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Sulla “strada giusta” verso l’apertura del Parco Archeologico dell’Appia Antica

10 mar 2016 | Nessun Comento | 591 Visite
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a“A ottobre c’è stato l’incontro per definire l’accordo di valorizzazione con i presidenti delle 4 regioni attraversate dalla via Appia: ora siamo in attesa solo delle firme digitali. Mentre il direttore sarà scelto con un procedimento di selezione internazionale”. Manca ormai poco alla nascita del Parco Archeologico dell’Appia Antica, il nuovo organismo a gestione autonoma creato dal ministro Dario Franceschini nella riforma dei beni culturali, che si occuperà di tutela e valorizzazione di un territorio di circa 3600 ettari.

“Al parco saranno trasferite tutte le competenze della soprintendenza”, ha detto il ministro a Roma nell’ambito di un incontro al Touring Club, specificando che l’organismo avrà “competenza sul tratto romano ma svolgerà funzione di coordinamento del tracciato fino a Brindisi”. Per quanto riguarda la sostenibilità economica, oltre agli introiti della biglietteria e alle risorse pubbliche, “il parco – ha proseguito – sarà inserito nel meccanismo del fondo di solidarietà che viene alimentato con il 20% degli incassi di ogni museo”. L’idea è quella di costruire un modello di turismo sostenibile che superi il paradosso di luoghi sovraffollati da turisti e altri semideserti: “Questo è uno dei problemi di Roma, in cui il Colosseo fa oltre 6 milioni di visitatori all’anno e Palazzo Venezia solo 50 mila. La stessa cosa accade sull’Appia Antica, dove dobbiamo immaginare una crescita di presenze che aiuti la tutela, non che la ostacoli”, ha aggiunto il ministro.a2

Il grande patrimonio dell’Appia Antica, così tanto amato dagli intellettuali del Grand Tour che la scelsero come meta d’elezione e in cui accanto a ruderi e mausolei, acquedotti, ville patrizie e catacombe è la stessa strada romana a rappresentare un incredibile luogo di bellezza, tornerà dunque ad avere l’attenzione che merita, divenendo il fulcro di un  enorme progetto di salvaguardia e valorizzazione, non solo nella Capitale ma anche nel Mezzogiorno. “L’Appia Antica restituisce il senso del tempo trascorso e la stratificazione delle testimonianze”, ha detto Francesco Prosperetti, Soprintendente per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l’area archeologica di Roma, “ma c’è ancora molto da fare sull’integrazione delle politiche di valorizzazione turistica”.

In questo quadro si inserisce anche l’ambizioso progetto del Grab – il Grande Raccordo Anulare delle Bici, una sorta di “greenway” dai Fori all’Appia Antica che potrebbe diventare la ciclovia urbana per pedoni e ciclisti più lunga e affascinante del mondo. Questo progetto, ideato e promosso da VeloLove, Legambiente, Touring a3Club Italiano, Parco Regionale dell’Appia Antica e sostenuto dal ministro delle infrastrutture Graziano Delrio, pone in primo piano i problemi principali che riguardano la Regina Viarium, il traffico e la viabilità: “Il Grab è una sfida per conciliare sostenibilità e fruizione dei luoghi e far convivere modernità e tutela”, ha detto la presidente di Legambiente Rossella Muroni, “il traffico delle automobili, l’abusivismo di lusso e i monumenti che non sono riconosciuti come bene comune sono questioni da risolvere sull’Appia Antica: sarebbe bello che la campagna elettorale del nuovo sindaco di Roma si giocasse su questa strada”.

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