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Time Zones: al Pellicano per tre giorni l’underground indipendente della musica internazionale

13 ott 2016 | Nessun Comento | 339 Visite
Di:

tz1Parte la sezione OFF di Time Zones, dedicata al sottobosco indipendente della musica internazionale. Tre serate, tutte a ingresso gratuito negli spazi del Pellicano Pub di Bari, dove folk, sperimentazione, jazz e cantautorato si mischiano in un weekend di grande musica autoriale.
14 ottobre

Pellicano

MAX & LAURA BRAUN

opening act Simona Armenise

Quando l’energia giovanile è ormai tramontata, quando il mondo si chiude su se stesso e inizia a pesare sulle nostre spalle, allora ci volgiamo per vedere il funambolo in equilibrio precario, che prosegue con delicatezza, eleganza ed equilibrio sulla fune lontana. La metaforica ed emozionante bellezza delle altezze, la paura paralizzante della caduta e il desiderio malinconico di chi rimane a terra formano l’arco lirico di Max & Laura Braun, un intrico di esaltante e allo stesso tempo malinconica musica.

Con un suono abbacinante che conserva picchi di malinconia, il nuovo materiale raccontatz delle lotte e dei piaceri di una generazione che si lascia indietro la gioventù, il passare del tempo e le sue tracce. Col loro folk-pop, la voce chiara e tenera di Laura e le armonie di Max, è immediato il mescolarsi del fingerpicking  di chitarre acustiche, del banjo, e del sognante pedal steel, del vibrafono, del contrabbasso e delle sottile percussioni.

I fratelli Max e Laura fanno musica assieme fin dalla loro adolescenza, crescendo in Germania. Laura andò via alla fine degli anni ’90 per studiare arte a Londra, dove vive ancora a lavorare come fotografa e piccolo editore. Max rimase in Germania, suonando con molte band, creando musica per il teatro e lavorando come produttore nel suo studio di registrazione. Nel 2008 però, dopo una pausa di dieci anni, Max e Laura ha scritto le loro prime nuove canzoni di nuovo insieme, iniziato la loro nuova collaborazione musicale.

Nata a Bari nel 1977, Simona Armenise si è diplomata in chitarra classica presso il conservatorio “N. Piccinni“ di Bari. Ha svolto un’intensa attività concertistica come membro dell’orchestra di chitarre “De Falla” e dal gennaio 2002 collabora costantemente con l’orchestra a plettro N. Piccinni. Si è esibita come membro dell’Arts Accademy Guitar Ensamble e nell’International Guitar Orchestra ed ha collaborato con l’Accademia Mandolinistica Napoletana in occasione dell’esecuzione di musiche inedite del M.° Roberto De Simone scritte per ensemble di mandolini, mandole, mandoloncello, contrabbasso e chitarra.

Svolge un’intensa attività concertistica sia come solista sia in formazioni da camera, in particolare in duo con il mandolino e in quartetto di chitarre o  di strumenti a plettro. Ha ampliato i suoi interessi musicali anche nella musica popolare etnica e jazz, cofondando nel 2000 il gruppo di musica d’autore Terre Medinae, vincitore di diversi concorsi locali e creatore di un Cd autoprodotto.

 

15 ottobre

Pellicano

ACHREF CHARGUI TRIO

opening act Superfreak

tz4La musica del trio – formato da Achref Chargui (‘ud), Piero Spitilli (contrabbasso, basso) e Jacopo Andreini (batteria) – è basata sulle armonie della musica Classica Araba, i ritmi del bacino del Mediterraneo mescolati col rock e l’improvvisazione di stampo jazzistico. L’abilità dei tre musicisti nel creare in tempo reale temi e strutture con cambiamenti di tempo, pattern stratificati e ricerca delle sonorità più estreme dei propri strumenti – senza parlare dell’enorme conoscenza di Chargui dei modi musicali di tutto l’Oriente – rendono la musica del trio profonda e unica. Lontani dall’approccio standard al suono e alla musica, l’infinita ricerca del trio segue sentieri misteriosi attraverso esperienze d’ascolto irripetibili.

