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"rom"

Sono circa una sessantina gli attivisti e gli amministratori della Lega Nord che stanno attuando il presidio nell’area in cui dovrebbe sorgere il nuovo campo nomadi a Mestre. Tra i presenti, anche il deputato Corrado Callegari, e un esponente di Forza Italia, il presidente del consiglio comunale di Venezia, Renato Borasio.
"Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari – ha detto il capogruppo della Lega in consiglio comunale, Alberto Mazzonetto – con questa iniziativa ha tradito i veneziani. I costi del campo incideranno sulla finanza locale e impediranno altre opere che sono prioritarie. A Venezia c’é una emergenza abitativa per almeno 2000 persone, sfrattate o prive di casa: i soldi per il campo dovevano andare a loro. Per Cacciari vengono prima i nomadi che i veneziani indigenti".
Se un minimo questi indegeni verdi conoscessero la storia della "serenissima", capirebbero come questa sia stata da sempre crocevia di popoli e come dalla sua ospitalità abbia tratto splendore e forza, come la sua ricchezza culturale si debba alla sua grande capacità di accoglienza.
Il giudizio del sindaco sul nuovo blitz leghista non si è fatto attendere: "la Lega cerca evidentemente lo scontro – afferma – ma noi andiamo avanti. Prima o poi si stancheranno". Sulla possibilità dell’uso della forza, il sindaco precisa tuttavia che sta "alla Questura decidere come muoversi, non al Comune". "E’ un’iniziativa vergognosamente strumentale – prosegue Cacciari -, priva di ogni fondamento". "La decisione di istituire il campo – ricorda – risale addirittura al 1997, è stata approvata da tutti i consigli comunali possibili, e la richiesta di sospensiva è stata rigettata dal Tar". Il sindaco sottolinea peraltro che le persone che si insedieranno nel campo "sono cittadini veneziani a tutti gli effetti, di seconda e terza generazione, esattamente come parte di coloro che stanno manifestando. I loro figli – conclude – vanno a scuola da anni, i genitori lavorano, regolarmente, nella raccolta del ferro. Ripeto, è una protesta totalmente strumentale".
Intanto, ieri, a Bari, nella cornice di un campo Rom debitamente addobbato a festa per iniziativa della cooperativa Artezian (fondata da 5 rom offre servizi come lavori pulizie, piccoli traslochi, facchinaggio, giardinaggio, recupero di materiale ingombrante e una piccola sartoria per le donne), si è svolta una festa-incontro offerta dai Rom stessi ai cittadini baresi, nella quale si è, tra balli, canti e lauti spuntini, manifestata l’idea fondamentale di reciproca conoscenza, per evitare le tristi derive razziste che si stanno verificando nel resto del paese. Bari insomma batte Venezia, sempre che la dignità dei veneziani non risorga a tacitare le deliranti rivendicazioni dei leghisti.

"Alitalia"

A.A.A. CORDATA ITALIANA CERCASI – Dopo due mesi dalla famosa promessa dell’attuale presidente del consiglio Silvio Berlusconi, si attende ancora la famigerata cordata di imprenditori italiani che dovrebbero salvare l’Alitalia. Intanto la British Airwais sostiene non sia stato giusto il sostengo del governo italiano ad Alitalia perché altera la concorrenza: "la Ue dovrebbe intervenire in modo netto, prendendo una posizione chiara contro questo intervento", afferma Willie Walsh, amministratore delegato della British Airways.
Tutti gli istituti di credito e le imprese italiane coinvolte nelle voci di un intervento per l’acquisizione della compagnia di bandiera, hanno fino ad ora smentito categorigamente, l’unico finanziatore certo rimane quindi il popolo italiano, che, se l’Alitalia entro gennaio non dovesse risolvere i suoi problemi economici, vedrebbe gravare sulle proprie tasche questo atto di supremo quanto demagogico patriottismo. Viva l’Italia, viva l’Alitalia, viva noi che alla fine paghiamo sempre.

"Bolzano"

BOLZANO, ESAME DI AMMISSIONE ALL’ASILO – E come ciliegina sulla torta di questa tendenza alla divisione etnica, arriva da Bolzano la preoccupante notizia di un esame di ammissione per i bimbi di una scuola materna. Il bambino deve saper dimostrare di conoscere il tedesco o se no via, in un altro asilo, magari distante chilometri dalla propria zona di residenza. L’esame posto da un asilo tedesco sta dividendo la città del sud-tirolo. Da una parte la Sudtiroler Volkspartei che vuole "garantire la sopravvivenza culturale ed etnica della minoranza tedesca" e chiede (assieme ad Alleanza nazionale) gli elenchi dei bambini iscritti per capire quanti siano gli "italiani". Dall’altra il Pd ed i Verdi che per questo esame di lingue e per il rifiuto di aprire "scuole miste" minacciano di rompere giunte e alleanze. "Non accettiamo – dice Christian Tommasini, segretario del partito democratico – i diktat dell’Svp. Noi vogliamo sezioni con una maestra italiana e una tedesca, altrimenti salterà l’accordo di coalizione per le prossime elezioni d’autunno". Il verde Riccardo Dello Sbarba, presidente del potente Consiglio provinciale, dice che i test linguistici sono illegali. "Si vogliono schedare i bambini per costruire un catasto etnico già alla scuola materna".
Oswald Ellecosta, capogruppo dell’Svp in Consiglio comunale,  è l’uomo che vuol fare l’esame di ammissione all’asilo. Mette subito le mani avanti. "Guardi, si tratta di un esamino. "Come stai? Ti piace giocare con la palla?" Tutto qui. Il problema è serio. La scuola, per noi che nel 1919 e nel 1946 siamo stati strappati all’Austria, è l’unico luogo in cui possiamo salvaguardare uno dei pilastri della nostra etnia: la lingua.
Etnia, lingua, tradizione…noi ci chiediamo ha ancora senso tutto ciò?