionale Red Special, ovvero la stessa chitarra che lo ha accompagnato per tutta la sua strabiliante carriera.
 Un pezzo unico e raro che non ha paragone, per la sua qualità, nel mondo della produzione chitarristica, costruita con l’aiuto del padre ingegnere e che costò in totale solo 8 sterline. Il nome Red Special deriva dalla colorazione rossastra del mogano e dall’unicità dello strumento, May vi aggiunse il suo genio e un sistema di sua circutazione da lui inventato che permette una gamma di oltre 20 diverse combinazioni di suono. Alcuni amici di Brian la chiamarono "The Fireplace" (dall’inglese, "Caminetto") in quanto la chitarra fu costruita usando pezzi di legno di un vecchio caminetto.
 Ora, un passo alla volta, entreremo nel dettaglio (per quanto possibile) di questo mito del rock.

Meccaniche – La scelta di Brian per quanto riguarda le meccaniche all’epoca cadde su delle economiche meccaniche. Negli anni ’80 e più tardi cambiò svariate volte le meccaniche, non si sa di preciso quali modelli ma si pensa a degli schaller M6 e poi a dei Grover. Dopo il restauro avvenuto nel 1997, il liutaio australiano Fryer decise di montare degli Schaller autobloccanti modificati con bottoncini bianchi gotoh che riproducono lo stesso effetto delle prime meccaniche montate all’epoca della costruzione.

 Corpo e manico – Formato da due blocchi di listellare (blockboard), utilizzati per risparmiare sul materiale, avvitati e incollati uno sopra l’altro da cui vengono ricavate le due camere tonali, una nella parte sinistra e una nella parte destra contenente l’elettronica, e l’alloggiamento del tremolo. La sezione centrale in cui viene avvitato il manico e dove viene installato il tremolo è composta da due inserti di quercia (ricavati da un vecchio tavolo), che servono a irrobustire la struttura (il listellare col tempo non riuscirebbe a sostenere la tensione esercitata dalle corde). Il corpo è tutto impiallacciato con del mogano nel parte posteriore, superiore e ai lati per nobilitare la scarsa qualità dei legni adottati. il binding (bordi del corpo) è in plastica bianca ABS (Brian e suo padre avevano utilizzato un paraspigoli per mensole) spesso 2mm e alto 3mm! Ai lati del gancio posteriore per la tracolla vi sono due fori che sbucano all’interno della cavità del tremolo dai quali è possibile inserire un giraviti per potere aumentare o diminuire la tensione delle molle del tremolo senza dover smontare il battipenna.

 Manico – Il manico è un unico pezzo di mogano ricavato da un pezzo di camino dell’800 (da quì il nomignolo "fireplace") stagionato da almeno 100 anni quindi ma che presentava anche dei buchi da tarli, ricoperti con dello stucco dai May. E’ abbastanza spesso rispetto ai soliti manici che si trovano in giro (25 mm al tasto zero compresa tastiera) ma non per questo scomodo da suonare. Ha una sezione a V che va dal tasto zero al quinto, diventa poi a C e gradualmente a D verso la fine del manico (in prossimità del tacco). ha un inclinazione di 2°, mentre la paletta ha un inclinazione di 4° che NON comincia subito dopo il capotasto in Bakelite (tipo le Les Paul o le PRS). E’ un manico avvitato composto da un bullone da 10 mm nella parte alta del tacco (nascosto dalla tastiera incollata sopra) che sbuca nella parte posteriore del corpo e che viene stretto con una rondella e un dado. Le due viti nella parte bassa del tacco formano un triangolo insieme al bullone, scelta a detta di molti non casuale dato che il triangolo è una forma geometrica perfetta. Il truss rod è autocostruito e sbuca nel tacco del manico e si avvolge al bullone di fissaggio (Brian non lo ha mai usato dato lo spessore del manico).

 Tastiera – La tastiera è in quercia (I May non potevano permettersi una tastiera in ebano) dipinta di nero con segnatasti in madreperla bianca (ricavati da bottoni presi dalla cesta per il cucito della madre) e sono stati sagomati a mano dandogli una circonferenza di 6 mm. Ha 24 tasti più un tasto zero (più alto del resto dei tasti e costituisce il vero capotasto della chitarra). Il capotasto è in bakelite marmorizzata marrone degli anni ’60; in realtà non è un vero capotasto ma piuttosto una guida per le corde, mentre il vero capotasto, come si diceva prima, è il tasto zero. Il diapason è di 610 mm (24") e il radius è di 7,25".

 Ponte – Il ponte è artigianale, costruito da Brian nell’officina della scuola. E’ formato da sei piccoli blocchi indipendenti di alluminio con un altezza che segue la raggiatura della tastiera. I Blocchi di alluminio sono avvitati al corpo tramite delle viti. Nella parte superiore di ogni blocco vi è un piccolo rullo e cinque scanalature in cui il rullo va incastrato, spostandolo avanti o indietro a secondo del setup che si da alla chitarra. I rulli consento alle corde di tornare alla posizione e alla tensione originale anche dopo l’utilizzo pesante del tremolo.

