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Di: Lucia Ruggiero

Wired along. Alberto Iovene e le sue note come filo conduttore del jazz

18 Marzo 2011 744 Visite Nessun Commento Stampa questo articolo Stampa questo articolo

Alberto Iovene
Sotto le stelle del jazz brillano le note di un nuovo promettente compositore, Alberto Iovene, che ci ha presentato il suo nuovo lavoro, “Wired Along” (Groove Master Edition, 2011), una nuova tappa nell’esperienza musicale del giovane pianista bitontino. Già con il suo primo disco pubblicato nel 2006 dal titolo “Told Notes” avevamo intuito il suo innato potenziale artistico.
Ma facciamo ancora un passo indietro e cerchiamo di conoscerlo meglio. A soli sette anni comincia a spiegare le dita su un pianoforte rimanendone affascinato. Prosegue gli studi di musica classica fino a conseguire il diploma presso il Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari. A diciassette anni si accosta al jazz in seguito all’ascolto di alcuni mostri sacri tra cui Keith Jarrett, Jacques Loussier e Chick Corea. Arricchisce il suo curriculum studiorum artistico seguendo diversi seminari tenuti da artisti statunitensi. È insignito di prestigiosi premi quali il Premio “Soundtrack” –migliore colonna sonora- in occasione del Festival Internazionale Cortolandria del 2009. Iovene continua a far parlare di sé in seguito al successo del suo neo-progetto discografico “Wired along”, ascoltato ed apprezzato durante il tour promozionale a San Mariano (PG), Fano, Acquaviva e Barletta ma soprattutto al Blue Note di Milano, tempio sacro della musica in cui è avvenuta la vera consacrazione di jazzista.
“Wired along” significa letteralmente “legato lungo un qualcosa” perché i brani sono uniti strutturalmente l’uno all’altro, si sviluppano seguendo un filo conduttore, “un filo - dice - che lega il nostro sentire, le nostre emozioni, le nostre decisioni, il nostro agire quotidiano”.
L’album contiene nove brani dalle note carezzevoli ed appassionanti, frutto del genio creativo di Iovene, più due arrangiamenti di pezzi famosi che rappresentano un personalissimo tributo a due grandi artisti del panorama jazzistico internazionale: “Over the rainbow”che è una delle sue ballad preferite- ci confessa- di H. Arlen e E. Y. Harburg e “Beautiful love” di V. Young, W. King, H. Gillespie e E. Van Alstyne.
Alberto IoveneDopo “Told notes” maturava già da un po’ l’intento di dare alla luce un altro lavoro ed in questi ultimi tre anni si era seduto al piano per comporre alcuni pezzi, tutti “figli della mia ispirazione e passione”-afferma. Gli altri brani, invece, “dormivano” nel cassetto, fissati su un pentagramma in attesa di essere elaborati e quindi incisi in sala di registrazione.
Per questo suo nuovo album il giovane pianista ha suonato al fianco di importanti artisti consacrati alla musica jazz quali Dominique di Piazza (basso a 5 corde), Manhu Roche (batteria) e Daniele Scannapieco (sax tenore) condividendo palco e clamore: si intuisce un’intesa musicale all’interno del gruppo che ha connotato questa felice collaborazione grazie anche all’amicizia che li legava da tempo.
“Wired along” è già presente, a Bari, sugli scaffali della Feltrinelli e della Ricordi, ma non solo: l’album ha varcato il confine della penisola italiana fino a giungere in Europa ed oltreoceano. Ma c’è una buona notizia anche per i cybernauti: l’album è acquistabile in tutte le piattaforme di download digitale quali i-Tunes, Napster, emusic ed altri ancora.
Standing ovation, dunque, per questo artista bitontino che continuerà a stupirci e a deliziarci con le sue note seguendo quel filo conduttore wired along che ci porta a lui e che “sprigiona quel fascio di luce” che Iovene definisce Musica.

Info: http://www.albertoiovene.com/public/wp/

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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