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Un anno senza France Gall. La cantante yé yè icona di stile

6 Gen 2019 | Nessun Commento | 604 Visite
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france_gallIl sette  gennaio 2018, in una Francia ancora sconvolta dalla perdita di Johnny Halliday, mancò la cantante France Gall, nata a Parigi nel 1947, icona straordinaria del pop e dello yè yè.

Se poi a queste due morti  si unisce quella avvenuta successivamente ( nell’ottobre 2018)   riguardante  il grande Charles Aznavour, la Francia ha  perso  tre eccellenze artistiche in meno di un anno.
La scomparsa della Gall e di Aznavour è stata comunque commemorata anche in Italia nel sommario degli scomparsi del 2018 su  diversi  siti giornalistici e di cultura.
France Gall nacque a Parigi nel 1947, figlia del paroliere Robert Gall, che scrisse, guarda caso, proprio per Aznavour ma anche per Edith Piaf, una delle più
 grandi cantanti mai esistite sulla faccia della terra.
In Italia è conosciuta soprattutto per la sua partecipazione al Festival di Sanremo del 1969 in abbinamento con  la nostra Gigliola Cinquetti per il brano La Pioggia, che in Francia fu tradotto col titolo di L’Orage.
Ma mentre la Cinquetti si era rivelata nel 1964 proprio a Sanremo con Non ho l’età, la Gall in patria era già una diva, in quanto nel 1963 conquistò il primo posto in classifica con il 45 giri Ne sois pas si bete.
La prima parte della sua carriera va ricordata per la collaborazione col grande cantautore e compositore Serge Gainsbourg, che creò per lei dei successi straordinari molto popolari ancora oggi. Basti pensare a Laisse tomber le filles del 1964. Questa canzone è stata utilizzata da Quentin Tarantino nel film del 2007 Grind House-A prova di morte anche se nella versione di April March  e quindi  nel più recente thriller Usa Un Piccolo Favore (nella cover di No Small Children).
france_gall_1Un altro sui successo famoso è Poupée de cire, poupée de son,sempre di Gainsbourg, col quale la Gall vinse l’Eurofestival (Eurovision Song Contest) svoltosi a Napoli rappresentando il Lussemburgo. Tale brano è stato usato in scena nello spettacolo con  Valentina Lodovini “Tutta Casa, letto e Chiesa” recentemente rappresentato a Bari.
Ma l’apoteosi France Gall la raggiunse con la canzone  di Gainsbourg Les Sucettes, un capolavoro musicale e di doppi sensi.
La traduzione del titolo è I Lecca Lecca. La protagonista del brano, Annie, ama appunto i lecca lecca al gusto di anice, che danno ai suoi baci un aroma  particolare.
Affondando tali lecca lecca nella gola di Annie, essi si trovano come  in paradiso.
Per un paio di  pennie Annie acquista i suoi lecca lecca che hanno il colore dei suoi occhi e dei suoi giorni felici.
Non ci vuole molto per capire che il testo è l’esaltazione del sesso orale. Anche il termine pennies senza una enne richiama in francese il membro maschile.
Della canzone venne eseguito anche un video rudimentale che mostra la bionda e innocente cantante contornata da ballerini vestiti da lecca-lecca che però sembrano più dei ghiaccioli dalla forma fallica, mentre nella stessa clip delle modelle gustano con fare equivoco una serie di ambigui lecca lecca.
La tragedia avvenne in Giappone durante un’esibizione televisiva riguardante proprio Les Sucettes
quando tutto il pubblico di 500 persone scoppiò  a ridere in faccia all’artista, che disperata, al ritorno a casa in patria, si rinchiuse in casa per mesi.
Il fatto che non fosse a conoscenza del sottotesto proibito di Les Sucettes è a tutt’oggi materia di disputa.
Anche Serge Gainsbourg cantò la canzone in televisione, ma con ironia e compiacimento, beandosi del recondito, ma non troppo, significato.
In realtà una composizione così riuscita non poté  essere oggetto di scandalo a lungo e la collaborazione tra i  due artisti durò fino al 1972.
La vittoria all’Eurofestival per la bandiera del Lussemburgo non piacque ai francesi che relegarono la loro artista ai margini dello show biz.
Ella incise allora per il  mercato tedesco canzoni in lingua come Ich Liebe Dich So Wie Du Bist (1969).
Autore di questo brano è un giovanissimo Giorgio Moroder, molti anni prima della scoperta dello stesso di Donna Summer, con la quale lanciò la disco music a livello mondiale.
Nel 1977 la Gall si ricicla, guarda caso, proprio  con la disco music incidendo l’album Dancing Disco.
E’sposata ormai con Michael Berger (1947-1992) , un cantautore popolarissimo in Francia, figlio del professor Jean Hamburger (1909-1992), nefrologo autore del primo trapianto di rene avvenuto  nel 1952 sul giovane Marius Renard, considerato eccezionale all’epoca.  Dal matrimonio nacquero Pauline e Raphael.
La prima morì’ di fibrosi cistica nel 1997 a soli diciannove anni, mentre il secondogenito nato nel 1981, Raphael, è un   musicista, produttore, ingegnere del suono e autore di colonne sonore apprezzato, ma schivo.
Negli anni Ottanta France Gall incide la canzone-capolavoro scritta dal marito Ella, elle l’a dedicata al mito di Ella Fitzgerald della quale viene girata una clip in bianco e nero. L’artista si ritirerà alla fine degli anni Novanta, provata dalla morte del coniuge    per un improvviso attacco cardiaco e della figlia per  una mucoviscidosi  incurabile.
 France Gall, malata di tumore, è morta a Neully -Sur Seine- per un’infezione  che l’ha uccisa in un mese.
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