 Tremolo – Anch’esso costruito artigianalmente da Brian nelle officine della scuola. è formato da una lama, presa da un coltello della madre, avvitata all’inserto in quercia (rappresenta il fulcro su cui il tremolo oscilla), da un blocco in acciaio anch’esso avvitato alla quercia che serve a bloccare i bulloni. Da un altro blocco basculante in acciaio al quale vengono fissate le corde. La tensione delle corde viene controbilanciata da due molle prese da una vecchia motocicletta, e infine la leva del tremolo presa dal sellino di una bicicletta che metterà in movimento il blocco basculante.

 Battipenna – Il pattipenna è in perpex (metacrilato) nero! lo spessore del battipenna principale è di 3 mm e comprende i fori per i pickup, per gli switch e per i potenziometri ma non comprende il ponte. infatti il battipenna sottostante al ponte è separato dal resto del battipenna, per consentire lo smontaggio dello stesso senza togliere le corde e il ponte. La mezzaluna che copre la cavità del tremolo ha anch’essa spessore 3 mm. le cornici dei pickup e il copri truss rod hanno spessore 2 mm.

Finitura – Tutta la chitarra, a parte la tastiera, è stata colorata con una mistura di mordenti (rosso mogano e marrone) fino ad ottenere il colore desiderato, un rosso-marrone che con i riflessi della luce diventa arancione…bellissimo da vedere. La finitura è stata data su tutta la chitarra, tastiera inclusa, con la rustin’s plastic coating, una vernice poliuretanica che da un effetto vetrato e che non ingiallisce col tempo.

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Pickup – Inizialmente i May costruirono da se i pickup (Harold era appassionato di elettronica e Brian seguiva molto incuriosito dalla passione del padre). Principalmente erano dei normali single coil che differivano per il modo in cui si collegavano al circuito. Infatti essi presentavano due cilindri di metallo sotto la base del pickup che si inserivano nei rispettivi fori nel corpo della chitarra! Da quei fori uscivano dei fili conduttori che andavano a collegarsi al circuito. Quando i pickup erano nelle loro sedi, i fili presenti nei fori e i cilindri di metallo dei pickup erano in contatto e quindi si chiudeva il circuito. Questo espediente consentiva la possibilità di poter togliere i pickup dalla chitarra ogni volta lo si volesse, senza togliere la saldatura dei fili. Però i pickup non funzionavano a dovere, un pò per il ronzìo un pò per il volume basso, la scelta ricadde sui burns trisonic (che Brian vide un giorno in una vetrina di un negozio musicale) modificati da Harold che riavvolse i fili delle bobine e mise della resina epossidica all’interno per diminuire l’effetto microfonico. I pickup del manico e centrale sono stati avvolti in modo normale (in senso orario), il pickup del ponte è stato avvolto nel senso opposto (senso antiorario). Particolare è la scelta di montare i pick up in serie per avere un segnale di uscita alto e permettere di combinare con gli switch (circa 25 combinazioni) i single coil facendoli diventare degli humbucker.

 Circuito elettrico e switching  – I controlli principali sono una manopola per il volume, una per il tono e un sistema di switching esclusivo di questa chitarra: la Red Special monta tre piccoli switch, uno per ogni pickup, che permettono la disattivazione dei pickup stessi, ed altri tre per metterli o meno in fase fra loro, modificando il suono fra tonalità tipiche degli humbucker (2 o 3 pickup in fase) e suoni brillanti e cristallini (qualunque combinazione in contro-fase). Quando i pickup sono in contro-fase, infatti, la loro caratteristica è quella di eliminare certe frequenze dando in risposta un suono tipicamente nasale e ottenibile solo da pickup con controllo di fase. Altre chitarre elettriche montano questo sistema, ad esempio la Fender Jaguar o la Fender Mustang.

Esempi della versatilità tonale della Red Special si trovano in tutta la discografia dei Queen, dal solo fuori fase di Bohemian Rhapsody ai toni aggressivi di I Want It All o Hammer to Fall, passando per il blues sofisticato di Sleeping on the Sidewalk e le bizzarrie sonore di I’m Going Slightly Mad e Brighton Rock.

 Plettro – Altro segno distintivo del mito, il plettro usato è una moneta da 6 pence, scelta per il suo profilo caratteristico e l’attacco particolarissimo conferito alle note suonate, che permette la creazione di effetti sonori molto particolari variando leggermente inclinazione, forza sulle corde e posizione del "plettro". Nei casi in cui sia necessario un suono dotato di minore attacco e tendenzialmente più morbido, Brian suona utilizzando il dito indice per pizzicare le corde al posto del plettro.

 Ricordiamo infine che numerosissime sono le repliche realizzate da numerosi fan di Brian in tutto il mondo, tra queste c’è anche quella del liutaio italiano Giuseppe Gobbi, la Legg il costo della cui replica supera i 2000 euro.
 Rescisso il contratto con la Guild, prima azienda produttrice della replica ufficiale della Red Special, e rilevata la produzione delle repliche ufficiali della Burns, Brian May ha costituito una sua azienda, la Brian May Guitars, che produce le attuali repliche ufficiali della sua storica chitarra.