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Un Uomo Tranquillo: film di “vendette” che sconfina nel grottesco

24 Feb 2019 | Nessun Commento | 459 Visite
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un-uomo-tranquillo_4_jpg_363x200_crop_q85Un Uomo Tranquillo (Usa-Gb, Canada, Norvegia, 2019) appartiene al filone delle pellicole sui “giustizieri” che puniscono a morte coloro che attentano ai propri affetti.

Questo film  in particolare, il cui titolo originale è Cold Pursuit, dunque una “fredda ricerca” (dei delinquenti di cui sopra  destinati a pagare il loro debito col sangue, etc.)  è il rifacimento di un’opera dello stesso regista dal titolo Kraftidioten.

Cosa spinge allora sceneggiatori, registi e produttori a reiterare una formula che almeno da 45 anni a questa parte o giù di lì è sempre la stessa (col Giustiziere della Notte con  Charles Bronson del 1974 usato come modello)?

Innanzitutto il gradimento del pubblico, bisognoso di rassicurazioni e ordine (almeno  nell’ambito della  sala cinematografica) laddove assassini spietati e “immotivati” vengono   eliminati  senza processi lunghissimi e sconti di pena di sorta.

Nella fattispecie, di Un Uomo Tranquillo affascina anche l’ambientazione che vede le Montagne Rocciose nei pressi della città di Denver ritratte nel loro splendore invernale, ovvero  ricoperte da tonnellate di neve che ingombrano le strade, rendendo impossibile la viabilità e i collegamenti.

La “spazzaneve”  (anche se con mezzi moderni) è anche  il mestiere del protagonista Nelson Coxman interpretato da Liam Neeson, uomo integerrimo, sposato con Grace (Laura Dern) e con un unico figlio che vive nella stessa baita, Kyle,impiegato presso l’aeroporto locale.

Il giovane viene rapito da una banda di spacciatori che gli pratica una overdose di eroina per punirlo del furto di una partita di cocaina, il cui colpevole è   Dante, suo collega di lavoro.

Da questa ingiustizia parte la spedizione punitiva di Coxman ai danni della gang  di farabutti il cui capo è il “colletto bianco” ed ex liceale- modello e benefattore  Trevor il Vichingo (Tom Bateman, un attore che ricorda Matt Dillon da giovane).

L’uomo, ricchissimo e spietato, ha però un punto debole: il figlioletto ( studente delle elementari, bullizzato in aula) ed è disprezzato dall’ex moglie, di origine indiana (nativa americana) .Dove sta la novità dunque?

La sceneggiatura usa un registro grottesco che si affianca al dramma, con le uccisioni di moltissimi personaggi, segnalate ogni volta  dal nome, cognome e soprannome, quindi da una croce bianca, su schermo nero.

La storia  assume anche dei risvolti comici, voluti,  soffermandosi poi su alcuni caratteristici particolari .

Ad esempio viene impiegato nel ricco cast un buon numero di attori nativi americani , rappresentati in maniera tra il “tradizionale” e delle forme di riscatto inedite.

Costoro infatti svolgono l’attività di spacciatori e trafficanti  di eroina etc e si oppongono alla gang dei “bianchi”.

L’inserimento dei nativi all’interno del contesto e   nella società statunitense si compie quindi col crimine.

Essi però conservano un sottofondo di purezza, o ingenuità, originato da secoli di discriminazione.

Nell’attualità vediamo come  abbigliamento e dei manufatti a loro attribuiti all’interno di una boutique di albergo sia invece made in China.

La receptionist dello stesso hotel scansa una loro numerosa rappresentanza sostenendo che le camere sono “riservate”, ma tale termine, che rimanda alle “riserve” dove le tribù indiane vennero confinate da pregresse e scellerate politiche, viene contestato con la minaccia da parte dei nativi di scrivere pessime recensioni su siti tipo tripadvisor e dunque il posto nell’hotel è almeno  assicurato.

Altri ingredienti, o curiosità,  riguardano una coppia di scagnozzi del boss principale, il Vichingo,che a sorpresa rivelano la loro omosessualità col progetto nascosto di una luna di miele.

Uno dei due, Domenick Lombardozzi, è un attore di origine molisana, mentre gli altri caratteristi (numerosi) sono canadesi come Benjamin Hollingsworth (Dexter, l’altro della coppia- gay) mentre la veterana Laura Dern scompare quasi subito di scena, non essendo il personaggio della moglie funzionale alla trama e alla “vendetta” di Coxman. C’è poi l’inserimento di una orientale, moglie di un ex boss, che sputa sulla tomba di quest’ultimo  dopo che egli  viene eliminato e si allontana con il trolley (era innamorata solo dei suoi soldi).

Il difetto principale del film è quello di un grottesco che spinge troppo  sul pedale del  cattivo gusto.

E’ inutile, ad esempio, mostrare la testa mozzata di Dexter, fatto uccidere per fungere da capro espiatorio,  in troppe e successive  sequenze. Altre scene hanno una violenza  utile alla trama ma compiaciuta, tratto che stona con  la presenza di alcuni bambini in sala (il film non è vietato) purtroppo introdotti alla proiezione per la scarsa sensibilità dei giovani genitori.

Il pubblico che risponde alla chiamata,numeroso, è quello più maturo, mentre è carente o assente quello dei giovani, o degli adolescenti.

Liam Neeson possiede la fisicità e la maturità per il ruolo, mentre il film risalta per una buona regia e soluzioni tecniche accattivanti, in un contesto di trasgressività marcata che trascende la storia (la morte è irrisa e paragonata a un videogioco).

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