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Chiedo scusa per questo intervento poco ortodosso, e perché farò un uso personalistico del mezzo LSD magazine, che voglio ribadire è di tutti e non limita l’accesso ad alcuno. Ad ogni modo, per quanto questo sia un messaggio dal contenuto all’apparenza piuttosto insolito, rispetto al contenuto dei precedenti articoli, esso persegue comunque il nostro intento, poco giornalistico, di essere sinceri. Sarà comunque un breve messaggio, perciò abbiate pazienza.

Ieri, sono stato testimone di un piccolo episodio. Ero in chiesa, in fondo all’assemblea, come al solito, in piedi, come spesso mi accade. C’erano le comunioni, la prima fila era dunque occupata dai bimbetti tutti bianchi che attendevano di essere comunicati per la prima volta. Per loro era festa, ma anche per i genitori seduti una fila più dietro. Un giorno importante per questi ultimi, un giorno del tipo, "oggi non voglio che niente venga a disturbare la mia felicità". Pensiero umano e comprensibile, ma se venisse Cristo in persona a disturbare?
Una vecchina, stanca ed affannata si è infatti presentata ad uno di questi genitori, che alzatosi per uscire un attimo dalla chiesa, ha liberato momentaneamente un posto. Lei ci si è seduta -sembrava averne un gran bisogno- nonostante le proteste della moglie del primo. Ma al ritorno del marito, la vecchia ha dovuto sloggiare."Oh, è un giorno importante, mica posso stare in piedi?!", sembravano dire i gesti con cui ha invitato e convinto la signora ad alzarsi. Bè, potete essere o non essere cristiani, potete credere o non credere in ciò che volete, ma non può non apparirvi il gesto del genitore un gesto egoistico o quanto meno protettivo rispetto ad interessi individuali o presunti diritti.
In ogni caso non vi ho raccontato questo episodio per fare la morale ai miei "fratelli egoisti", ma per un preciso senso di colpa che mi porto dentro appunto da ieri. Mi sento in colpa perché, pur non potendo cederle il mio posto (io ero in piedi come lei), avrei potuto magari avvicinarmi ad un’altro qualsiasi signore seduto (magari non un genitore dei comunicanti) e chiedere di rinunciare al suo posto per la vecchina. Non l’ho fatto, primo perché ho pensato, in nome di un pregiudizio, che nessuno avrebbe voluto privarsene o quanto meno nessuno avrebbe gradito la mia intromissione; secondo perché non sono abbastanza coraggioso. Sì, io sono bravo a denunciare questo o quello, ma al momento dell’azione…
In ogni caso il cocente senso di colpa che avverto mi rende conto di una preziosissima lezione, che è il nucleo di questo messaggio: quando non puoi materialmente intervenire per limitare o soccorrere la sofferenza altrui, il tuo dovere è intercedere presso chi può perché sia costui ad intervenire.
Insomma, che siate cristiani, cattolici, musulmani, protestanti, ebrei, indiani, atei, o altro, il vostro dovere da essere umani è quello di "rompere le palle" a chi può e ha i mezzi materiali per cambiare questo stato di cose fondato su un annichilente individualismo, che ci sta via via trasmormato in insensibili isolati stretti stretti alle nostre misere cose materiali, alle nostre misere vite.