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 Disegni di Francesco Cascella. Elaborazione grafica di Marko Perutovic.

 La Signora Maggioranza è una creatura relativamente infelice, che si sente un po’ sola, un po’ isolata, per cui, quando si volge alla televisione, spera di trarne l’immagine di un mondo più allegro di quello in cui trascorre le sue giornate. Ove produttori e finanziatori di programmi televisivi sappiano comprendere le sue aspirazioni profonde, ne saranno ampiamente ricompensati sul terreno delle vendite. Essa soffre di un senso di estraniazione dal mondo, che la spaventa e le riesce incomprensibile; e di un senso di solitudine mentre accudisce alle faccende di casa. I programmi pomeridiani devono perciò offrirle il calore di una presenza simpatica. Sarà forse per questo che dai personaggi che compaiono al pomeriggio sugli schermi televisivi emana perennemente una straordinaria giocondità?
I produttori di programmi televisivi, di contro, sono stati messi in difficoltà dal nostro occhio e orecchio interni. Si è potuto constatare, ad esempio, che una trasmissione può essere troppo emozionante per servire allo scopo. A volte, una trasmissione, per quanto eccellente e gradita dagli spettatori (ad esempio una serie di emozionanti “misteri “ polizieschi) crea una sorta di “frenesia emozionale “, la quale, se da un lato, temporaneamente, eccita il pubblico, dall’altro tende a “paralizzarlo “. A riprova di tali affermazioni, si possono citare numerosi studi scientifici condotti su persone in stato di estrema tensione, quella stessa, cioè, che un buon dramma poliziesco è tenuto a provocare. Uno psicologo della Università di Columbia, il dottor J. A. M. Meerloo, scoprì, che sotto l’effetto di un panico improvviso “gli individui mantengono un comportamento curiosamente impassibile… il loro cervello non gli suggerisce nessuna soluzione; sono come congelati nello spazio; non pensano a nulla… Molte persone, appena uscite da questo stato di panico, affermano di non ricordare nulla di quanto è accaduto durante la crisi. Nessuno, quando si trova in tali condizioni, è in grado di intraprendere una qualsiasi azione, mentale o fisica”.
Se ne trae la conclusione che lo stato, sia pur minimo, di panico provocato dai drammi polizieschi, per quanto emozionante e dilettevole al pubblico, produce negli spettatori una perdita di memoria inconscia, impedendo loro di captare il consiglio dell’annunciatore che li esorta a scendere difilato in strada a comprare il prodotto pubblicizzato. Ne consegue che i programmi nelle fasce pomeridiane, ove cioè il pubblico che si addensa ai televisori è più che altro un pubblico di buoni compratori, debbano essere più pacati, come detto giocondi ed insomma poco emozionanti, o ancor meglio, devono dispensare facili e superficiali emozioni come la commozione per i drammi altrui o l’alternanza delle mode e degli amori dei vip.
 Al contrario di quanto detto, il vostro psichiatra, asserisce che l’acquisto e  l’uso di LSD non necessita l’attenuazione delle emozioni, ma al contrario una forte voglia di provarne tante e di più disparate, ma soprattutto frutto del caso e non della programmazione televisiva.