Achref Chargui e Jacopo Andreini si sono incontrati nel 2006 a Tunisi durante le registrazioni dell’album “Trapani-Alq al Waady” del trio franco-italo-tunisino L’ENFANCE ROUGE. I loro incontri si sono intensificati negli ultimi 5 anni, prima e dopo la cosiddetta Rivoluzione dei Gelsomini e hanno voluto trovare un modo per collaborare artisticamente.

Il primo album del trio, “Exagéré!” è stato pubblicato l’11 settembre 2014 da AfoforoMusicClub ed è disponibile sia in cd che in versione digitale. L’artwork è opera del maestro tatuatore e illustratore Gigi Fagni. Per promuovere l’album la band ha suonato in vari festival a Montreux, Lampedusa, Darmstadt, Paris e in molti jazz club, esplorando ulteriormente le proprie composizioni, il proprio sound e un approccio personale al suonare insieme. Il nuovo album “تجليات” (Tajalyyat) registrato da Andrea Caprara con tz5l’artwork di Gigi Fagni scava ancora più a fondo negli elementi che delineano la musica del trio. Se le strutture sono lavorate in maniera molto dettagliata, gli spazi solisti sono molto più liberi di prima per creare una musica senza frontiere e senza tempo. La clip ufficiale “Relampago Negro” è firmata dalla videomaker Veronica Citi.

Superfreak nasce nel 2005 come progetto acustico nel marasma di produzioni della Lepers Produtcions. Diventa poi il lato weird folk dell’etichetta coinvolgendo nella sua formazione i volti di spicco della scena europea: da Rella the Woodcutter a Andrea Rottin, dagli Hysm? ai Black River Blues Band tutti hanno pagato l’obolo alla grandezza del personaggio.

Oggi parla di società segrete di mangiatori di pesci, altari innalzati a Nino Frassica e storie d’amore e scarpe strette con uno stile tra Violent Femmes, Modern Lovers e Daniel Johnston

Bandcamp: https://lepers.bandcamp.com/album/the-ancient-fish-appreciation-society

 

16 ottobre

Pellicano

MONDEGREEN

Il termine “mondegreen” definisce una percezione inesatta di una frase, che viene scambiata per un’altra omofona. Un mondegreen si può produrre per caso o per l’intenzione di un autore di includere un significato altro, alternativo. Lo stesso concetto può definire una prassi musicale basata sull’ascolto e sull’interazione, in grado di costruire un dialogo inatteso e imprevedibile tra generi diversi quali appunto il jazz, il rock, l’ ambient e l’improv. È questo in sostanza l’universo musicale dei Mondegreen, ensemble musicale formatosi nel 2012, in cui le sonorità di chitarra, basso e batteria vengono filtrate e ripensate attraverso l’uso dell’ elettronica, richiamando in tal senso il sound di certe tz6formazioni della scena newyorkese degli anni ’80 e ’90 quali, il Bill Frisell Trio (con Driscoll e Baron), gli Harriet Tubman di Melvin Gibbs e i Massacre di Fred Frith.

Il trio è composto da Adolfo La Volpe, Pierpaolo Martino e Giacomo Mongelli, musicisti attivi da decenni nell’ambito del jazz, del rock e dell’avanguardia, impegnati in prima linea in processi musicali innovativi e di difficile catalogazione.

Adolfo La Volpe chitarra elettrica, elettronica Pierpaolo Martino basso elettrico, elettronica Giacomo Mongelli batteria, oggetti sonori.

Il trio ha da poco pubblicato il suo primo lavoro discografico ‐ Mondegreen ‐ edito da Setola di Maiale (SM 2740).

 

www.timezones.it

www.facebook.com/time.zones.festival

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