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“L’uomo nero”, una commedia agrodolce di Sergio Rubini con la Puglia protagonista

3 Dic 2009 | Nessun Commento | 4.980 Visite
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“L’uomo nero” sergio rubini, riccardo scamarcio, valeria golinoIl regista e attore Sergio Rubini insieme con gli attori protagonisti Valeria Golino, Riccardo Scamarcio Mariolina De Fano e Vito Signorile, insieme a Oscar Iarussi, Presidente dell’Apulia film commission sono arrivati al Multisala Galleria di Bari per presentare il nuovo film del regista pugliese “L’uomo nero”.
Il film è una commedia sentimentale ambientata negli Anni ‘60 interamente girata in Puglia, che vede come protagonisti oltre gli intervenuti alla conferenza di presentazione Anna Falchi, Margherita Buy (immancabile nei film di Rubini), Fabrizio Gifuni, Maurizio Micheli (anch’egli di origini pugliesi). La sceneggiatura è firmata da Carla Cavaluzzi e Domenico Starnone, la fotografia è di Fabio Cianchetti, le scene sono di Luca Gobbi, i costumi sono stati realizzati da Maurizio Millenotti.
“Il motivo primo per cui ho voluto fare questo film – dichiara subito l’attore/regista Rubini – è stato quello di tornare a lavorare con lo sceneggiatore Domenico Starnone, con cui condivido molte cose. Ad esempio abbiamo tutti e due un padre che è stato ferroviere, e che aveva ambizioni artistiche. Insieme a Carla Cavalluzzi, che è la mia collaboratrice abituale alla sceneggiatura, formiamo un gruppo di lavoro variegato ma del tutto armonioso. L’uomo nero può essere visto come un film autobiografico? “Non direi, possiamo forse chiamarlo una sincera menzogna. Alla fine i film che raccontano più di me sono quelli in cui la mia storia viene filtrata attraverso la fiction di altre storie.
“L’uomo nero” sergio rubini, riccardo scamarcio, valeria golinoPassando agli attori, abbiamo chiesto a Riccardo Scamarcio cosa contraddistingue Sergio Rubini come regista: “Prima di tutto la sua volontà ferrea di fare tutto al meglio. Con noi attori, cosa rarissima e preziosa che purtroppo altri registi non fanno, ha preteso prima di iniziare le riprese un periodo in cui potessimo provare insieme i nostri rispettivi ruoli. E’ un lavoro assolutamente fruttuoso poter discutere e lavorare sul personaggio senza dover per “incontrarlo” per la prima volta sul set.
Valerio Golino – Sergio è attento ad ognuno di noi: ad esempio con me ha tentato di improntare un lavoro di interpretazione più esplicito, evidente. Io che di solito tendo ad andare a sottrarre quando mi calo in un personaggio ero abbastanza spaventata, avevo paura di sembrare ridicola. Ma Sergio ha insistito, e devo dire che il risultato è molto coerente sia con il resto delle prove d’attore che con il tono del film.”
Dopo “Colpo d’occhio” questo è il secondo film di fila in cui Rubini in qualche modo sbeffeggia la critica d’arte, ne L’uomo nero impersonata dai due caratteristi Maurizio Micheli e Vito Signorile: “Questa volta posso affermare che la critica non c’entra nulla col mio film: i due personaggi che parlano di critica stanno a rappresentare l’immobilismo ed il pregiudizio che risiedeva e purtroppo ancora risiede in molta cosiddetta “cultura” al Sud. Io non ce l’ho con la critica, tutt’altro. Questo in sintesi ciò che ci hanno raccontato i protagonisti di L’uomo nero, commedia agrodolce che potrete trovare in sala dal prossimo 4 dicembre, distribuito dalla 01 in circa 200 copie. Il tour promozionale del regista e del cast, continuerà il giro pugliese alle 18 alla Melacca a San Vito dei Normanni, città che insieme a Gravina di Puglia, Mesagne e Oria, ha ospitato le riprese del nuovo lungometraggio di Rubini. Infine, alle 21, il regista e gli attori saranno nuovamente al Galleria per salutare il pubblico barese.

SINOSSI

Gabriele Rossetti, quarantacinquenne realizzato, torna in Puglia per l’estremo saluto al padre morente. Le ultime parole dell’anziano uomo risvegliano in lui ricordi lontani. Siamo negli anni ’60. Gabriele ora è un bambino vivace. Il papà, Ernesto, è il capostazione del paese, la mamma, Franca, insegna lettere nella scuola media. La vita del piccolo Gabriele scorrerebbe alla perfezione, se non fosse per gli sbalzi d’umore del padre: Ernesto infatti soffre vedendo la propria passione per la pittura, una vera e propria vocazione, costantemente frustrata dalla supponenza di alcuni compaesani. Sarà un anno importante per Gabriele quello narrato in questa storia, trascorso tra i giochi con gli amichetti d’infanzia e le incomprensioni con il padre, mitigate dalla dolcezza severa della mamma. Un anno che segnerà il bimbo e getterà le basi per la sua maturazione. Di nuovo i giorni nostri. Gabriele adulto deve occuparsi della sepoltura del vecchio genitore. Passa la notte nella casa della sua infanzia e lì fa una scoperta che modificherà profondamente la prospettiva secondo cui ha sempre guardato suo padre.

Galleria  foto di Gigi Peluso con i protagonisti del film durante la confenza stampa introdotti da Oscar Iarussi
Golino Mariolina Signorile 
trio Rubini

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