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Le “Intuizioni Creative” di Enzo Dota al servizio del turismo e della valorizzazione delle ricchezze italiane

9 Gen 2015 | Nessun Commento | 2.554 Visite
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enzo-dota1Intuizione e creatività per trasformare le idee in progetti concreti. Questa la mission di un’azienda giovane, come già il nome – “Intuizioni creative” appunto -promette. Nato a Foggia 15 anni fa, il gruppo si avvale di un team di esperti nel campo del marketing e dell’informatica a servizio delle imprese ma non solo. Anche il territorio e le sue ricchezze possono diventare terreno di sperimentazione per processi innovativi, in cui tecnologia e strategia si mettono al servizio della promozione e del turismo. Abbiamo incontrato Enzo Dota, vulcanico leader del gruppo per farci raccontare progetti e “intuizioni” in cantiere.

La tua azienda ha dato vita a una innovativa piattaforma chiamata Flywheel. Come funziona e quali sono le sue potenzialità?

Flywheel è un sistema nato da un’osservazione molto semplice. Nel nostro paese tutti parlano di turismo, di valorizzazione dell’agroalimentare e di cultura ma questi argomenti sono trattati come entità separate. Io ho fatto tesoro della mia esperienza personale – prima di fare questo ho lavorato come esperto di flussi aziendali – e ho guardato al territorio come a un’azienda. Mi sono chiesto quale potesse essere la leva giusta per poter divulgare un territorio nella sua interezza. Ho pensato quindi di puntare sui nostri prodotti agroalimentari, utilizzandoli come volano – Flywhell vuol dire proprio questo – per parlare di tutto quello che c’è attorno. Sono partito sviluppando un e-commerce di prodotti agroalimentari ma mi sono reso conto che non potevo vendere tutto, che dovevo rivolgermi alle attività, alle associazioni, a coloro che fanno realmente le cose sul territorio. Ho capito che avevo bisogno di sviluppare un processo bottom up, insegnando agli stessi attori del sistema metodologie nuove di promozione delle proprie proposte. E chi può far emergere la vera essenza di un territorio se non le guide turistiche? Ho costruito quindi una piattaforma informatica in cui ogni guida potesse inserire la propria lettura dei luoghi, la propria offerta, entro un confine territoriale, iniziando dalla Daunia. Quando ho raggiunto un buon numero di proposte ho collegato la possibilità di conoscere i prodotti agroalimentari e le attrattive culturali dei luoghi. La piattaforma non è solo uno strumento informatico ma è un’innovazione di processo che permette davvero di fare integrazione territoriale con un sistema esportabile ovunque. Intendo rete reale perché mette assieme tutti gli attori che operano sul territorio: se sono in un albergo, attraverso strumenti tecnologici adeguati, posso avere notizie dettagliate sulle offerte turistiche, sui prodotti tipici e posso addirittura prenotare le mie esperienze o acquistare i prodotti.

“Daunia da vivere” e “Daunia in tavola” sono i primi due portali che sfruttano le potenzialità del sistema flywheel. Come?

“Daunia in tavola” nasce per raccontare tutto quello che ruota attorno ad un prodotto agroalimentare della zona: i luoghi da cui proviene, chi lo produce e come, dove è possibile acquistarlo. Ma non solo. Attraverso il portale posso contattare direttamente il produttore, avendo garanzia di originalità e qualità di quello che sto acquistando. In questo modo il sistema dà anche garanzie contro la contraffazione dei prodotti. “Daunia da vivere” offre invece esperienze turistiche, i due portali sono strettamente collegati, per promuovere il brand Daunia nella sua interezza. Abbiamo iniziato a sperimentare le potenzialità del sistema Flywheel partendo dal nostro territorio, ancora turisticamente poco conosciuto. È un’impresa abbastanza difficile senza il sostegno di enti locali e istituzioni pubbliche che decidano di puntare su questa area dalle potenzialità attrattive ancora inespresse.

Strettamente correlato è il progetto del corner multimediale. Come funziona?

L’idea del corner nasce rivolgendosi a chi non ha ancora dimestichezza con la tecnologia. Il corner viene installato direttamente nei luoghi in cui si trova l’utente, in alberghi, ristoranti e racconta, attraverso uno schermo interattivo, tutto quello che ruota attorno alle tipicità, collegandosi anche in questo caso alle offerte turistiche del territorio e ai produttori che vendono direttamente i loro prodotti. Per ora sono stati installati in molte strutture del Gargano, ma stiamo lavorando per esportare questo strumento anche fuori. Prossimamente saranno a Londra e Cambridge.

Voi proponete a imprenditorie e produttori un “contratto di rete”. Puoi spiegarci meglio?

Abbiamo creato una “Rete del Mediterraneo”. Abbiamo iniziato a lavorare mettendo assieme molti attori diversi presenti sul territorio per cui abbiamo immaginato di istituire un contratto virtuale fra tutti.

Come stanno andando questi primi mesi di vita del progetto? Che risposta c’è dagli attori interessati sul territorio? E dall’utenza?

Non ti nego che all’inizio ero guardato come un marziano. Però poco a poco la cosa ha preso piede e sono riuscito a far comprendere le potenzialità di questo tipo di gestione. I nostri luoghi sono pieni di persone che hanno voglia di sperimentare e innovarsi. C’è gente che vuole costruire mettendo la propria forza assieme a quella degli altri. Anche gli utilizzatori finali del sistema sono in crescita. È uno strumento che funziona molto nell’arco di 300 km, in Puglia ma anche in Basilicata, Campania. Gli abitanti di un luogo sono i primi ad avere voglia di riscoprirlo.

Il format può essere esportato ovunque. Avete già in mente altri territori in cui realizzare lo stesso progetto?

Si certo. Stiamo già lavorando in Basilicata, in Molise ma anche sulla Murgia.

Smart Wine invece è un’applicazione specifica per il settore vitivinicolo. Come funziona e cosa offre?

Il concetto alla base è esattamente lo stesso di “Daunia in tavola” e “Daunia da vivere” ma applicato questa volta al settore del wine. Su una bottiglia di vino non si trovano molte informazioni sulla cantina che lo produce, per questo abbiamo immaginato un’applicazione utile al produttore per fornire tutte le notizie sulla sua storia, sugli eventi promossi, sui punti vendita, e al consumatore per sapere tutto ciò che ruota attorno ala scelta di un vino. Grazie all’utilizzo di QR code una bottiglia è in grado di parlare, inoltre con la geolocalizzazione ogni consumatore riesce a localizzare esattamente la cantina in cui trovare il prodotto e con l’e-commerce può fare direttamente un ordine.

Quali nuove “intuizioni creative” sono in lavorazione?

Un’anteprima di cui voglio parlarti è il nostro nuovo progetto EAD. Un’idea ancorasviluppata in Italia, questa volta a servizio della politica. È uno strumento ideato per i politici o aspiranti tali che vogliano mettersi in contatto diretto con i propri elettori, reali o potenziali. Questa nuova applicazione permette di parlare con i cittadini su temi importanti attraverso dei sondaggi: ogni politico può lanciare domande su temi specifici e, attraverso le risposte, comprendere bisogni e opinioni dei cittadini, testare il gradimento delle proprie azioni, indirizzare la propria campagna elettorale. È uno strumento che permette alla politica di parlare una lingua giovane, arrivando proprio a quelle nuove generazioni che sono le più disilluse e lontane. Per i cittadini è uno strumento efficace di partecipazione e di democrazia dal basso.

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