Tempo di lettura: 2 minuti

Terry Gilliam è il secondo grande ospite internazionale presente alla quarta edizione Matera Film Festival, che si terrà nella “Città dei Sassi” dal 30 settembre al 7 ottobre.  Tra i fondatori dei Monty Python, il regista di Banditi nel tempo, Brazil, Le avventure del Barone di Münchausen, La leggenda del re pescatore, L’esercito delle 12 scimmie e Paura e delirio a Las Vegas terrà una masterclass e incontrerà il pubblico del Matera Film Festival per raccontare il suo percorso artistico, i retroscena dei suoi film e i suoi progetti per il futuro. Illustratore, disegnatore d’animazione, comico, scrittore si è affermato negli anni Ottanta come regista dal tratto fantastico, surreale e visionario; nelle sue opere sono ricorrenti i suoi temi prediletti: la fuga, la perdita d’identità, la descrizione di un universo angoscioso e la città vista in chiave distopica e postmoderna. “Avremo l’onore di ospitare un genio del cinema – secondo Dario Toma, presidente del Matera Film Festival – che farà il pari con un altro visionario della settima arte,  presidente di giuria lungometraggi di questa edizione: Peter Greenaway”.

Manifesto Ufficiale MFF 2023

Il Manifesto del Matera Film Festival 2023, ad opera del visual artist Silvio Giordano, ha come protagonisti dei bambini in cammino verso un futuro misterioso. Con loro c’è Giuliana, la balena del Matera Film Festival simbolo di letteratura, cinema e metafora del rispetto verso il pianeta Terra e gli animali. Le bambine invitano il pubblico a seguirle verso la luce, verso un salto evolutivo dell’umanità. Come nel film l’Esercito delle 12 scimmie di Terry Gilliam sperano in un futuro privo di pandemie, guerre, crisi climatica e dove gli animali possano vivere liberi.

Premi d’onore Matera Film Festival

In un percorso ideale di avvicinamento all’inaugurazione della kermesse, il 13 settembre alle 21,45 nella splendida cornice del Circolo Antico Tiro al Volo di Roma saranno consegnati i premi d’onore Matera film festival a Barbara Bouchet e Alessio Lapice.

Redazione

Lsd sta per Last smart day, ovvero ultimo giorno intelligente, ultima speranza di una fuga da una cultura ormai completamente omologata, massificata, banalizzata. Il riferimento all'acido lisergico del nostro padre spirituale, Albert Hofmann, non è casuale, anzi tutto parte di lì perché LSDmagazine si propone come cura culturale per menti deviate dalla televisione e dalla pubblicità. Nel concreto il quotidiano diretto da Michele Traversa si offre anzitutto come enorme contenitore dell'espressività di chiunque voglia far sentire la propria opinione o menzionare fatti e notizie al di fuori dei canonici mezzi di comunicazione. Lsd pone la sua attenzione su ciò che solletica l'interesse dei suoi scrittori, indipendente dal fatto che quanto scritto sia popolare o meno, perciò riflette un sentire libero e sincero, assolutamente non vincolato e mosso dalla sola curiosità (o passione) dei suoi collaboratori. In conseguenza di ciò, hanno spazio molteplici interviste condotte a personaggi di sicuro spessore ma che non trovano spazio nei salotti televisivi, recensioni di gruppi musicali, dischi e libri non riconosciuti come best sellers, cronache e resoconti di sport minori, fatti ed iniziative locali che solitamente non hanno il risalto che meritano. Ma Lsd è anche fuga dal quotidiano, i vari resoconti dai luoghi più suggestivi del pianeta rendono il nostro magazine punto di riferimento per odeporici lettori.